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Gianni Izzo

Gianni Izzo

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Meat Loaf: Nuovo album a settembre

Mercoledì, 22 Giugno 2016 18:43 Pubblicato in News

Solo pochi giorni fa, il rocker e attore Meat Loaf ha spaventato i suoi fans, a causa di un collasso avuto durante la sua esibizione ad Edmonton. Mentre i media americani parlano di una semplice disidratazione come causa dello svenimento del cantante, un'ottima news è arrivata direttamente dal sito ufficiale di Meat Loaf.

L'artista infatti è tornato nuovamente a collaborare con il noto compositore e amico/nemico Jim Steinman, il nuovo disco, in uscita il 16 settembre per la Caroline Records, si intitolerà "Braver Than We Are" e conterrà nuove dieci tracce.

Il duo Meat Loaf/Steinman negli anni si è amato ed odiato, accanto ai noti i successi planetari di "Bat Out Of Hell" e "Bat Out Of Hell II", si ricorderanno infatti le altrettanto note dispute legali, l'ultima delle quali legata proprio al terzo episodio di "Bat Out Of Hell", dal quale Jim Steinman (comunque autore di 7 dei 14 brani del disco) si estraniò, non prendendo poi parte alle registrazioni del disco.

 

Braver Than We Are

01. Who Needs The Young
02. Going All The Way
03. Speaking In Tongues
04. Loving You’s A Dirty Job
05. Souvenirs
06. Only When I Feel
07. More
08. Godz
09. Skull Of Your Country
10. Train Of Love

Nothgard: In arrivo il nuovo album

Martedì, 14 Giugno 2016 22:51 Pubblicato in News

I tedeschi Nothgard, a due anni da quel piccolo gioiello di epic tecnhical death metal intitolato "Age Of Pandora", torneranno a settembre col nuovo album: "The Sinner's Sake".

Vi terremo aggiornati sui dettagli del disco.

La serata all’Orion di Ciampino inizia con particolare anticipo, l’orario proibitivo ha fatto perdere a molti, compreso me, sia i Poem che i Textures. Quando arrivo nel locale sono circa le 21:00 ed il palco è già quasi pronto per l’entrata in scena degli Amorphis, che avverrà da li a poco. 

Come è successo ultimamente, anche questa volta purtroppo l’Orion è mezzo vuoto, e Roma si dimostra essere nuovamente una data fallace per la band di turno che ci viene a suonare.

Inoltre, una cosa a cui a mia memoria non ho mai assistito prima d'ora in un concerto metal, per tutta l’esibizione degli Amorphis non è scattato neanche un accenno di pogo, me li aspettavo per brani come “The Dark Path” o “The Four Wise Ones”, perlomeno per “On The Rich And Poor” o “Drowned Maid”, invece niente.

Non che i ragazzi presenti non abbiano accolto con calore la band, ma di certo i finlandesi hanno dovuto faticare per creare quel contatto magico tra pubblico e musicisti, che dovrebbe avvenire quasi in automatico durante un live. Non capisco infatti se sia colpa dell'ora legale ormai scattata da un pezzo, oppure del giorno infrasettimanale, di certo non deve essere stata una serata indimenticabile per Joutsen ed i suoi. 

La band, da parte sua, è stata ineccepibile nella propria esibizione, di un'eleganza tutta nordica, sia durante i pezzi più radiofonici che quelli più duri, ma continuo a pensare che le chitarre fossero un po’ troppo depotenziate, ottime per pezzi più catchy come “House Of Sleep”, ma forse ci voleva più incisività durante la fantastica “Drowned Maid” ad esempio, nella quale è tornato a cantare il chitarrista, ma anche growler storico degli Amorphis, Tomi Koivusaari, che ha duettato con l'ottimo Joutsen. Un gran bel momento, ma qui, come del resto anche in altri brani, i fantastici giri melodici maideniani delle chitarre uscivano poco, troppo nascoste, peccato.

Molti pezzi sono stati presi dall’ultimo riuscitissimo album “Under The Red Cloud”, forse il più bel disco degli Amorphis dai tempi di “Silent Waters” e “Skyforger”. Particolarmente sentita da Tomi, che incita il pubblico a cantare insieme a lui, la buona “Death Of A King”, durante la quale non si poteva non essere rapiti dall'effetto sitar della chitarra di Esa Holopainen. Ma il momento di maggior coinvolgimento per tutti è stato quello di “My Kantele”, masterpiece indiscusso dei nostri.

Ovvio che soprattutto un "vecchietto" come me, avrebbe preferito ascoltare anche altri pezzi storici, tratti dai due dischi dell’epoca d’oro della band: “Tales…” ed “Elegy”, magari al posto di alcune canzoni più radiofriendly degli ultimi tempi, ma dopotutto è difficile accontentare tutti, e la band finnica ha cercato di pescare un po’ da tutto il suo repertorio, eccezion fatta per gli album più fuori contesto del loro catalogo: “Am Universum” e “Far From The Sun”.

Alla fine ho assistito ad un buon concerto, non eccessivamente lungo (decidete da voi se sia una cosa positiva o meno), con l'accoppiata "Silver Bride" e "Smoke" che scatenano gli animi (un filo troppo morenti) durante l'encore, dell'ahimè esiguo pubblico romano.

SETLIST

- Under The Red Cloud

- Sacrifice

- Bad Blood

- Sky Is Mine

- The Wanderer

- On Rich And Poor

- Drowned Maid

- Dark Path

- The Four Wise Ones

- Silent Waters

- My Kantele

- Hopeless Days

- House Of Sleep

ENCORE

- Death Of A King

- Silver Bride

- Smoke

Luca Turilli's Rhapsody@Orion, Ciampino (Roma) 18/02/2016

Martedì, 23 Febbraio 2016 12:54 Pubblicato in Live Report

Due appunti prima di cominciare:

 

1) Mi scuso con gli Ancient Bards, band che apprezzo moltissimo, per i quali non potrò scrivere alcun live report, causa mio ritardo. Nonostante l’Orion sia uno dei locali più facilmente accessibili una volta usciti dal raccordo anulare, è già la sesta o settima volta che riesco puntualmente a perdermi, ovviamente se sbagli uscita, diventa tutto più difficile, se sbagli uscita nonostante il navigatore ti dica ripetutamente che la strada che vuoi intraprendere non è quella giusta, ti senti anche un po’ cretino. Sarà per la prossima volta!  

2) E’ un triste fenomeno in continua ascesa, ma i concerti, almeno in quel di Roma e dintorni, sono sempre meno affollati. Anche questa volta, il locale era mezzo vuoto. Non so se ci sia una moria di metalheads, ma è ovvio il perché i gruppi vengano sempre più di rado a suonare dalle nostre parti. E’ un triste scenario che sicuramente non fa bene ai gruppi, a chi ama i concerti, alla musica in generale. Quindi cari metallari capitolini, se ci siete, alzate il vostro sederone dal divano!

Detto questo. Buona lettura.

 

TEMPERANCE

Ammetto di non sapere molto sulla symphonic metal band lombarda, con alla voce la brava e bella Chiara Tricarico, ed ammetto che quel paio di canzoni che mi sono ascoltato al volo su youtube prima di giovedi, non mi avevano entusiasmato. Ma i Temperance in versione live sono decisamente bravi, ed anche quei due singoli, che nella loro versione in studio mi erano sembrati un po’ troppo patinati e radiofonici, dal vivo mi hanno colpito positivamente, per la potenza dei suoni e la bravura indiscutibile di tutti i membri dei combo lombardo. La band, nata dalle ceneri dei Bejelit, ha ad oggi inciso due album: l’ultimo “Limitless”, e l’omonimo debutto.

Chiara è il pezzo da novanta del gruppo,  grazie alle sue abilità vocali, infatti passa suadente da registri moderni a quelli lirici con estrema facilità, un po’ meno avvezza giusto nella breve parentesi estrema, evitabile infatti l'accenno in screaming.

Per quelle parti c’è il mastermind e chitarrista del gruppo Marco Pastorino, bravo con la chitarra e non meno con la voce, a sua volta canta in clean ed in screaming, scalda il pubblico ed incita a venirgli dietro con i vocalizzi, si vede che è lui ad avere le redini della band in mano. 

Sono state 7 le canzoni che i Temperance hanno proposto, tratte da entrambi gli album, ed i presenti li hanno accolti con grande calore. Insomma, uno spettacolo ovviamente breve, ma intenso, non possiamo non promuoverli: professionali, potenti e simpatici.

 

 

LUCA TURILLI'S RHAPSODY

Luca Turilli ed i suoi Rhapsody sono in forma come sempre, (ma Conti stecca su “Rosenkreuz”, ahi!). Sfottò a parte, Alessandro Conti, Luca Turilli, insieme a tutta la band, ed ai due special guest: la soprano Emilie Ragni ed il tenore Riccardo Cecchi, sono stati eccezionali.

Grazie ai due ospiti poi, l’esibizione ha ottenuto ancora più verve, sentire i cori di “Nova Genesis” o “Aenigma”, o di altri brani, cantati quasi interamente dal vivo per la prima volta, invece di usare i sample, ha emozionato non poco. 

Tutto secondo i programmi, Alessandro è simpatico quando parla col pubblico, ed è impetuoso quando canta. Si destreggia in un continuo andirivieni tra cantati lirici e moderni, il duetto con Emilie durante la bella “Tormento E Passione”, ha dato più di un brivido.

Non c’è stato nessun momento calante, la setlist è stata equilibrata tra pezzi nuovi,  grandi classici, “Knightrider Of Doom”, “Dawn Of Victory”, “Emerald Sword”, “Land Of Immortals”, ed inediti in versione live, come la fantastica “Pride Of The Tyrant”. Nondimeno è stato un piacere ascoltare “War Of The Universe” e “Demonheart”, tratte dal solo album di Luca Turilli. Purtroppo, in particolare il primo brano, non mi è sembrato essere molto conosciuto dai presenti, personalmente invece spero di ascoltare altre perle tratte dagli album solisti di Turilli, anche in futuro.

Ovviamente le due parti di “Of  Michael The Archengel And Lucifer’s Fall”, non potevano essere eseguite per intero, sottolineo la grande capacità nel capire quali delle le sessioni delle due suite, potevano essere portate in sede live, esaltandone la bellezza, a discapito di altre che invece avrebbero sicuramente sopito gli animi.  

Come è già successo quest’estate con i Rhapsody Of Fire a Fabrica Di Roma, durante “Unholy War” c’è stato un grande applauso sentito da parte di tutto l'Orion, verso il compianto attore Christopher Lee.

Luca Turilli al solito, è stato unico nel suo genere, menestrello saltellante, non si è fermato un attimo, facendosi. e facendoci, totalmente trasportare da ogni brano proposto, suonando con grinta e cantando in silenzio i propri versi al cielo. Ogni musicista ha avuto il suo giusto spazio anche nei solismi, resi più interessanti perché non sono stati evulsi dal contesto, ma son stati arricchiti da noti temi televisivi e cinematografichi che li andavano a sostenere, in modo da non uscire mai dal mondo epico, messo in piedi dalla band. Particolarmente interessante in questo senso, il solo di basso di Guers.

Se diamo un voto pieno all’esibizione, così come alla setlist proposta, devo dire che la parte “cinematica”  dello show (lo schermo installato dietro il gruppo), mi è sembrata ancora a livello di “work in progress”.

Appoggio totalmente l’idea, e penso che l’apporto di particolari immagini alla musica proposta, possa creare ancor più coinvolgimento per i spettatori. Per ora abbiamo visto spazi eterei e incontaminati, immagini simboliche, qualche sprazzo di computer grafica un po’ troppo dozzinale per i tempi, le foto della band, ed i testi di alcuni dei brani più recenti, video e lyric video. Un po’ poco, nel senso che a livello emotivo non ha creato del tutto quell’unione tra sonoro e visivo a cui, credo, si voglia davvero puntare. Ovviamente è solo un piccolo appunto il mio, che di certo non va a sminuire la qualità dell’esibizione, ripeto, perfetta, o giù di li.

 

SETLIST

01. Nova genesis
02. Knightrider of Doom 
03. Rosenkreuz (The Rose and the Cross)
04. Land of Immortals 
05. Aenigma
06. War of the Universe
07. Ira Divina
08. Unholy Warcry 
09. Son of Pain
10. Prometheus
11. Drum Solo (Game Of Thrones Theme)
12. Il cigno nero
13. Guitar Solo (Of Michael The Archangel And Lucifer’s Fall Part II "Chapter III")
14. The Pride of the Tyrant 
15. Tormento E Passione
16. Demonheart 
17. Bass Solo (Matrix Theme)
18. Of Michael the Archangel and Lucifer’s Fall, Part II "Chapter V"
19. Dark Fate of Atlantis
20. Of Michael the Archangel and Lucifer’s Fall "Chapter II"
21. Dawn of Victory 

 

Encore:

22. Quantum X

23. Ascending To Infinity

24. Emerald Sword + Finale

 

 

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