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Gianni Izzo

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Nothgard: Track-list e data di uscita di "The Sinner's Sake"

Mercoledì, 06 Luglio 2016 14:01 Pubblicato in News

Come anticipato giorni fa, i tedeschi Nothghard torneranno a settembre con il loro terzo album. "The Sinner's Sake" uscirà il 23 settembre. Di seguito potete leggere i titoli delle 11 tracce presenti nel disco.

The Sinner's Sake

01. Glittering Shades (Intro)

02. From Lambs To Lions

03. The Sinner's Sake

04. Iron Sights

05. Death Unites

06. Shadow Play

07. Descendants Of The Sun

08. Last Child Standing

09. Draining Veins

10. When Gods Cry

11. Sin Eater

Meat Loaf: Nuovo album a settembre

Mercoledì, 22 Giugno 2016 18:43 Pubblicato in News

Solo pochi giorni fa, il rocker e attore Meat Loaf ha spaventato i suoi fans, a causa di un collasso avuto durante la sua esibizione ad Edmonton. Mentre i media americani parlano di una semplice disidratazione come causa dello svenimento del cantante, un'ottima news è arrivata direttamente dal sito ufficiale di Meat Loaf.

L'artista infatti è tornato nuovamente a collaborare con il noto compositore e amico/nemico Jim Steinman, il nuovo disco, in uscita il 16 settembre per la Caroline Records, si intitolerà "Braver Than We Are" e conterrà nuove dieci tracce.

Il duo Meat Loaf/Steinman negli anni si è amato ed odiato, accanto ai noti i successi planetari di "Bat Out Of Hell" e "Bat Out Of Hell II", si ricorderanno infatti le altrettanto note dispute legali, l'ultima delle quali legata proprio al terzo episodio di "Bat Out Of Hell", dal quale Jim Steinman (comunque autore di 7 dei 14 brani del disco) si estraniò, non prendendo poi parte alle registrazioni del disco.

 

Braver Than We Are

01. Who Needs The Young
02. Going All The Way
03. Speaking In Tongues
04. Loving You’s A Dirty Job
05. Souvenirs
06. Only When I Feel
07. More
08. Godz
09. Skull Of Your Country
10. Train Of Love

Nothgard: In arrivo il nuovo album

Martedì, 14 Giugno 2016 22:51 Pubblicato in News

I tedeschi Nothgard, a due anni da quel piccolo gioiello di epic tecnhical death metal intitolato "Age Of Pandora", torneranno a settembre col nuovo album: "The Sinner's Sake".

Vi terremo aggiornati sui dettagli del disco.

La serata all’Orion di Ciampino inizia con particolare anticipo, l’orario proibitivo ha fatto perdere a molti, compreso me, sia i Poem che i Textures. Quando arrivo nel locale sono circa le 21:00 ed il palco è già quasi pronto per l’entrata in scena degli Amorphis, che avverrà da li a poco. 

Come è successo ultimamente, anche questa volta purtroppo l’Orion è mezzo vuoto, e Roma si dimostra essere nuovamente una data fallace per la band di turno che ci viene a suonare.

Inoltre, una cosa a cui a mia memoria non ho mai assistito prima d'ora in un concerto metal, per tutta l’esibizione degli Amorphis non è scattato neanche un accenno di pogo, me li aspettavo per brani come “The Dark Path” o “The Four Wise Ones”, perlomeno per “On The Rich And Poor” o “Drowned Maid”, invece niente.

Non che i ragazzi presenti non abbiano accolto con calore la band, ma di certo i finlandesi hanno dovuto faticare per creare quel contatto magico tra pubblico e musicisti, che dovrebbe avvenire quasi in automatico durante un live. Non capisco infatti se sia colpa dell'ora legale ormai scattata da un pezzo, oppure del giorno infrasettimanale, di certo non deve essere stata una serata indimenticabile per Joutsen ed i suoi. 

La band, da parte sua, è stata ineccepibile nella propria esibizione, di un'eleganza tutta nordica, sia durante i pezzi più radiofonici che quelli più duri, ma continuo a pensare che le chitarre fossero un po’ troppo depotenziate, ottime per pezzi più catchy come “House Of Sleep”, ma forse ci voleva più incisività durante la fantastica “Drowned Maid” ad esempio, nella quale è tornato a cantare il chitarrista, ma anche growler storico degli Amorphis, Tomi Koivusaari, che ha duettato con l'ottimo Joutsen. Un gran bel momento, ma qui, come del resto anche in altri brani, i fantastici giri melodici maideniani delle chitarre uscivano poco, troppo nascoste, peccato.

Molti pezzi sono stati presi dall’ultimo riuscitissimo album “Under The Red Cloud”, forse il più bel disco degli Amorphis dai tempi di “Silent Waters” e “Skyforger”. Particolarmente sentita da Tomi, che incita il pubblico a cantare insieme a lui, la buona “Death Of A King”, durante la quale non si poteva non essere rapiti dall'effetto sitar della chitarra di Esa Holopainen. Ma il momento di maggior coinvolgimento per tutti è stato quello di “My Kantele”, masterpiece indiscusso dei nostri.

Ovvio che soprattutto un "vecchietto" come me, avrebbe preferito ascoltare anche altri pezzi storici, tratti dai due dischi dell’epoca d’oro della band: “Tales…” ed “Elegy”, magari al posto di alcune canzoni più radiofriendly degli ultimi tempi, ma dopotutto è difficile accontentare tutti, e la band finnica ha cercato di pescare un po’ da tutto il suo repertorio, eccezion fatta per gli album più fuori contesto del loro catalogo: “Am Universum” e “Far From The Sun”.

Alla fine ho assistito ad un buon concerto, non eccessivamente lungo (decidete da voi se sia una cosa positiva o meno), con l'accoppiata "Silver Bride" e "Smoke" che scatenano gli animi (un filo troppo morenti) durante l'encore, dell'ahimè esiguo pubblico romano.

SETLIST

- Under The Red Cloud

- Sacrifice

- Bad Blood

- Sky Is Mine

- The Wanderer

- On Rich And Poor

- Drowned Maid

- Dark Path

- The Four Wise Ones

- Silent Waters

- My Kantele

- Hopeless Days

- House Of Sleep

ENCORE

- Death Of A King

- Silver Bride

- Smoke

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