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Gianni Izzo

Gianni Izzo

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Sonata Arctica - Henrik Klingenberg

Giovedì, 07 Giugno 2012 23:45 Pubblicato in Interviste

Di seguito la mia seconda intervista con il tastierista dei Sonata Arctica, Henrik Klingenberg, che mi ha parlato di tutto il lavoro che c'è stato dietro l'ultima fatica della band intitolata "Stones Grow Her Name".

 

 

 

Gianni: Ciao Henrik, è passato un pò di tempo dall’ultima volta che ci siamo sentiti e ci sono diverse novità, innanzitutto è uscito il vostro nuovo album "Stones Grow Her Name”, ma anche noi di Powermetal.it abbiamo delle news. Un ritocco alla grafica ed un cambio di nome, ora siamo Allaroundmetal.com, quindi ti do il benvenuto in questa rincarnazione moderna di Powermetal.it.

 

Henrik: Ciao a te e grazie mille!

 

 

 

Gianni: Che dirti del vostro nuovo album “Stones Grow Her Name”? Ci sono cose buone dal mio punto di vista ma diciamo che i miei album preferiti dei Sonata Arctica continuano ad essere “Reckoning Night” ed “Unia”… Quali diresti che sono le differenze sostanziali tra quest’ultimo album ed i vostri lavori precedenti?

 

Henrik: Questa volta volevano che l’album avesse un approccio molto più diretto, volevamo avere più canzoni possibile che suonassero alla grande nei live, quindi a parte le due “Wildfire” che sono un pò più progressive, credo che le altre nove canzone funzionino a meraviglia in questo senso. Direi: missione riuscita! hahaha

 

 

 

Gianni: Dove avete registrato l’album?

 

Henrik: Abbiamo usato di nuovo diversi studi di registrazione: batteria, basso e Hammond sono stati registrati allo Studio57 ad Alaveteli. Io ho registrato le tastiere a casa, Tony ha registrato le altri parti di tastiera, la voce ed i cori a casa sua. Le chitarre e gli altri strumenti sono stati registrati ai Sonic Pump Studio di Helsinki e poi abbiamo fatto anche altre cose negli studio di Tico-Tico a Kemi. L’album è stato masterizzato infine ai Chartmakers Studios di Helsinki. Diciamo che più che un processo di registrazione è stato un andirivieni di e-mail.

 

 

 

Gianni: In quanto tempo avete scritto tutti i brani e quanto ci avete messo a registrarli?

 

Henrik: Tony ha cominciato a scrivere le nuove canzoni già durante il tour di “The Days Of Grays”, dal momento poi che abbiamo finito il tour, quindi dalla prima prova insieme fino alla masterizzazione del materiale, credo che siano passati circa 6 mesi.

 

 

 

Gianni: Qual’è il momento più difficoltoso (se c’è) nella registrazione di un brano?

 

Henrik: Non trovo che ci sia qualcosa di particolarmente difficile nel registrare un brano, credo che invece il momento più difficile sia lavorare sull’arrangiamento. Una volta superato quest'ostacolo, basta andare in studio e registrare le parti

 

 

 

Gianni: Cosa mi puoi dire dei testi? Quali sono gli argomenti principali che trattate su “Stones Grow Her Name”?

 

Henrik: Le solite storie d’amore, come del resto abbiamo fatto fino ad oggi hahaha. No seriamente, ci sono brani in cui affrontiamo il tema sulla disastrosa relazione tra l'uomo e il pianeta, altri nei quali ci domandiamo che tipo di mondo lasceremo alle generazioni future. Per poi bilanciare tutta questa serietà abbiamo messo anche una canzone come “Cinderblox” che forse è il brano più umoristico che abbiamo scritto fino ad oggi

 

 

 

Gianni: Devo confidarti che proprio “Cinderblox” insieme all’ultima parte di “Wildfire” sono le mie canzoni preferite dell’album. Quali sono le tue e perché?

 

Henrik: A me piace un sacco “Shitload O’ Money”, dal primo momento che l’ho sentita ero certo che sarebbe stata fantastica dal vivo ed infatti lo è…Mi piace molto anche la stessa “Cindeblox”, è un brano che prova che non si deve essere per forza seri e cupi in ogni momento.

 


Gianni: Penso che l’idea vincente di questa canzone sia l’introduzione del banjo. Di chi è stata l’idea e chi lo suona?

 

Henrik: Lo suona Peter Engberg, nostro ospite già in “Unia”, quell’uomo è incredibile, se ne esce sempre con i più strani strumenti a corde che tu ti possa immaginare. Nella versione demo, Tony aveva già previsto e arrangiato un sample di banjo, abbastanza bruttino a dire il vero, quindi volevamo uno strumento vero, nessuno dei Sonata suona il banjo, così abbiamo chiesto aiuto. L'aiuto è arrivato dimostrandosi una carta vincente!!!

 

 

 

Gianni: Dì la verità, sul serio ai tempi di quella che ora consideriamo la prima parte di “Wildfire” avevate in mente una trilogia?

 

Henrik: Quando è stata composta la prima “Wildfire” nessuno aveva parlato di futuri “sequel”, ma poi il piromane ha fatto il suo ritorno, quindi eccoci qua. Il fatto è che non credo che Tony pianifichi più di tanto, quindi non potremo mai sapere quale delle canzoni rimarrà un singolo brano e quale continuerà in una saga.

 


Gianni: Sull’edizione speciale di “The Days Of Grays” c’era un secondo cd che riproponeva alcuni brani dell’album in un’interessante versione orchestrale. E’ previsto un qualcosa del genere anche per “Stones Grow Her Name”?

 

Henrik: In questo disco abbiamo deciso di usare qualche orchestrazione solo per le due “Wildfire”, quindi non ci sarà nessun bonus disc come nell’album precedente. E’ prevista qualche edizione speciale con un paio di bonus track o con diversi arrangiamenti di un paio di brani, tutto qui questa volta.

 

 

 

Gianni: Chi è l’artista che ha disegnato l’artwork di “Stones Grow Her Name”?

 

Henrik: E’ stato realizzato da Tony e Toxicangel, l’artista che ha curato la maggior parte dei nostri artwork, via Skype…Tony guardava ciò che Toxicangel disegnava in tempo reale e gli suggeriva come muoversi, penso l’abbiano disegnato nel giro di un paio di ore. In seguito abbiamo aggiunto qualcosina qui e li.

 

 

 

Gianni: Parlami del video di “I Have A Right”? E sono previsti altri video?

 

Henrik: Si ci saranno altri due video. Abbiamo affittato questa vecchia scuola deserta qui a Kemi e ne abbiamo registrati direttamente tre nel giro di due giorni.. Per quel che ci riguarda abbiamo solo cambiato abiti tra un brano e l’altro. Tutte le altre parti del video sono state registrate in seguito. Quindi, non ti dico quali brani sono, ma ti posso dire che il secondo video uscirà in autunno ed il terzo prima di Natale. Pensiamo persino di farne un quarto, naturalmente un po’ diverso dai primi tre, ma dobbiamo ancora vedere se ci sono gli estremi per farlo o meno.

 

 

 

Gianni: Penso che tu sappia che molti dei vostri primi fans vorrebbero ascoltare in un vostro nuovo album almeno qualche canzone che segue lo stile dei vostri primi due dischi. Voi siete ancora interessati a suonare quel tipo di musica? Ascoltate il power metal più classico?

 

Henrik: Personalmente non mi interessa quel tipo di musica, io sono sempre stato più attratto, quando parliamo di metal, da cose tipo Metallica o Pantera o metal più estremo. In generale ti dirò che non credo ritorneremo a scrivere quel tipo di canzoni, come band penso sia molto più interessante introdurre di volta in volta nuovi stili e sperimentazioni invece di ripeterci.

 

 

 

Gianni: Parliamo del vostro nuovo tour. So di certo che sarete a Roma il 30 luglio (Parlo della data del festival "Rock In Roma" che si terrà a luglio all'Ippodromo Delle Capannelle. I Sonata Arctica sono l'unica band metal dell'edizione di quest'anno. Ma per chi di voi è interessato anche ad altri generi vi segnalo: The Cure, Simple Minds, Elio e Le Storie Tese, Caparezza, Litfiba etc) . Ci saranno altre date italiane?

 

Henrik: Partiamo per l’appunto con alcuni festival che andranno avanti per tutta l’estate. In autunno faremo le prime date qui in Finlandia, poi nel resto dell’Europa (inclusa di nuovo l’Italia), e il prossimo anno andremo in Giappone, in Nord e Sud America e così via…anche questa volta il tour durerà circa due anni quindi ci saranno un sacco di show da fare.

 

 

 

Gianni: Qualche anno fa gli Iron Maiden fecero arrabbiare molto propri fans per la decisione di suonare esclusivamente i brani del loro album “A Metter Of Life And Death". Che ne pensi di questa decisione? E mi puoi dire qualcosa riguardo la vostra setlist?

 

Henrik: Dubito che noi faremo mai una cosa del genere quindi non preoccupatevi non suoneremo mai solo le canzoni del nostro ultimo album. D’altro canto “Stones Grow Her Name” è stato concepito proprio per funzionare in sede live, quindi ne suoneremo tante di canzone tratte da quest’album. Fin’ora abbiamo suonato: “Only the broken hearts”, “Shitload of Money”, “Losing my insanity” and “I have a right”, ma aggiungeremo anche qualche altro nuovo brano.

 

 

 

Gianni: Ok Henrik per me è tutto, ti ringrazio per la chiacchierata e se vuoi aggiungere qualcosa fai pure.

 

Henrik: Grazie a te! Ci vediamo tutti on the road quindi e grazie tante per il supporto! Ehi, se qualcuno è interessato in assoli di keyboards & guitar heroes, sta per uscire il mio album solista “Klingenberg Syndrome” nel quale suona anche il nostro Elias (Viljanen, chitarrista dei Sonata ndr.)

 

 

 

 

 

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  1. 01. Symbols
  2. 02. In My Sword I Trust
  3. 03. Unsung Heroes
  4. 04. Burning Leaves
  5. 05. Celestial Bond
  6. 06. Retribution Shall Be Mine
  7. 07. Star Queen (Celestial Bond Part II)
  8. 08. Pohjola
  9. 09. Last Breath
  10. 10. Passion Proof Power

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