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Giuseppe Lombardo

Giuseppe Lombardo

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HIGHLORD: NUOVA LINE-UP

Mercoledì, 15 Ottobre 2014 11:35 Pubblicato in News

COMUNICATO STAMPA
"Gli Highlord hanno il piacere di annunciare due importanti variazioni nella formazione della band.
Il posto di chitarrista sarà ricoperto dal giovane e talentuoso Francesco Lombardo, già attivo nella scena con i Myriad Lights.
Contemporaneamente, si annuncia anche il gradito ritorno di una vecchia conoscenza: Lele “Mr. Triton” riprende il posto dietro alle tastiere.
Importanti novità seguiranno per quest’anno e per il prossimo: rimanete sintonizzati e, come sempre:
STAY HIGH!"

La nuova Line-Up debutterà dal vivo Domenica 19 Ottobre presso "Il Maglio" di Torino.

Made Of Metal 2014

Venerdì, 29 Agosto 2014 19:07 Pubblicato in Live Report

Made of Metal è un festival giunto proprio quest'anno alla sua primissima edizione. Il prezzo del biglietto estremamente basso (26 € per chi acquistava prima della fine di Gennaio) e un bill da brividi per tutti i fan del Power Metal (e di tutte le sue sfumature) mi hanno convinto ad avventurarmi nella piccola cittadina di Hodonin (Repubblica Ceca) praticamente sul confine con la Slovacchia e a pochi Km dall'Austria.

Made of Metal sicuramente è un festival più piccolo rispetto ai grandi nomi che circolano durante l'estate (Wacken, Masters of Rock ecc.) ma grazie a un'area allestita in maniera egregia (con, tra l'altro, 2 palchi) e un'organizzazione pressochè perfetta sono sicuro che questo "brand" guadagnerà negli anni a venire un peso sempre più maggiore.

 

DAY 1

Il Primo giorno, che vede in veste di headliner i nostrani Luca Turilli's Rhapsody, si apre con lo show dei Porta Inferi. La band è assolutamente sconosciuta a me, ma è innegabile che i 4 ragazzi sul palco non ci sappiano fare! Il loro Melodic Metal è ben accolto dalla folla (ancora non molto gremita) e l'operazione non semplice di "rompere il ghiaccio" va decisamente a buon fine!

I Dalriada sono i secondi a salire sul Main Stage, ma, a differenza dei Porta Inferi, la band ungherese e il suo scontato Folk Metal non convince appieno; ed è per questo motivo che anzichè vedere il loro show fino alla fine mi sposto davanti al Second Stage dove stanno per cominciare il loro show i viennesi Dragony!

Gran parte dei power metallers più accaniti hanno abbandonato il Main Stage per vedere all'opera questa band, forte del buonissimo debutto "Legends" uscito 2 anni fa sotto Limb Music. I pezzi degli austriaci sono facilmente memorizzabili e in particolare Land of Broken Dreams, The Longest Night, Alcador e Burning Skies diventano veri e propri inni cantati a squarciagola da tutti i presenti. Da evidenziare la prova al microfono del carismatico Siegfried "The Dragonslayer" Samer, a tratti non perfetto ma dotato secondo me di una tecnica non indifferente.

Si torna di fronte al Main Stage per assistere allo show dei Suidakra, la band tedesca è in gran forma e lo si vede regalando al pubblico presente un'ora di ottimo Melodic Death Metal.

Le Signin Session di Wisdom e Rhapsody (forse i 2 gruppi che più attendevo) mi tengono lontano dall'esibizione degli Atrocity, dunque si torna sotto il palco proprio con gli ungheresi.

Lo show dei Wisdom, programmato alle 20, è il primo che può vantare una sempre più spenta luce del sole. La band ha sfornato circa un anno fa il terzo album Marching For Liberty (senza dubbio uno dei migliori del 2013 secondo me) dunque questa è un'ottima opportunità per assistere dal vivo a qualche estratto dal suddetto album (l'unica loro data in Italia risale al 2012, dopo l'uscita di Judas). Gabor Nagy e compagni regalano un'ora di spettacolo indimenticabile, la band è in ottima forma: suona in maniera eccelsa, si diverte e fa divertire! La scelta della scaletta è anch'essa azzeccata con molti estratti da Judas e da Marching For Liberty (magistrale è stata l'esecuzione della title track); le uniche canzoni estratte da Words of Wisdom sono state Wheels of The War e Wisdom. La ben nota Live Forevermore chiude il set regolare, ma c'è tempo per un bis e dunque come a Milano 2 anni fa Judas sancisce la fine dello show dei power metallers ungheresi, una band in forte ascesa, non perdeteli d'occhio!

Lo show successivo è quello degli Alestorm, i pirati scozzesi ormai sono garanzia di puro divertimento e anche sul palco di Hodonin non si smentiscono. Da segnalare nella scaletta, oltre ai classici della band, 3 brani dal nuovissimo Sunset On The Golden Age (Walk The Plank, Drink e Surf Squid Warfare).

Finito lo show degli Alestorm si prepara in fretta e furia lo stage per gli headliner, dunque è tempo di innalzare lo schermo sul quale verranno proiettati video e immagini a cui ormai il buon Turilli ci ha abituati. Questo, tra l'altro, come ricorderà anche Conti più avanti, è il primo show di Dominique Leurquin dopo il grave infortunio che lo aveva tenuto lontano dai palchi per quasi 2 anni. Finalmente dunque arriva l'occasione per rivedere i Rhapsody con 2 chitarre sul palco.

Ancora una volta (la terza che vedo questa line-up dal vivo) i Rhapsody sono stati capaci di regalare emozioni a tutti i presenti. Tutti i musicisti sul palco sono assolutamente maestri nei loro strumenti, in particolare mi piace sempre sottolineare le doti decisamente fuori dal comune di Alessandro Conti, un vero e proprio fenomeno. Come poi non citare la prova strabiliante di Luca Turilli? Il triestino, oltre che correre da una parte all'altra del palco per incitare tutti i presenti, suona davvero in gran scioltezza, dimostrando ancora una volta tutte le sue abilità alla 6 corde (abilità che lui stesso, inspiegabilmente, nega di avere). La scaletta è ottima ma non aggiunge niente a quanto di già visto nelle ultime uscite dei nostri; momenti comunque indelebili sono stati per me Riding the Winds of Eternity, Demonheart, Dark Fate of Atlantis, Emerald Sword (intramontabile) e Warrior Of Ice. I nostri si congedano dal pubblico dopo un'ora e mezza di grandioso Cinematic Metal; il prossimo step per Turilli e soci sarà pubblicare il nuovo album Prometheus, in arrivo probabilmente a inizio 2015.

I Sirenia e il loro Symphonic Metal chiudono alla grande le danze di questo primo giorno di festival.

 

DAY 2

Anche il secondo giorno è ricco di band interessanti. I primi a salire sul palco sono i padroni di casa Eagleheart. Il loro melodic power metal è suonato egregiamente, peccato solo che una forte pioggia abbia fatto allontanare molti presenti proprio nel bel mezzo del loro show.

Gli italiani Krampus salgono sul palco subito dopo. La loro proposta che unisce folk metal e metalcore è interessante ma certamente non è delle più gradite a me, infatti non vedrò il loro concerto fino alla fine per la signin session con gli Orden Ogan, un altro gruppo che non vedevo l'ora di rivedere.

Poco prima delle 15 la curiosità sale alle stelle per vedere dal vivo i polacchi Pathfinder. Il loro symphonic power metal portato all'estremo non è dei più congeniali a me, ma ammetto in ogni caso che i 7 simpaticissimi musicisti (incluso il nuovo, nonchè fenomenale cantante, Przemyslaw Uliczka) siano indiscutibilmente fenomenali ai rispettivi strumenti, come appunto dimostrato durante i 50 minuti a loro dedicati.

E' il turno degli Orden Ogan, attendevo con molta impazienza il loro show, e ammetto alla fine di essere stato appagato alla grande! Oltre a un'esecuzione pressochè perfetta e a una scaletta molto buona (che includeva, tra le altre, le maggiori hit dell'ultimo strepitoso disco To The End), la band ha potuto godere di un sound grandioso che pochi altri hanno potuto vantare nel corso di questi 3 giorni. Il loro prossimo concerto in Italia di spalla agli Hammerfall sarà un appuntamento da non perdere!

Prima degli headliner del giorno non ci sono gruppi che mi affascinano particolarmente, dunque, a parte per i Titanium (sul Second Stage) e il loro interessante Heavy/Power che ha catturato l'attenzione di molti, si torna con entusiasmo davanti al Main Stage con gli ultimi due gruppi di giornata: gli Haggard e i Dream Evil.

Lo show degli Haggard è grandioso, non avevo mai visto Asis Nasseri e i tanti musicisti al suo seguito prima d'ora; sicuramente la band, visto lo spettacolo che propone, è da considerarsi al top nell'"universo" metal orchestrale.

Prima volta, e sempre una prova esemplare, anche per i Dream Evil. I loro ritornelli ultra orecchiabili (vero e proprio trademark) dal vivo sono una garanzia di puro divertimento, e, come facilmente prevedibile, tutti i presenti li intonano a gran voce. Un finale di giornata davvero memorabile!

 

DAY 3

Il terzo giorno è stato sicuramente il più sfortunato, infatti alcune esibizioni sono state caratterizzate da più o meno gravi problemi tecnici.

I primi "sventurati" di giornata sono stati i romagnoli Ancient Bards, ma per quanto visto successivamente con i Dark Moor penso che gli Antichi Bardi possano ritenersi soddisfatti dell'andamento generale del loro concerto; infatti una volta superate le difficoltà iniziali (da quanto ho potuto capire le casse spia sul palco non facevano il loro lavoro) Daniele Mazza e soci sono ripartiti alla grande regalando ai presenti poco meno di un'ora di ottimo power metal sinfonico. Da sottolineare come il pubblico sia stato già piuttosto gremito alle 13.20, segno evidente che la band è in grande ascesa!

A causa di altre signin session torno sotto al palco proprio con gli spagnoli Dark Moor. Purtroppo Garcia e soci hanno dovuto fare i conti con gravi problemi che hanno seriamente compromesso lo show costringendoli a suonare qualcosa come 6 canzoni e riempiendo l'enorme buco creatosi con una bella, ma decisamente troppo lunga, "battaglia" tra lo stesso Enrik Garcia alla chitarra e il fenomenale Mario Garcia Gonzalez al basso. Se non ho inteso male, alcune basi non volevano saperne di partire, da qui la decisione amara di suonare una scaletta ridotta. Quanto di poco visto è stato buono, ma risulta comunque difficile poter giudicare appieno il loro show, davvero fin troppo tormentato e intervallato da momenti (anche un po' imbarazzanti) di vuoto totale.

Poco prima delle ultime 2 band (entrambe headliner) riesco a seguire parte dell'esibizione degli Amaranthe, il loro genere non mi fa impazzire ma non posso negare che la band sul palco non ci sappia fare e da quanto ho potuto ammirare posso dire con certezza che Elyze Ryd e compagni sono riusciti a confezionare uno show davvero coinvolgente!

Gli Ensiferum salgono sul palco alle 20.55. La band finlandese è sicuramente uno dei gruppi più attesi e, anche se la scaletta eseguita è stata grandiosa (Blood is the Price of Glory, Victory Song, Iron, Lai Lai Hey sono solo alcune delle hit riproposte), il concerto dei nostri è stato parecchio difficile da assimilare considerando che i volumi delle chitarre sono stati esageratamente bassi per una buona parte dello stesso (non credo invece di aver captato una sola nota di basso del buon Sami Hinkka durante l'intero set). Dunque bene ma non benissimo Petri e compagni che, per la seconda volta (su due), sul palco non riescono a convincermi al 100%.

Ai Therion il compito di chiudere le danze di questa 3 giorni di concerti. Non sono mai stato un grandissimo fan della band svedese in ogni caso posso dire con certezza che molti brani proposti dal vivo hanno un tiro non indifferente (la mia preferita Rise of Sodom and Gomorrah è stata eccezionale!), di conseguenza anche la loro ora e mezza dedicata è trascorsa senza problemi.

 

Tirando le somme si puo dire che questo primo Made of Metal sia riuscito alla grande; l'atmosfera generale del festival è stata grandiosa, voglio dire, cosa si vorrebbe di più da un festival con tante grandi band, un'ottima organizzazione e tanta simpatica gente? Forse niente! All'anno prossimo!

CIVIL WAR @ Z7, Pratteln (19/02/2014)

Domenica, 16 Marzo 2014 11:23 Pubblicato in Live Report

Dopo aver letteralmente consumato The Killer Angels, primo album dei Civil War, nonchè miglior uscita del 2013 a mio parere, giunge finalmente per me l'occasione di vedere il sestetto dal vivo. Purtroppo la band svedese non ha ancora avuto possibilità di suonare nei confini italiani, dunque la destinazione fissata è quella di Pratteln e del suo attivissimo Z7.
Per chi non sapesse di chi stiamo parlando, i Civil War sono la nuova creatura dei chitarristi Oskar Montelius e Rikard Sundén, del tastierista Daniel Myhr e del batterista Daniel Mullback; ovvero i 4 musicisti usciti dai Sabaton nel corso del 2012. A completare la line-up troviamo il simpaticissimo Stefan "Pizza" Eriksson (Volturyon) al basso e Nils Patrik Johansson, cantante da me apprezzatissimo soprattutto per i suoi lavori con i Wuthering Heights senza comunque dimenticare quelli degli Astral Doors, che restano (ora alla pari con i Civil War) il suo "primo" gruppo.

Arrivato allo Z7 con un larghissimo anticipo (alle 16 circa) trovo con mia grande gioia i 6 disponibilissimi musicisti davanti all'ingresso per il backstage, ne approfitto immediatamente per fargli autografare la mia edizione limitata di The Killer Angels e per fare un paio di foto al volo.

All'apertura delle porte, dopo esserci catapultati in prima fila, noto come lo Z7 sia in realtà un "mini Z7"; infatti i ragazzi di Pratteln, già da qualche mese ormai, per i concerti "più piccoli" ridimensionano il locale con una serie di accorgimenti (tavoli, piante e quant'altro) e allestiscono un palco ridotto per lo show.
Si parte alle 20 puntuali con l'ingresso in scena dei Katana, band anch'essa svedese dedita a un heavy metal di chiara ispirazione maideniana. A parte qualche pezzo conosco molto poco di loro, in ogni caso lo show è più che piacevole dunque la loro scaletta di circa 50 minuti trascorre senza problemi.

Alle 21 si abbassano le luci per la seconda volta, è il turno di Johansson e soci! Prima dell'ingresso in scena però risuona dalle casse dell'impianto "Civil War" dei Guns & Roses, più che un'introduzione direi una sorta di "conto alla rovescia" per i musicisti. D'altronde i Sabaton facevano (e fanno tutt'ora) la stessa cosa utilizzando "The Final Countdown". Direi che i Civil War a questo giro non potevano fare scelta più azzeccata!
L'entrata in scena è affidata a King of the Sun, quasi 6 minuti di imponente Heavy/Power Metal con un Johansson assoluto protagonista! Piena estasi per me che reputo questa canzone in particolare come una delle migliori in assoluto del 2013!
La scaletta, come facilmente prevedibile, attinge a piene mani da The Killer Angels. Quindi, dopo una partenza letteralmente esplosiva, si va avanti con un'altra hit: la "festosa" Saint Patrick's Day, seguita poi da Sons of Avalon, Gettysburg, Lucifer's Court e Brother Judas. A questo punto arriva il momento di una sorpresa (non una vera sorpresa per chi segue ogni movimento della band sui social network): il combo svedese ci regala infatti una graditissima Heaven & Hell, capolavoro dei Black Sabbath dell'era Dio. La voce di Johansson calza perfettamente su questo brano, dunque il risultato non può che essere sorprendentemente positivo.
L'up-tempo First to Fight e la assoluta hit I Will Rule The Universe (da cantare a squarciagola) chiudono il set regolare. Come di consueto c'è comunque tempo per un paio di bis. Civil War dall'omonimo EP è un altro momento top della serata e, nonostante il testo di questo brano non sia mai stato pubblicato, il ritornello di facile comprensione ("Heed The Call For Civil War") basta e avanza per dare il colpo di grazia alle mie corde vocali. La chiusura dello show è invece affidata al cavallo di battaglia (nonchè primo singolo pubblicato dai nostri) Rome Is Falling.

Tirando le somme, la serata è più che riuscita, anche grazie a circa 150 scatenati metalheads accorsi!
Sinceramente temevo che Johansson potesse deludere leggermente le mie aspettative dal vivo, ma questo non è avvenuto. Il singer ha infatti tirato fuori dal cilindro una prestazione lodevole, così come anche il resto della band (sui 4 ex-Sabaton c'erano pochissimi dubbi a riguardo).
Ora non ci resta che aspettare il secondo album (in arrivo entro la fine dell'anno) e sperare che qualche promoter si decida a portarli finalmente anche in Italia!

SETLIST
King Of The Sun
Saint Patrick's Day
Sons Of Avalon
Gettysburg
Lucifer's Court
Brother Judas
Heaven & Hell
First To Fight
I Will Rule The Universe

encore:
Civil War
Rome Is Falling

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