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Luca Albarella

Luca Albarella

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GAME ZERO: Una Nuova Graffiante Realtà Capitolina!!

Mercoledì, 29 Giugno 2016 17:05 Pubblicato in Interviste

 Qualche settimana fa ho avuto modo di recensire per AAM il disco d’esordio di una band che a mio avviso ha ancora ulteriori frecce al proprio arco nel panorama dell’Hard Rock italico. “Rise” dei romani Game Zero ha messo in luce dunque tutte le potenzialità di un combo che a mio avviso come scritto in sede di recensione può fare un ulteriore salto di qualità. Rompiamo gli indugi e scambiamo quattro chiacchiere con i quattro rockers.

 

Luka:  Iniziamo con il frontman e autore di tutti i testi da quel che ho intuito. Mark tocca a te raccontarmi di tutte le avventure e i disastri che hai combinato negli anni e sapientemente riversato nei pezzi dei Game Zero. Probabilmente ti aspettavi un’intervista seriosa; spiacente, fino a quando questi loschi figuri non si decidono a pagarmi, il tutto è ai limiti del cazzeggio da bar. APPROFITTANE E ADEGUATI. Come viene su un pezzo dei Game Zero??? Chitarra e voce oppure vi mettete in sala prove a spaccarvi i maroni a vicenda?

 

Mark: Luka, innanzitutto sono molto contento che tu mi dia la possibilità di cazzeggiare. Mi piace molto questo approccio, per quanto ovviamente ognuno ha il suo stile e rispetto qualsiasi tipo di taglio si voglia dare ad un’intervista. In fondo è sempre un privilegio poter parlare del proprio lavoro. Hai intuito bene: sono io, nel bene e nel male, l'autore di tutti i testi. Ovviamente, come anche anticipi tu nel contenuto della domanda, sono tutte tematiche ispirate alla vita reale e vissuta. Ciò nonostante sarei in difficoltà a stabilire uno “standard” in questo senso. Non ho un tema preferito. Penso, in fondo, che mi piaccia parlare dei sentimenti, delle emozioni, almeno per il momento. E, inutile negarlo, almeno per me, i sentimenti “forti” sono quelli che mi ispirano maggiormente. Per quanto riguarda la modalità di creazione dei nostri pezzi, in genere le bozze vengono da me o da Alex. Poi, una volta creata una versione primordiale della song, Domino e Dave intervengono ed entrano nel processo creativo in modo determinante, apportando idee all'arrangiamento e dicendo la loro su quello che può essere sviluppato o, al contrario, gettato nel cestino. Il risultato di questo processo, porta alla nascita del brano. Naturalmente è una semplificazione. A volte è decisamente più complesso di così. Ti basti pensare che, ad esempio, l'arrangiamento di “Escape” utilizzato nel disco è la versione numero 38 del pezzo! 37 modifiche sono state necessarie per arrivare ad un risultato che ben esprimesse il feeling della canzone. Insomma… non sempre è un processo semplice e lineare.

 

Luka: Ok Mark, cazeggio a parte intuisco  dalle tue parole grande meticolosità in tutto ciò che concerne il songwriting e non solo. Chitarra solista è il Sig. Alexincubus. Mamma che paura. Da quel che leggo nella biografia sei un ex membro dei Theatres Des Vampires e a questo punto non posso esimermi da chiederti indiscrezioni di varia natura su Sonia Scarlet. Tanto non ci legge nessuno vai tranquillo. Credo che l’esperienza con i TDV sia stata un’ottima palestra per te. Ecco; cos’hai portato da quell’esperienza nel progetto Game Zero.

 

Alex: Eheh, Sonya è una vera vampira, perciò dovremmo parlarne la notte, ahahaha! Scherzi a parte i Theatres Des Vampires sono stati davvero una bella esperienza che mi ha portato a suonare su palchi internazionali fiancheggiando artisti molto importanti (Iron Maiden al Gods of Metal del 2000 su tutti!). Non solo, aver registrato 5 album mi ha fatto crescere molto anche dal punto di vista compositivo e chitarristico. Tutto ciò mi è stato molto utile nell’avviare questo nuovo progetto con i GAME ZERO.

 

 

Luka: Esperienza che indubbiamente ti ha lasciato segni di maturazione importanti. Le mie simpatiche attenzioni rivolte ora alla sezione ritmica. Voci ben fondate  mi hanno riferito che il ruolo di bassista è stato scelto esclusivamente per fattori estetici. Cercavano un elemento figo da poter essere da traino ai concerti per il gentil sesso. Domino; ora fingerai di essere professionale e cercherai di smentire raccontandomi fandonie. Nel frattempo fingerò di essere interessato anche al tuo lato artistico. Ho avuto modo di ascoltare una vostra intervista su una radio romana di cui mi sfugge il nome ora; intuito grande sinergia e positività fra voi nonché unione di intenti. Vai a ruota libera sul tuo apporto come bassista ma anche sulla componente umana di cui ho accennato.

 

Domino: Sicuramente c’è da dire che se han scelto me per fattori estetici allora i miei colleghi han bisogno di un bel paio di occhiali!!! No scherzi a parte!! Diciamo che ho iniziato a far parte del progetto “Game Zero” grazie alla chiamata di Mark con cui ho suonato in passato (lontano 2007) in altri contesti. Quando sono stato convocato, in contemporanea con Dave J, le canzoni pronte al momento erano tre ma col tempo, come ha detto Mark, ognuno ha dato il suo importante contributo alla stesura dei brani, musicalmente parlando, andando a modificare anche quei tre già fatti. Parecchie importanti idee sono nate da me e Mark la sera davanti ad un Pc con birra e pizza e relativi strumenti musicali perennemente collegati alla scheda audio del Pc stesso. Possiamo affermare che pizza e birra sono stati grande fonte di ispirazione per questo nostro album. Tutto il pacchetto è stato arricchito da una serie interminabile di ilari momenti ed immense risate tra noi!!

 

 

Luka: Pizzaioli della capitale siete avvisati; approfittate dei momenti di composizione dei Game Zero e mi raccomando una piccola percentuale al sottoscritto per la dritta. Ora tocca all’elemento più rude del combo e anche dalle foto del booklet direi che c’è poco da scherzare. Dave J. È il motore della band ed è colui che dopo i live costringe con reiterate percosse gli altri della band a smontargli la batteria. Dave quali differenze riscontri fra i tuoi ex compagni Dragonhammer e i tuoi attuali fratelli sia a livello umano che dal punto di vista artistico. Il lavoro del batterista in una band Hard ‘n Heavy indipendentemente dal genere credo sia indispensabile, di conseguenza anche la componente umana credo sia  pilastro fondamentale sul quale erigere un bel muro di suono; cosa ne pensi.

 

Dave: Le differenze principali rispetto al passato sono essenzialmente due: innanzitutto mi sento cresciuto e più maturo musicalmente (complice anche il mio progetto parallelo con gli Utopia, prog-metal band che con “Mood Changes” è al secondo album all’attivo, ti consiglio di ascoltarlo!), cerco di stare al mio posto senza strafare, suonando la batteria sia sul disco che in sede live in modo da valorizzare il brano e non me stesso, perché quello che facciamo con i Game Zero sono vere e proprie canzoni, energiche e soprattutto con ritornelli orecchiabili e quindi memorizzabili!L’altra differenza evidente è la magica alchimia che si è instaurata tra noi 4, alchimia fondata sull’amicizia, la simpatia e la voglia di fare qualcosa di bello, non senza discussioni o punti di scontro, ma tutto con un fine ultimo costruttivo! Mi ritengo molto fortunato! Tra l’altro conosco Alex da più di 10 anni, ci ho condiviso numerosi live ed è a tutti gli effetti uno dei miei amici più cari!

 

 

 

Luka: Dave saresti uno dei pochissimi batteristi che io conosco a non essere una prima donna; probabilmente la mia fortuna fantozziana persevera anche in questo ambito. Ritorniamo a Mark; domanda quasi di rito. Le tue influenze vocali, i tuoi frontman preferiti e ti chiedo: sei assolutamente soddisfatto di ciò che hai fatto in studio oppure avresti optato per soluzioni diverse. Il canto è forse lo “strumento” più esposto all’emotività umana e particolari momenti possono influire anche in uno studio di registrazione.

 

Mark: per quanto riguarda la prima parte della domanda, sono molti i cantanti e frontman che mi piacciono. Penso che, per ragioni diverse, molti di loro mi siano di ispirazione. Chi per il modo di cantare, chi per l'approccio sul palco, chi semplicemente per la timbrica. Anche se l'ispirazione è una cosa complessa da descrivere. Per esempio adoro letteralmente Matthew Bellamy dei Muse, ma sfido chiunque a paragonare il mio cantato al suo. Siamo davvero molto diversi. Amo molto anche Serj Tankian dei S.O.A.D., ma anche in questo caso la differenza è ampia. Insomma, ispirarsi non significa necessariamente “cercare di assomigliare a..”, anche perchè spesso non è proprio possibile. Come giustamente sottolinei, la voce è forse lo strumento più delicato e “personale” che esista. La seconda parte della domanda è molto facile: la risposta è SI. Sono molto soddisfatto del lavoro svolto sul disco. Sono però uno a cui piace molto sperimentare; quindi non significa che sul prossimo lavoro avrò lo stesso identico approccio. Anzi, conoscendomi, è molto probabile che vorrò sperimentare modi nuovi di usare la voce. In fondo, la sperimentazione è forse l'aspetto più appassionante e divertente di questo lavoro.

 

 

Luka: Mark dalle tue parole e dai cantanti che mi hai citato, credo che da te ci si possa aspettare veramente di tutto e devo dirti che è una cosa che apprezzo molto. Altra domandina per  Alex  altrimenti mi si offende. Da quel che ho intuito il feeling, l’alchimia fra te e Mark si è creata immediatamente. Immagino ci siano state tante idee buttate giù e il risultato poi è sotto gli occhi di tutti con il vostro “Rise”. A quale pezzo ti senti più legato e quale se potessi cambieresti qualcosa sia dal punto di vista del songwriting che a livello di produzione.

 

Alex: Esatto! Con Mark ci siamo trovati subito nel condividere sogni e progetti e soprattutto sul necessario approccio e impegno che ne derivano. Come pezzo scelgo “Time Is Broken”, perché è stato il primo a dare il via al tutto ed è quindi molto carico di… voglia di spakkare!!! Non ne modificherei nulla però, abbiamo sperimentato tutte le possibili soluzioni fino ad arrivare ad una versione finale per noi in linea con quanto volevamo esprimere.

 

 

Luka: Chiarissimo e sintetico. Ritornando al bassista figo. Domino anche a te vorrei chiedere quali sono le tue influenze musicali ma andando anche sul tecnico; ti chiedo che tipo di sound hai utilizzato in studio visto che il basso nei dischi metal e affini, soffre maledettamente, soprattutto nelle produzioni degli ultimi anni dove le dinamiche vengono messe in secondo piano a discapito di produzioni più quadrate e compatte. Vai a ruota libera.

 

Domino: Le influenze musicali sono svariate. Tra i vari bassisti quelli che più mi hanno influenzato ed ispirato sono Flea dei Red Hot ed in particolare modo i due mostri sacri Steve Harris e Geezer Butler. Da loro ho sempre apprezzato il tocco della mano destra, su cui fondamentalmente baso anche il mio modo di suonare, e la loro “arte” nel creare delle linee di basso veramente incredibili e soprattutto riconoscibili in qualsiasi contesto. Per quanto riguarda il sound che abbiamo cercato di utilizzare in studio ti posso dire che abbiamo puntato soprattutto alla ricerca di un suono che si fondesse in maniera perfetta con la batteria, pochissimi effetti, se non qualche punta di flanger in alcuni punti e della sana distorsione, e ho cercato di essere il più “dritto” e sintetico possibile sempre per puntare all’economia dei pezzi tenendo conto anche delle “regole” che il genere volendo impone. Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto.

 

 

 

Luka: Hai nominato tre grandi bassisti, a mio gusto personale prediligo Flea in quanto amo il groove che riesce a tirar fuori. Non amo tantissimo “il ferro” che tira fuori Harris pur riconoscendone doti tecniche e compositive indiscusse.  Dave ritornando a te, vorrei sapere com’è stato accolto “Rise” dalle webzine e magazine del settore. A volte scribacchini saccenti possono cadere in grossolani errori di valutazione e io purtroppo ne so qualcosa ritrovandomi anche nei panni di musicista. Ecco; la cosa che ho sempre trovato irritante, è la mancanza di rispetto verso chi comunque investe tempo e denaro con atteggiamenti da Sgarbi dei noi altri. Ti sei beccato una bella domandina dai. Vai a fiume, mi interessa molto il pensiero di altri artisti in merito.

 

 

Dave: Con orgoglio posso dire che per ora le recensioni e le critiche sono state del tutto positive, sia in termini di songwriting che di produzione. Abbiamo peraltro ricevuto molti commenti positivi riguardo il packaging ed il booklet, entrambi con una grafica molto accattivante e del tutto al passo coi tempi (opera di Fabio Timpanaro, fantastico artista con curriculum di tutto rispetto, Nuclear Blast ti dice qualcosa?!). Io leggo valanghe di recensioni online ogni settimana per aggiornarmi sul mercato odierno che è decisamente sovraffollato, in modo da effettuare un minimo “filtro” sui miei nuovi ascolti; ovviamente, come ho notato per le altre band, anche nel nostro caso abbiamo riscontrato recensori del tutto dediti alla loro passione, che hanno dimostrato di aver ascoltato e metabolizzato “Rise”, apprezzandone i particolari, altri invece con una vistosa fretta di svolgere il loro compitino. Ripeto, per ora non ci possiamo di certo lamentare, ma sarà nostro interesse al più presto registrare la nostra seconda prova in studio (già a buon punto in fase compositiva!), integrando tutte le critiche costruttive che abbiamo ricevuto e condensandole in un qualcosa di ancora più maturo e personale…d’altra parte, come puoi notare dall’eloquente copertina di “Rise”, i Game Zero non sono altro che una fenice che rinasce ogni volta dalle proprio ceneri per diventare migliore ad ogni successivo ciclo vitale!

 

 

Luka: Si effettivamente il lavoro di grafica è piaciuto tanto anche a me e sono certo che tirerete fuori un altro dischetto di spessore.  Ragazzi ultima domandina e poi la pianto di rompere. In questo caso ognuno è libero di rispondere; nel frattempo girerò i miei dati alla vostra manager in modo che possiate elargirmi cospicua somma per questa fantastica intervista. Com’è la scena romana ragazzi. Qualche anno fa ricordo c’erano voci di gelosie fra band che sconfinavano nella paranoia più acuta. Sia chiaro, in tutte le città italiane purtroppo è presente questo aspetto ma in alcune si rasenta il ridicolo. Approfitto a questo punto per chiedervi anche prossimi appuntamenti live ma anche eventuali altri spazi promozionali che siete riusciti a conquistare. Concludendo, lascio a voi i saluti finali sperando che questa chiacchierata sia stata di vostro gradimento.  

 

BAND:

Mark: devo dire che questo aspetto che sottolinei, e che in effetti è noto anche a noi, per il momento non è emerso nei nostri confronti. Anzi, fino ad oggi, soprattutto con le band del Roster di AGOGE, si è instaurato un ottimo feeling, spirito di collaborazione e sostegno. Poi ovviamente è tutto in divenire, ma speriamo tutti e quattro che l'evoluzione porti solo a tanto divertimento, passione e, perchè no, successo. In fondo se non fossimo dei fottutissimi egocentrici malati di protagonismo, non ci piacerebbe quello che facciamo! AHAHAHA! Sugli appuntamenti live lascio rispondere Alex, che è il metronomo della band su molti aspetti, compreso questo.

Alex: L’ambiente della musica riflette molto i vari aspetti della vita dove chi ottiene qualcosa è spesso bersaglio di invidie, critiche, etc etc. Detto questo le “chiacchere da bar” non ci toccano, andiamo avanti per la nostra strada accogliendo tutto ciò che possa farci crescere e migliorare!

Prossimi appuntamenti live: il più vicino sarà il 2 Luglio al Break.0 di Roma con i nostri compagni di etichetta i Dancin’ Crap; tutte le info a riguardo potete trovarle sul nostro sito www.gamezeroband.com

Per l’autunno avremo poi delle belle sorprese, su tutte il nostro singolo/video “The City With No Ends” che sarà parte della colonna sonora del simpaticissimo film di animazione “East End” prodotto dalla Ambi Pictures e distribuito per l’Italia dalla Koch Media. Vi aspettiamo perciò tutti al cinema non appena uscirà! 

 

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