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Seconda tappa italiana per i Metallica. È il 12 febbraio e siamo nella splendida Bologna nei pressi dell'Unipol Arena, fuori c'è un freddo glaciale accompagnato da pioggia e qualche spolverata di neve: una "gioia" per noi avventori. Così, tra una birra, qualche panino e una chiacchierata con gli altri ragazzi in fila per cercare di combattere l'imminente ipotermia, ecco che scoccano le fatidiche ore 18:00, i cancelli vengono aperti ed un esercito vero e proprio si precipita dentro per accaparrarsi il posto migliore in prima fila (ed io non sono da meno ovviamente). 

L'Unipol Arena fa sempre la sua splendida figura ed anche oggi non è da meno: un enorme palco al centro predisposto per essere ben visibile a 360 gradi, una grande impalcatura piena di riflettori e con degli strani cubi appesi (scopriremo che serviranno per proiettare le varie animazioni durante lo show), delle casse mastodontiche... insomma, epicità allo stato puro già solo alla vista del posto. 

Mentre riprendiamo a sentire gli arti e le dita dei piedi grazie al piacevole tepore di un luogo al chiuso dopo ore ed ore di freddo, ecco che le luci si spengono e le urla si fanno sentire per i norvegesi Kvelertak, la band spalla che apre ai Metallica. Che dire, un gruppo davvero molto valido che ci delizia con del buon vecchio Death'n roll impreziosito da qualche punta black davvero piacevole. Tanto di cappello per questi ragazzi che dimostrano di essersi guadagnati il diritto di aprire il concerto ad una band così importante e la loro grinta si fa sentire per tutta l'arena. Un ottimo antipasto devo dire!

L'ora successiva sembra non passare mai, tanta è la trepidazione per l'imminente arrivo dei quattro titani. Ma ecco che le luci si spengono di nuovo, le urla questa volta sono il quadruplo più forti, i brividi lungo la schiena sono paralizzanti... e poi la senti... è lei... non è un sogno... la storica "The Ecstasy Of Gold" di Ennio Morricone che accompagna i Metallica da oltre trent'anni. Eccoli finalmente, la folla è in delirio e lo show si apre con la serratissima "Hardwired" accompagnata da un pogo violento e selvaggio che non lascia scampo agli impreparati. Non li ho mai visti così in forma, soprattutto la voce di James che sembra aver fatto un salto indietro nel tempo. Segue "Atlas, Rise!" e poi lui, il pezzo storico che ha immortalato i Metallica nella storia del thrash metal, quel brano che tutti conoscono: "Seek And Destroy". Ragazzi, qui non ce n'è più per nessuno, il pit diventa un vero e proprio tritacarne mentre il buon Kirk ci delizia con un assolo a dir poco perfetto.

Passato il momento distruttivo, ecco che parte la fase malinconica e tranquilla del live con la meravigliosa "Fade To Black": quante lacrime già dalle prime note... i brividi nel sentire: "There is nothing more for me, need the end to set me free". Ed è proprio a questo punto che la scaletta prende una strada diversa da quella suonata nella data torinese: posso tranquillamente dire che, alla fine di questo tour italiano (sto scrivendo il reportage il 15 febbraio, perciò parlo con cognizione di causa), quella del 12 febbraio è in assoluto la setlist più bella ed emozionante di tutte e tre le date. Tolta la spettacolare "Orion" suonata a Torino per celebrare il compleanno del defunto Cliff, noi della prima data bolognese abbiamo avuto l'onore di sentire dal vivo le storiche "Creeping Death" e "Battery". Insomma, mica roba di poco conto! Per di più questi brani sono stati eseguiti in maniera impeccabile perfino dal tanto (forse anche troppo) criticato Lars che questa volta ci ha letteralmente stupito per la sua precisione.

Simpaticissimo, a mio modesto avviso, anche l'intermezzo nel quale Kirk e Robert si sono cimentati nello strimpellare "Nel Blu Dipinto Di Blu" di Modugno: un modo carino per spezzare un attimo, riprendere fiato e, contemporaneamente, divertire il pubblico ed omaggiare il paese in cui si tiene il live. E qui voglio un attimo dire la mia: ma veramente vogliamo fare tutta questa polemica per due-tre minuti di cover a fronte di due ore e mezza di concerto? Perché accanirsi così tanto con degli artisti che suonano dei pezzi diametralmente opposti rispetto al genere proposto considerando, anche, che moltissimi altri lo fanno? Sinceramente ritengo che chi si indigna per cotanto affronto o è invidioso o non ha di meglio da fare. Personalmente la cosa mi ha divertito e mi è piaciuta, soprattutto sentire Robert cantare in italiano.

Tolto questo frangente, il live procede in maniera impeccabile tra brani del nuovo album, come "Moth Into Flame", pezzi ben più importanti e storici, vedasi "One" (accompagnata da animazioni, fuochi d'artificio e fiamme) e "Master Of Puppets", ed addirittura la cover dei Diamond Head "Helpless" suonata solo in questa data.

Così, tra scroscianti applausi, ossa quasi rotte dopo ore di pogo e lanci di plettri e bacchette si conclude questa spettacolare seconda data per i nostri titanici Metallica. Un live che difficilmente si scorderà, soprattutto perché ci ha dimostrato che, anche dopo 37 anni di onorata carriera, gli immortali James, Kirk, Lars e Robert hanno ancora molto da dire, tanto da suonare e palchi da spaccare!

 

Setlist:

Hardwired
Atlas, Rise!
Seek & Destroy
The Shortest Straw
Fade to Black
Now That We’re Dead
Dream No More
For Whom the Bell Tolls
Halo on Fire
Nel blu dipinto di blu
 (Domenico Modugno cover) / Anesthesia
Helpless
 (Diamond Head cover)
Creeping Death
Moth Into Flame
Sad but True
One
Master of Puppets
Battery
Nothing Else Matters
Enter Sandman

Pubblicato in Live Report

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