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Rob M

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Devoted To Non-Conform Music Since 1995

Sabato, 28 Aprile 2018 20:07 Pubblicato in Interviste

Quando si parla di posti speciali all'interno della scena nazionale, penso sia obbligatorio citare la storica Pagan Moon Organization, punto di riferimento per la scena da oltre vent'anni. Abbiamo avuto il piacere di parlare con Andrea, proprietario del negozio torinese. Una lettura, quella che vi presentiamo, che offre un punto di vista sulla scena moderna ed un genere estremo come il black metal, tra cultura, filosofia e tanto altro.

Ciao Andrea. Grazie infinite per avermi concesso la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con te. Vorrei iniziare quest'intervista parlando dei tuoi trascorsi nell'underground italico. È passato più di un ventennio da quando militavi con gli Adversam, poi vennero i Tronus Abyss, la Black Metal Invitta Armata e per tanti anni la Pagan Moon e Dusktone. Come hai vissuto artisticamente e come produttore questo arco di tempo? Quali son stati gli highlights e i momenti da dimenticare in questo percorso?

Sei il benvenuto Roberto.
Ti dirò subito che la mia è una visione un po' particolare delle cose, insomma sono un voce fuori dal coro... Allora, comincerei con il rivelarti che dal mio punto di vista, tutto nasce dalla passione... che è la passione la scintilla che accende il nostro mondo delle idee e dalle idee prendono vita le cose. La passione brucia si dice no?! La mia passione per la musica ha creato un fuoco, questo fuoco si chiama Pagan Moon e le sue scintille sono le cose che ho fatto... musica, collaborazioni, produzioni e label sono le scintille del fuoco di Pagan Moon. Ecco.
In questo percorso, a guardarmi indietro, vedo tante cose, alcune piacevoli altre meno... è la vita ovviamente no?! Per natura tendo a dimenticare le cose spiacevoli... o meglio a trasformarle... come il piombo che diviene oro... Sono da sempre un sognatore... e dunque vivo di ricordi sani come di sapori ancestrali, che anche se ad un primo "assaggio" paiono amari, quasi sempre sono la sono la medicina per la situazione venutasi a creare; il rimedio a volte è solo bere l'amaro calice... non è piacevole, ma lo si accetta. Oggi sono qui (anche con te in questa intervista) e lo devo anche ai sapori amari, alle cose a volte sgradevoli... tutto ha compartecipato al percorso della vita e quindi va bene... ogni cosa va bene... questa è la mia visione, che come già ti avevo preannunciato, è una visione "differente". Non ho rimorsi, non ho rimpianti.
I momenti più belli sono stati tanti, talmente immensi che sembravano infiniti... la ricerca esoterica, suonare con i ragazzi, conoscere persone, pregare gli Dei, leggere libri che ti possono donare un altro punto di vista, guardare film, bei film ed ovviamente ascoltare musica che per me è sempre un'esperienza unica... La musica è sicuramente il mezzo che prediligo per scendere in profondità, per andare ad ascoltare quello "spirito" silenzioso ed aperto che giace in tutti noi... La buona musica fa tacere la mente ed è come una barca che ci fa attraversare il fiume dei pensieri (inutili), per farci approdare in un altro spazio... e lì, una volta arrivati, le parole non servono più...
Quanto a dimenticare... i momenti da dimenticare ai quali fai riferimento... ho imparato che è bene lasciarli andare, hanno fatto quello che dovevano fare, portarli con sé è solo un pesante fardello.
Tronus Abyss è un percorso sempre aperto, una fucina di sperimentazione musicale ed intellettuale; è un progetto che potrebbe stare "ibernato" per anni (cosa peraltro che sta avvenendo), per poi improvvisamente sciogliersi al calore di una nuova idea. Vedremo che capiterà, in questi ultimi tempi si sono ristabiliti vecchi rapporti che sembravano finiti, ma la vita è strana e piena di sorprese (spesso belle)... e quindi lasciamo che questi vecchi/nuovi incontri diano i loro frutti, vedremo.
Adversam fu un bell'impegno, si suonava continuamente, ma all'epoca era più attivo, c'era un'altra energia; oggi non ne avrei più né la forza né la voglia. Tutto cambia, nulla resta immutabile e bisogna accettarlo, così da aprire la porta ad altre energie.
Invitta Armata fu un'idea di Argento, che venne in negozio e mi propose la partecipazione a questa visione della scena italica underground... e negli anni diventammo buoni amici... veniva a casa mia... è una persona piacevole.
Dusktone è una collaborazione con Valerio, ex soundcave e wounded love... e niente è un altro fuoco che crea altre scintille... Vedremo cosa accade... non ho aspettative, ne tanto meno speranze... Valerio è un'ottima persona e questo basta a proseguire con lui quest'avventura. Tutto è sempre molto spontaneo dal mio punto di vista.

Mi sembra quindi non sia sbagliato dire che nel tuo modo di vivere, in questo continuo viaggio che é la vita, ogni nuova esperienza, ogni nuovo passo é da considerarsi come una nuova tappa nella tua ascesa personale, giusto? Da questo punto di vista, pensi che un progetto come per esempio Tronus Abyss possa riflettere questa crescita interiore? Ti chiedo questo perché proprio Tronus Abyss é stato il tuo progetto in cui il sound é cambiato produzione dopo produzione, rilasciando album incredibilmente diversi tra loro eppure totalmente inarrivabili, e quasi marcando tappe fondamentali per i musicisti coinvolti. Pensi esista un rapporto tra le due cose oppure pensi che Tronus Abyss sia piú una valvola di sfogo che ha tutto e niente a che vedere con la tua ricerca esoterica e crescita?

In realtà non penso ci sia un percorso evolutivo o meglio, sembra esserci in quanto pensato... tutto è pensiero no? La locuzione - cogito ergo sum di Cartesio non tiene conto del fatto che si, penso dunque sono, ma se non penso - chi sono? Dove va il mio progresso e la sua eventuale evoluzione se non li penso? Nessuno ricorda di nascere, per il semplice fatto che nasce un corpo ma al suo interno non c'è un "io"... Questa informazione "io sono questo corpo e questi pensieri", arriva tra i due ed i tre anni di vita a furia di sentirla... a furia di sentire "tu sei questo corpo, questo nome e questa è la tua storia... ecc.", il cervello sviluppa il senso di "io" e "mio"... è come un'applicazione che si auto-installa, una sorta di virus... ma se noi fossimo davvero la mente ed il corpo l'informazione sarebbe immediata, alla nascita (che poi quando il corpo viene espulso, si dice nascita, ma in realtà la nascita è un mistero, perché la "vera nascita" avviene quando lo sperma va a fecondare l'ovulo e si ha appunto il concepimento... e quello che nasce dopo nove mesi, un corpo, è solo chimica... che in seguito svilupperà delle nozioni di "io sono nato", etichette... ma è tutta una gigantesca balla...), ma siccome è appresa non può essere la "verità". 
In sostanza si, per il corpo e la mente che pensiamo di essere, che appunto pensiamo e basta... (perché quando dormo, se svengo, se perdo la memoria ecc. non so chi sono, ma so che io-sono...) c'è una crescita... ma la vera crescita trovo che sia solo la domanda "che cosa è questo io che dice io? e questo il punto dal quale partire per una vera ed eventuale evoluzione. Devo tornare dunque  indietro, rientrare al "sintomo Io Sono" ed espellere l'idea io sono questo e quello... ovviamente anche "Io Sono" è un'idea, ma è un'idea "sana" che serve a smantellare l'apparato psicosomatico che invece proprio non sono. Quando questo è smontato non so cosa capiti, forse si rientra alla sorgente, forse si cade al di là del tempo e dello spazio, ma sono tutte idee pensate anche queste... personalmente sto ancora lavorando sul senso di essere e basta... è  molto dura, la mente rientra spesso nei suoi schemi, del resto è il suo lavoro... Forse ho imparato ad osservarla senza intromettermi ed essendoci più accettazione (accettazione parola troppo spesso abusata in senso religioso...) delle cose così come sono senza volerle manipolare, la stessa mente si rilassa e tutto è più fluido, scorre. La mente è un fiume in piena, lasciarlo scorrere la porta alla calma.
Ecco, quindi direi che non so se TA rifletta un'eventuale crescita interiore... e se ciò fosse pertinente non lo ridurrei solo all'eventuale crescita interiore... ma anche ad una crescita esteriore. Siamo soggetti a dire "dentro/fuori"; ma ho osservato bene questa cosa, ed il dentro è anche il fuori e viceversa. Tutto è uno specchio... una ri-flessione (flettere dentro come ci mostra il Dio Pan) ciò che assumiamo come dati... e quando il carico dei dati comincia ad essere smantellamento da parte della mente (unico strumento a disposizione), non li si subisce più passivamente, ma si comincia ad osservarli attivamente ed è una bella liberazione. Qui si evince che questi dati arrivano da fuori (società e famiglia) e non sono nostri... quindi tutto il carico emotivo (passione-subita) viene meno e quando lo si osserva: tutto è molto più semplice ed attivo... perché non siamo più noi a fare, ma è la vita che in noi fa... Personalmente smonterei il detto d'annunziano -  Non ducor, duco (non mi faccio condurre, conduco), in - Non conduco ma sono condotto ahahaha... un po' come Dante ci dice davanti alla bocca dell'inferno "Lasciate ogni speranza... voi che entrate"... Ho visto bene anche la speranza... ed è "sorella" della paura... sono come gemelli siamesi.. vanno sempre a braccetto... e tutto il mondo si basa su speranza a paura... personalmente ho rigettato in totale questi assurdi concetti di - speranza e paura e quello che mi è rimasto è un bel Niente ahahaha. Ma questo niente è carico di ogni possibilità, basta non classificare, non attendere nulla e tutto arriva... bello brutto, buono cattivo non classificati si riducono a ciò che c'è e ciò che c'è è tutto ciò che c'è.
Con TA a volte esprimo questi concetti ed alcuni amici mi dicono che getto perle ai porci, ma per me non ci sono ne perle ne porci ed il "mio" eventuale gettare è spontaneo. Non compro nulla al mercato delle parole... e le parole che esprimo non so da dove nascano, forse da un'esigenza, non lo so... Vivo nel mistero più assoluto ed in realtà tutti viviamo in un Mistero Assoluto... eppure tutti danno risposte certe, tutti sanno... no? basta dare un'idea ad un tizio e preso da questa idea svilupperà un intero universo di concetti nella "sua" testa. Personalmente il detto "So di non sapere" attribuito a Socrate è ciò che più mi si confà...
Riassumendo TA è un'espressione come tante altre... C'è l'orto, il negozio, gli amici, il gatto... la vita no? Espressioni, se poi servano per la "famosa" crescita personale, non lo so proprio... ma penso che l'idea di crescita sia un eredità delle religioni mediorientali... crescere sempre, addirittura dopo la morte crescere in paradiso o all'inferno per crescere ed andare in paradiso... la nuova religione: "Il capitalismo" è solo crescita... no? a me sta bene, il mondo vada dove deve andare, che posso fare io? se la gente ama crescere, ma poi tutto ciò che fa va nell'esatta direzione opposta... Mi dico solo "che strana la gente, parla di crescita, ma poi si chiude con la propria idea/visione in un recinto, dietro ad un muro di capricci e non è aperta al mondo, al suo divenire, ma anzi, è appunto chiusa e piena di preconcetti o nuovi brillanti concetti che la soffocano e non sa più cosa fare ed annaspa però dicendo "va tutto bene"... che è anche bello da dire... ma poi la vedi per strada, depressa, affranta o che ride o parla per delle scemenze..." Va bene, a me sta bene, che importa, che posso fare? ma poi perché dovrei fare qualcosa? Se leggiamo la Repubblica di Platone il filosofo già evinceva queste cose. Cristo parla di queste cose... il Corano, la Bibbia, il canone Pali, I Veda, Il Tao, la filosofia in generale (addirittura la fisica quantica) ecc., ci hanno indicato una via, forse la via... Il dito indica la luna ma lo stolto guarda al dito... Va bene, almeno personalmente non ho perso il senso dell'umorismo e rido spesso e di tutto ahahaha. Poi muori... come diceva un saggio indiano "Ricordate che nascete con i pugni chiusi ma morirete con le mani aperte... non vi porterete dietro nulla...". Ecco, sono frasi che fanno riflettere ed ho passato gli ultimi dodici anni a riflettere... l'esoterismo era manipolazione... volevo stare seduto in silenzio e vedere cosa capitava senza interferire ebbene, sono ancora vivo... Ma ora rifletto molto poco e mi godo le cose ti assicuro... I soldi, il sesso ed il rock and roll non riempivano il vuoto che avevo... volevo indagare questo senso di vuoto...  riflettervi sopra, comprenderlo e poi, solo poi, gioire di me stesso e di ogni altra cosa... E lo so... il tipo ascoltatore della musica della morte è ben diverso ahahah... ma che ci puoi fare, io ho usato questa musica come grimaldello per andare oltre... La musica "della morte" mi ha aiutato a morire a tutti i miei concetti/idea... bene male giusto sbagliato... insomma l'albero della conoscenza... Sai che la parola conoscere deriva dal sanscrito "Diaballo/Diabolos" dividere? La coscienza/conoscenza divide, frammenta... Tuttavia vale la pena di indagare attraverso di essa...
Ecco, in ultimo, se il progetto TA abbia marcato tappe fondamentali per i musicisti coinvolti... non lo so proprio... la mente di ognuno è così diversa... solo le parole sono un ponte, ma purtroppo non conducono da nessuna parte essendo solo indicatori... Non so se i "ragazzi" ex TA abbia seguito una qualche linea dettata dalle conseguenza del progetto... forse più semplicemente ognuno di noi va solo incontro al proprio destino... faccia quel che faccia... O forse, essendo un'idea il destino stesso... nessuno va... nessuno viene... Mi viene in mente il "mio" Maestro che diceva sempre "Nessuno nasce nessuno muore, sono solo idee nella mente". 

Trovo interessantissima questa idea o volonta di puntare ad un qualcosa che va ben oltre la musica  in se tramite lo studio e, nel tuo caso, la conoscenza. La musica come un'estensione del tuo essere, come un'espressione naturale che non ha bisogno di forzature. Pensi che parlare della tua musica come si parla d'arte, o anche solo chiamandola "musica", possa dunque svilire il senso ció che cerchi di comunicare? O forse, non importa come la si voglia chiamare dato che il tuo é un discorso rivolto solo ad un certo pubblico?
C'é un messaggio in tutto ció che dici, ci son libri interi che si posson leggere tra le righe. Eppure, non tutti coloro che leggono o ascoltano hanno anche solo la volontà di capire. Perché dunque esprimere certi pensieri e rivolgerli ad un'assemblea di sordi?

In ventitré anni di negozio ho avuto modo di confrontarmi con molte visioni... Da Pagan Moon c'è questo universo interno che è basato sulla musica "buia" e, se entri da Pagan Moon, la mia visione è che il tuo Daemone ti ha condotto li... magari facciamo due chiacchiere su Burzum e puoi scoprire che non ho mai visto un suo video su youtube ad esempio, che mi limito ad ascoltare la musica che emana dall'individuo piuttosto che cercare conferme sulla realtà dell'individuo. Il presupposto da cui parto è che ogni individuo è la verità... che ogni cosa è un simbolo della Verità... ma se credo nella cosa, nell'individuo sono caduto nei concetti ed i concetti sono solo, appunto, concetti... Se Burzum fa un disco, la divinità che lo ha guidato, che lo ha posseduto guiderà anche me e le "mie" visioni in quell'istante... e mi condurrà dove deve condurmi... il Daimos è lo stesso... è solo questioni di vibrazioni. Se Burzum fa un video tipo gli "antenati" su youtube; non fa parte della mia vibrazione quindi non ci vado, come non vado sui porno e non guardo i telegiornali... sono cose che non mi interessano. Ho facebook da circa due anni, con il negozio funziona, ho più o meno capito come funziona e lo uso per il negozio e basta; per il resto preferisco concentrare le mie energie su altri tipi di ricerca. Ecco torniamo alla condivisione ad una platea di sordi, ed io aggiungo perché solo sordi e non anche ciechi... ma purtroppo non muti... ahahaha. Dicevo - in tutti questi anni ho avuto la possibilità di chiacchierare con molta gente del "nostro" giro e molti, nonostante la maschera di chiusura, si rivelano poi buoni ascoltatori perlomeno. Si condivide perché no? Si parla di musica, di arte, di bei film, bei libri, la filosofia e poi si parla di questa visione delle cose, alcuni sono d'accordo altri no, ma a me non interessa indottrinare proprio nessuno... anzi, spesso chiedevo a me stesso "perché svelassi" questa Conoscenza... e davvero non so perché... anche se un giorno Michele Inchiuvatu un po' mi ha "illuminato"; mi disse "Dopo che ho letto i libri che mi hai indicato, ho capito perché diffondi questo tipo di conoscenza... perché ami davvero la filosofia e questa via è la più diretta verso l'Essenza...". Ecco, potrebbe essere una spiegazione, ma come ti accennavo nella risposta II, a chi mi faceva osservare di gettare perle ai porci, ti scrivevo sopra che davvero non vedo ne perle ne porci... Probabilmente accade qualcosa, come accade di suonare, passeggiare, parlare ed appunto diffondere la conoscenza...  un sentimento interno mascherato da esigenza, ma sotto la maschera c'è il Nulla e questo nulla è una spinta a creare... davvero.Tutto quel vuoto atomico è il propellente; a noi sembra di essere noi, ma non è così... ahahah... ho visto ben davvero... quindi tutto va bene, perché no? Non andrebbe bene forse, se mi sentissi un vero figo a diffondere certe idee, ma siccome non sento nulla, manco mi pare che esisto... come potrei sentirmi figo? Quindi va bene, tutto va bene... anche che in Italia (ma nel mondo in generale) l'arte sia morta e sostituita da personaggi che a che fare con l'arte non hanno proprio nulla... ma va bene... perché quando l'arte diventa modus, è già lercia... figurati quando diventa business... Quindi alla fine tutto deve ritornare ad essere cenere, ad essere zero e poi ripartire... che poi in sintesi, come dice quello in "Treu Detective" (che poi è mutuata da Nietzsche): "Il Tempo è un cerchio piatto"... indi torna a ripetere se stesso sempre, all'infinito... per dare un senso di continuità... il tempo e lo spazio sono pensiero ed il pensiero per sua natura è un movimento circolare crea e distrugge all'infinito... Almeno così mi è parso di osservare in me stesso ed in ciò che mi sta attorno. Qui non c'è proprio nessun insegnamento nascosto, è tutto così chiaro... è solo il velo del pensiero che distorce le cose.

Nel momento in cui peró dai peso ad ogni individuo dicendo che ".. ogni individuo é la verità..", non pensi che questo modo di vedere l'individio vada in contrasto con ".. il pensiero che distorce le cose.."? Esiste del potenziale in ogni individuo ma non ogni individuo é verità. Io vedrei piú l'individuo come una distorsione della verità ed essendo tale, l'individuo diventa una verità individuale che si muove all'intero di limiti ben precisi. Il potenziale é li perché l'individuo si muova da quello stato di distorsione verso il nigredo ed intraprenda un suo percorso. é abbastanza curioso parlare di tutto questo dato che trovo un genere come ad esempio il black metal assolutamente unico nel consentire questo tipo di spiritualità.
Pensi che da questo punto di vista, anche attraverso le tue esperienze con i tuoi progetti, un genere come il black metal possa aver accentuato questo tipo di distacco da quello stato di distorsione?

Ma vedi, non si tratta di dare peso o meno ad ogni individuo, anzi, piuttosto è il contrario, nessun peso all'individuo perché si è consapevoli che "esso" è solo una maschera: (individuo/persona dal latino appunto maschera) che ricopre, solo concettualmente, l'Essenza che è senza nome... e mi viene i  mente HPL quando cerca di descrivere "L'alto Sacerdote che non bisogna descrivere, colui che indossa la maschera di seta gialla e prega gli Altri Dei e il caos strisciante Nyarlathotep"... come puoi descrivere la cosa che sta sotto la maschera, che è sotto i concetti della persona? Quella cosa è senza attributi, senza definizioni... come lo coglieremo visto che è al di là delle descrizioni? Non è che ogni individuo ha del potenziale, ogni individuo, se va al di là dell'individuo "é il Potenziale"; è la verità senza oggettivazione... Non so se sono stato chiaro, ma non importa, in quanto l'individuo, come tu sottolinei è al massimo la distorsione della verità... la verità, se c'è (e c'è) e per forza oltre ma si esprime tramite l'oggetto/individuo. é come l'occhio che vede tutti i colori ma lui è senza colori. La lingua sente tutti i sapori, ma lei che sapore ha? Che rumore fa l'orecchio? Il Soggetto ultimo non è descrivibile. Io vedo un corpo tramite la mente, ma chi vede il corpo e la mente?
Per quanta riguarda la tua domanda sul black metal, parlandoti per esperienza diretta: si il black metal può fungere da mezzo dirompente (quale è) per sfrondare l'aggregazione di concetti. Essendo musica con ottave basse, può lavorare sulla parte conscia e farci scendere nell'inconscio per liberare il potenziale distruttivo che toglie (finalmente) di mezzo tutti i concetti... nigredo compreso che è pur sempre un concetto. Nigredo, albedo, rubedo, putrefazio e tutto le operazioni alchemiche, sono unicamente il grimaldello che servono per smontare la mente da ogni sua opinione. Morire a se stessi, a tutti cazzo di credo... Purtroppo gli alchimisti sono caduti nella trappola del mezzo come fine; ma il fine è oltre il mezzo... Vedi, forse il "mio" lavoro, quello per cui sono qui, è quello di fare da catalizzatore tra questa musica ed il personaggio cui si avvicina alla musica stessa... Ma attenzione dice il Pagano "questo è materiale altamente mortale"; in quanto se davvero usiamo questo mezzo con i suoi crismi, esso può realmente far detonare la mente e portarci in uno stato di assoluta percezione senza manipolazione degli eventi. Purtroppo il black metal è diventata una moda (come altre) per molti... ed io che ci posso fare? Posso provare a "parlare" di questo e mi capita di parlare... ma quasi sempre alla famosa assemblea dei sordi... risate di sottofondo...

Beh, con il fatto che il black metal sia diventato una moda, ed in tutto questo ambiente, tra i tuoi pensieri, le tue ricerche, come si pone il tuo negozio, la Pagan Moon e come si muove la tua label la Dusktone (che oltretutto non stampa solo black metal)? Non penso che da questo punto, specialmente a livello di negozio, ci sia una selezione di sordi e non, giusto per rimanere in tema.. Nonostante magari certe persone possano suonare il genere per moda, allo stesso tempo il fine é lo stesso o no?

Penso davvero che Pagan Moon, quasi per necessità intellettuale, sia al di là delle mode e chi viene qui... se eventualmente interessato alle mode, cambia presto idea... perché se un po' sensibile agli ascolti, gli si apre un nuovo universo; ma anche perché più semplicemente, qui si respira un'altra aria... Qui non puoi restare se sei sordo... devi ascoltare, sentire...
Con Dusktone andiamo a sensazioni... dipende, non siamo legati ad un'idea... ma penso sia così per molte Label oramai... io guardo anche a realtà come Sergent House, Sacred Bones, DeNovali, Cyclic Law, CryoChamber non solo a quelle realtà prettamente BM. Il mio range di ascolti e vastissimo, ti stupiresti nel vedere la mia collezione. Quindi nessun limite... cosa arriva è sempre benvenuto. L'approccio alla musica è lo stesso che ho alla vita.

Il fatto che tuttavia non ci sia un limite, non pensi possa in un certo qual modo danneggiare la tua attività? Mi spiego: fino a quando hai a che vedere con un genere solo, conosci il tuo pubblico ed i tuoi clienti, sai cosa offrire e sai cosa aspettarti da loro; quando inizi a muoverti attraverso altri generi, non sempre i risultati son quelli che potresti aspettarti per uno solo. Anche a livello di vendite, magari, un disco post-rock non vende quanto uno black metal e, al giorno d'oggi, credo anche in Italia, un disco doom magari ha piú seguito di uno black.
A questo punto, dove entra in gioco il mondo del ".. devo vendere per mandare avanti l'attività" e dove finisce la passione? Non credo che in Italia, come in tanti altri paesi, nel 2018 ci sian tanti negozi di dischi che vendono esclusivamente musica estrema.

Forse pensare è male Roberto... e personalmente non so cosa sia "un limite"... Perché darsi un limite? Io non cerco risultati, il pubblico del negozio è molto aperto. Qui non c'è il metallaro chiuso e musone e se c'è è il benvenuto che gli facciamo sentire Mütiilation con Destroy Your Life For Satan e tutto va a posto... Io qui vendo (smazzo e più bello) cose buie che in primis piacciono a me... indi si va da Year Of No Light a Chelsea Wolfe, per passare da Dronny Darko a Funeral Moon... Tutta roba buia che fa bene all'anima, ravviva i demoni ed uccide le boie e poi si fa festa... La vita è una festa, sempre da quando sono sul divano che guardo gli alberi dalla finestra o quando sono in coda all'ufficio delle imposte e guardo i visi della gente... questa la "mia" attitudine... questa la "mia" passione... in fin dei conti l'attività va avanti da sola...

Bellissimo quel brano hahah uno dei miei preferiti! Pensi che il fatto che in tanti mandino avanti un'attività come la tua online possa esser un male, magari a lungo andare anche per un etichetta che comunque ha poi un negozio da mantenere? Mi é capitato da poco un'intervista ai ragazzi di Leviathan e Dark Castle in America. Per loro avere un negozio sta diventando impossibile. Affitti sempre piú alti, ambiente underground che comunque richiede persone dedite ad un certo tipo di musica, spese di gestione diverse rispetto ad un negozio online e tanti altri fattori legati al dove l'attività viene svolta e le circostanze del perché e per come son stati forzati ad abbandonare il loro spazio. L'intervista era condotta da Neill Jameson dei Krieg che ha anche lui un negozio. 
Pensi che aprire un negozio al giorno d'oggi possa essere un totale fallimento? In Italia quando si parla di musica estrema e negozi vengon subito in mente Soundcave e Pagan Moon. Qual'é la realtà di avere un’attività come la tua ed un'etichetta al giorno d'oggi?

Non saprei, forse aprire vent'anni fa (Pagan Moon ha aperto nel 1995), voleva dire avere più spazio... all'inizio di un "Burzum" o un "Emperor" bello vendevo anche 400 copie all'anno... oggi se ne vendo venti-trenta urlo al miracolo ahahah; però personalmente non ha importanza, di necessità virtù no? Ho l'orto, vivo di poco, sono vecchio, che dovrei andare a fare? E poi questo lavoro mi piace, è il mio mondo e non ho padroni. Con la scusa che non si lavora a pieno regime, ho ridotto gli orari del negozio e mi sono ritagliato più spazio per la mia persona. Apro il mercoledì... e nei giorni che sono chiuso preparo le liste, passeggio, leggo, medito, cerco le erbe nei boschi, sto con il gatto... La mia vita va bene così com'è, i soldi non sono tutto dopo tutto... ed inoltre lo zoccolo duro del mio negozio resiste... sanno che lavoro bene ed i miei prezzi sono buoni... ed io vado avanti... finché la barca va lasciala andare...

Quale pensi sia la differenza maggiore tra quando tutto questo é iniziato ed il momento attuale? Sia a livello di musica/bands che a livello di aspettative da parte del pubblico? Pensi che al giorno d'oggi continuare a parlare di "true black metal" abbia molto senso? Oltre questo, qual'è la tua pozione - se posso chiedere - per quanto riguarda il movimento antifa e la nuova crociata contro i vari personaggi che son stati bersagliati? Pensi che abbia senso tutto questo se considerato il fatto che in passato le cose eran abbastanza diverse?
Pensi che una testata come Metalsucks sia da biasimare per aver trovato nel pubblico metal il modo migliore per far gossip e avere piú visitatori sul proprio portale?

Guarda non so davvero nulla... non sono molto interessato alla chiacchiere su internet e non sapevo manco l'esistenza di questa metalfuck eppure... l'universo va avanti lo stesso... la mia vita va avanti e va bene così com'è... ed anzi, meno so meglio sto... Che me ne faccio di quel tipo di informazioni, a che mi servono? Ciò che mi serve è già qui, il resto è solo intrattenimento e preferisco intrattenermi leggendo altre cose, magari che mi arricchiscano intellettualmente.
Il Black Metal e la "musica della morte" in genere, dovrebbero essere riconosciuti come patrimonio della psicanalisi. Andare in profondità, vedere, percepire, vivere la vita al di là degli schemi... Oggi è cambiato tutto, si va bene... ma l'uomo "serio", l'uomo pronto a mettersi in discussione ed a morire alle sue idee, per perdersi nel mistero, nell'ignoto... c'è sempre e ci sarà per sempre... Uomini così sono gli argonauti nel mistero della vita.
Per quanto riguarda gli Antifa... mai avuto a che fare... conduco una vita molto appartata e non frequento praticamente nessuno; produco i gruppi che mi piacciono e vendo la musica della morte con un concetto di "andare oltre", di comprendere se stessi attraverso queste vibrazioni. È molto difficile da comprendere ciò che espongo... tuttavia le cose stanno così... Quello che faccio è solo portare avanti questo modo di vedere le cose: che è poi un altro punto di vista, che forse vuole essere al di là di tutti gli schieramenti e tutte le ideologie.

Personalmente trovo un genere come il black metal tra i piú vicini a questo tipo di estremismo ideologico peró allo stesso tempo, proprio per questo motivo, penso che sia anche uno dei piú soggetti ad esser utilizzato per motivi che non han niente a che vedere con una ricerca interiore o con il mettersi in discussione. Ogni forma di estremismo culturale sembra essere attratto da questo genere musicale e spesso il genere viene usato come medio per esprimere un dogma anziché una volontà di perdersi nell'ignoto. Tu parli di black metal come "musica della morte". Pensi che come genere possa essere interpretato in chiave politica per esempio? Destra, sinistra, c'è anche chi suona black metal "cristiano". Come vedi queste contaminazioni o modi di vivere il genere?

Una domanda molto interessante, che spesso mi sono posto anch'io. Come tutte le cose, anche il black metal è un mezzo e questo mezzo a mio avviso e per esperienza, dovrebbe essere un metodo per operare, una filosofia da attuare, un'attitudine vera per scendere nel profondo. In fin dei conti tutte le culture, tranne la nostra a quanto pare, hanno da sempre utilizzato metodi sciamanici per comprendere se stessi e l'universo che li circondava. E quale musica più sciamanica del Black Metal oggi come oggi?! Il Black Metal, ovviamente è un mezzo, non è il fine...
L 'uomo moderno sembra avere dimenticato le domande eterne che accomunano da sempre le varie culture; domande che da sempre l'uomo si è posto (o si dovrebbe porre, ed oggi più che mai): Chi sono, da dove vengo, che cos'è la morte, che cos'è la vita, come fa un seme a diventare albero, come faccio ad essere cosciente di sapere che io sono, che cosa fa funzionare i miei organi, che cos'è che programma tutto, ma c'è davvero qualcosa che programma tutto, o tutto è solo niente?? Insomma dai miti Caldei alla Repubblica di Platone, da Śaṅkarācārya ai maestri zen, da Spinoza a Cioran, da Nietzsche ad Heisenberg (sono solo esempi); l'uomo si è sempre posto questi dilemmi, che sono i perché di una coscienza sottile che cerca se stessa. Oggi sembra che siano molto cambiate le domande... le domande odierne, per molti (ma non per tutti) sono domande futili e sterili... Sono incentrate sulla ricerca di un sé personale, edonistiche e basate solo sulla storia del personaggio e non su quella del collettivo; ed il personaggio, come ben sappiamo è sempre egoista, attaccato, indurito, avvilito, teso, pauroso e farà dunque sempre domande stupide perché rivolte ad arricchire unicamente solo se stesso, o meglio, a cercare di esorcizzare se stesso da quel vuoto che lo spaventa... Ma quel vuoto che sente di dover colmare... in verità è davvero incolmabile. Forse solo la presenza costante ad esso (a questo vuoto) potrà indicargli (indicarci) la giusta strada. Ma a quanto pare, amiamo più evitarlo, piuttosto che viverlo... e per evitarlo ci stordiamo con qualsiasi cosa....droga, sesso, alcool, sport, cinema, cibo ecc. Attenzione, non sono contrario a nulla, per me ogni cosa è un dono, ma vorrei solo sottendere che vivere in attesa di essere premiati, premiati dai nostri stessi desideri è una grave mancanza di interesse verso la nostra vera essenza e, finché non riconosceremo nelle "vere" domande una funzionalità (perlomeno) ontologica, non avremmo che una vita vuota (ma non di quel vuoto/pieno, ma di quel vuoto vuoto che "uccide" ogni cosa).
Peraltro, la cosa bellissima, è che queste domande non necessitano di vere risposte, ma piuttosto di un solo attento ascolto. Le risposte sono così labili... castelli di carta che cadono al primo soffio di vento... cambiano sempre; come diceva Socrate le risposte non sono mai "Episteme", non si reggono in eterno, tutto cambia, ma la domanda, solo la domanda, con la sua energia è la chiave che apre la porta al mistero... al mistero di ciò che siamo e che è l'universo.
Tutte queste varie informazioni/risposte che ci vengono suggerite, non hanno mai dato veri risultati, sono solo "farmaci lenitivi e temporanei", perché le nostre domande rimangono... almeno, per alcuni rimangono... per altri ne rimangono altre: Come farò a fare più soldi, come farò ad essere più bello/a fisicamente, come farò a vendicarmi, come farò a farla franca? ecc. Va bene, questo è ciò che c'è, ma in questo c'è anche una forte spinta a voler tornare alle origini e la musica sciamanica, la musica della morte è davvero un forte propulsore ed essendo un mezzo così potente, è "normale" che altri la possano usare per diffondere idee politiche o religiose.
Attitudine ed interessi personali, possono spingere gli uomini a manipolare ogni cosa... Ma anche questo è ok, non ho nulla da dire... forse in qualche maniera posso solo suggerire che ogni mezzo è un mezzo e se usato bene può portare a scardinare ogni credo, ogni demagogia per farci infine sprofondare nel mistero che siamo... Ma è una via davvero eroica, ed oggi, a quanto pare, pochi sono intenzionati a percorrerla... che possiamo fare? Ascoltare del buon BM cristiano ahahah...??  
Finché non riconosceremo il mistero che siamo, continueremo a vivere come in un mondo di sogni... Ed io, in realtà, getto solo parole al vento, ma anche questo non mi importa.

Tenendo in conto il discorso sciamanesimo e black metal, ho trovato che la scena islandese, per esempio, ha sviluppato soprattutto negli ultimi anni un grandissimo legame tra le proprie radici pagane e questo tipo di musica. Il tutto è andato ben oltre lo stereotipo che vede spesso il black metal e satanismo associati. Pensi che in Italia ci sia o sia mai esistito un legame simile nel corso dell'ultimo ventennio tra bands e concept?  In tanti a livello nazionale han cercato di portare in musica tantissimi aspetti e concept differenti all'interno del genere. Ti é mai capitato di trovare un progetto che abbia catturato le tue attenzioni rispetto ad altri da questo punto di vista dai novanta ad oggi? Se no, perché?

Penso che l'Islanda abbia semplicemente preso la strada che la propria tradizione le abbia indicato e non penso sia un caso isolato. Sono certo che ogni paese stia andando molto più incontro oggi, alla propria tradizione, senza volerne imitare nessuna, che venticinque anni fa. La scena non è finta, è più vera che mai... questa scena è più viva che mai... Pensiamo a gruppi come Cult of Fire o DSO, o come i Wolves the Throne of Room, o come Stellar Descent... quinta sesta ondata del black metal... ma sono centinaia dai... Inoltre penso che anche il più cretino e becero tra i gruppi, alla fine qualcosa porti... ma non un messaggio, che cazzo ce ne facciamo dei messaggi?? sono millenni che ci danno messaggi ed alla fine dai basta... che ce ne frega... Quello che dobbiamo vedere e se la musica ha dato a queste persone, a questi gruppi un nuovo modo di vedere le cose, un nuovo modo di vivere e vedere la vita... questo conta!! E per me si, questo è avvenuto... ad alcuni poco, ad altri molto, ma questa scena, se la vivi, se la ascolti, ti cambia dentro, non ti lascia "immune"... Dai, vedi te, vedi me... e tutto va ben oltre il messaggio di satana, chi cazzo ci crede... ma il suo archetipo è straordinario... e ti dice - fai come la capra, ascendi il monte, esci dal cerchio della mente e poi rientraci... agisci, accogli... il cerchio, il mondo, è casa tua, sii il dominatore di te stesso... In negozio c'è scritto "Fai una vita semplice, ascolta la musica e vivi sereno..."; ecco questo è davvero il messaggio... Butta tutta la tua guerra, il tuo disprezzo, il tuo odio ed il tuo amore in questa musica... non hai bisogno d'altro... una volta che tutto fluisce qui dentro... che altro dovrei volere... tutti cerchiamo solo di stare in pace no?! Beh, la musica è un gran metodo per la stare in pace.
Tu mi chiedi ieri rispetto ad oggi... ma io l'ho vissuto questo ieri e questo ieri è morto, non c'è più... io vedo oggi ed oggi c'è molta più creatività che ieri... è oggi che si comprano i vecchi dischi, è oggi che si fanno i nuovo dischi... è oggi il fermento. Non ho rimpianti di ieri, la scena è oggi... inoltre consideriamo che ci sono un sacco di vecchie band (praticamente tutte)... che oggi hanno molto più successo di ieri...  Questa scena è bella così com'è. Considera che ti dico questo anche come negozio e non mi lamento neppure che ci sono label che vendono al pubblico a 5 euro di media i loro prodotti pensando di fare bene al mercato; ma lo stanno solo disintegrando... chi scarica legalmente musica non è invogliato al fisico perché (ed è un pensiero molto nascosto ma ben radicato), tanto costa poco e vale meno, meglio scaricarlo e poi prendere la versione lp a 99$... e pensano anche "evviva che affarone ho fatto su discogs"? Questo pensa la gente del cd... roba di seconda terza categoria... che può solo esser svenduto... Ma il cd, al pari della versione lp, se non meglio, almeno da un punto di vista di resa sonora, visto che oggi tutte le dinamiche sono digitali (create per essere masterizzate su cd) ... è davvero un gioiellino... che purtroppo molte le label producono e svendono. Va bene, questo è quanto, ma se c'è qualcosa che sta rovinando la scena, è dall'interno delle label e non certo dai gruppi.  

Trovo il tuo punto di vista interessante ma allo stesso tempo, non in tanti oggi comprano dischi come una volta. Pensi che questo possa essere dovuto ai prezzi "alti" anche di un disco in CD per esempio o credi che il tutto sia dovuto al digitale che ormai ha preso piede contro i formati fisici?Che ne pensi da questo punto di vista del ritorno del formato cassetta o delle labels che pensano di poter stampare vinili e sostenere i costi e poi dopo due produzioni son costrette a fermarsi?

Penso sia dovuto non tanto ai prezzi, che paiono alti ma che non lo sono... Considera che quando ho aperto nel 95', vendevo i cd ad una media dalle 28 alle 39.00 lire... come tutti i negozi. Oggi costano una media da 12,90 a 17,90... quindi meno di quando ho aperto... e quindi i cd, a differenza di qualsiasi altra cosa, costano meno oggi che vent'anni fa (e più...). Gli lp sono invece (giustamente) aumentati consequenzialmente, diciamo all'inflazione... in lire costavo circa 28-39.000 lire... oggi di media si va dai 17,90 ai 41,90...
Il problema, se c'è un problema in questa nostra visione, non sono i prezzi... I cd sono un investimento minimo in confronto a molte altre "prese bene"... Io penso che il problema sia nella gratuità della rete, che "regala" musica, film e libri ecc. compresi in un abbonamento ad una rete, che ovviamente si paga... Quindi forse, potremmo dire - che chi la musica la viva, tipo da radio... si accontenta degli mp3. Chi ne capisce, la scarica pagando in un formato ad alta risoluzione. Chi come me invece non è interessato al virtuale, perché possiede un buon impianto ed è nato con quella visione, ovvero MUSICA = LETTORE CD, PIATTO, CASSE, AMPLIFICATORE: comprerà tutta la vita sempre anche il formato fisico, soprattutto oggi, che a mio avviso i prezzi sono molto buoni.Personalmente uso un sacco la rete, mi piace molto condividere la musica, i film, le buone letture... ma anche le immagini. Mi piace condividere queste cose. Spesso dal tubo, ad esempio scopro artisti incredibili, ascolto un po', poi ordino subito il formato fisico per il negozio e per me e condivido (quasi sempre sul profilo FB). Se invece, sta per uscire un'artista che amo particolarmente, in quel caso proprio non vado neppure a sentire anteprime; mi piace vivere queste cose... assaporare l'uscita, non voglio saperne nulla di anteprime. Vivo nell'attesa del disco... e poi c'è tutto un rito nel portarlo a casa, spacchettarlo, sfogliarlo, accendere lo stereo, mettere su la puntina o aprire il cassetto lettore cd e schiacciare PLAY. 
Che goduria schiacciare play... piccole gioie, immensi rituali. A volte rimango ancora sconvolto quando vedo i "giovini", che in maniera convulsa e compulsiva scorrono con le dita sul loro "mezzo digitale", per sentire un brano, e poi via mica si sente tutto... si passa subito ad un altro e via così di seguito. Io penso che si stiano perdendo il gusto della vita, che invece è lenta e che va ascoltata, sucata piano piano, come una caramella gustosa... E che invece questo mordi e fuggi (tutto loro) è solo una perenne rincorsa ad un orgasmo che sembra arrivare dopo, ma che in realtà non arriverà mai... e loro li che lo cercano... ma dove stanno andando mi chiedo? A me pare che siano matti ahahah. Come disse un capo indiano (forse Ascella Pezzata), ad un soldato: "Noi pellirossa vediamo vuoi uomini bianchi che correte tutto il giorno di qua e di là, sempre alla ricerca di qualcosa... E ci domandiamo che cosa stiate cercando... In verità noi pensiamo che voi bianchi siate completamente matti".

Il tuo, come un po' per tutti gli appassionati di musica in formato fisico, è un vero e proprio rituale in cui mi riconosco pienamente. Pensi che si arriverà prima o poi a perdere completamente queste esperienze? Già oggi si trovano video abbastanza "tristi" per chi ha vissuto altri tempi in cui i giovani moderni non sanno neanche cosa possa essere una cassetta. Considerato questo fattore, non mi stupisce affatto che in tanti non sappiano cosa possa essere stato per noi il tape-trading o lo scambio di titoli o gli ordini di gruppo per risparmiare sulle spese di spedizione. Il "tutto e subito" offerto da internet è allo stesso tempo benedizione e maledizione. Pensi ci sia un modo per andare controcorrente e "rieducare" le nuove generazioni ai "vecchi piaceri della musica"? O pensi che tra magari vent'anni saremo ridotti a pochi "eletti collezionisti" che ancora saranno li a recuperare tutte le uscite del passato? 

Come tutte le cose, anche qui c'è stato un cambiamento ed anche bello macroscopico e non so onestamente dove tutto ciò che condurrà. L'unica cosa che so, è che qui la "missione" continua con amore, dedizione, cultura e soprattutto anti-kultura... cercando di trasmettere, per quanto mi è possibile, questi "sentimenti" per la musica e non solo alle nuove generazioni. Quando vedo una persona "ricettiva", che ha solo bisogno di essere diciamo: recuperata, dirigo verso di essa tutta la mia passione per questa musica; chi deve capire (cogliere questo sentimento,) non potrà che trarne vantaggio, perché amare questa musica è uno stile di vita che può condurci dentro noi stessi, in posti che pochi altri mezzi possono vantare questo "approccio". Chi ama osa... e chi osa scende nel profondo. Questa, prima di tutto, è musica introspettiva... chi scarica solamente non ama davvero quest'arte ed in primis fa un danno a se stesso in quanto non vive in maniera profonda questo "sentimento" (scusa se ripeto sentimento e "profondo", ma non ho altro termine per definire tutto ciò), ma lo vive solo in superficie e spesso spende solo per agghindarsi... io vado in giro vestito normalissimo, non ho bisogno di dimostrare nulla... perché è il mio stile di vita la dimostrazione più palese di ciò che sono... So chi sono e dove vado, ed è stata anche (e soprattutto) questa non-musica a farmi dirigere sul cammino che sto seguendo. Una volta che sai chi sei e dove vai, l'universo intero si mette a tua disposizione. Non ho bisogno di nessun social e di nessun giudizio esterno per andare dove vado. Il mio è un cammino libero dagli "altri".

Per concludere quest'intervista, ti ringrazio infinitamente per avermi seguito in queste settimane con le varie domande e per aver speso del tempo a rispondere! é stato un piacere avere la possibilità di parlare di certi temi con te! Potresti in conclusione dirci cosa dovremmo aspettarci da Dusktone durante questo 2018 e se vedremo a breve un nuovo lavoro dei Tronus Abyss dopo l'incredibile "Vuoto Spazio Trionfo"?

Ma... cosa aspettarci non saprei proprio; ogni cosa è possibile, quando si vive nel Mistero di ogni giorno, senza aspettative ed aperti ad ogni evento, la vita può regalare delle belle cose... posso solo anticiparti che stiamo lavorando ad un nuovo Tronus Abyss... almeno così pare, ma sia io che Mord che Malphas, siamo tipi che non si pongono obiettivi. Vedremo cosa salterà fuori.
Grazie a te per il tempo dedicatomi e per avere "estratto" dalla "mia" testa le risposte che sono arrivate. Chiudo citando una scritta nel mio negozio: "Fai una vita semplice, vivi sereno ed ascolta la musica."

Dalle ceneri degli Accabbadora nasce LOSA!

Giovedì, 22 Marzo 2018 00:03 Pubblicato in Interviste

LOSA ha rappresentato per un me un motivo di interesse da subito, dal momento in cui la band ha messo online alcuni trailer che potessero presentare il progetto. Conoscendo i musicisti coinvolti, provenienti da gruppi sardi come Simulacro, Anamnesi, Accabbadora e Vultur (nonché Progenie Terrestre Pura tra le varie partecipazioni), non potevo far a meno di aspettare un primo brano online. Con grande sorpresa, la band ha deciso di mettere online un primo EP alcuni giorni fa integralmente. Una vera e propria perla per gli amanti del black tricolore e delle sonorità folk che hanno, in un certo qual modo, influenzato alcuni dei progetti principali in cui militavano i membri di questa nuova entità. Cosí, scambiando quattro parole con i ragazzi, proprio il cantante Federico mi diceva che il gruppo e nato dalle ceneri degli AccabbadorA..

"Losa è concepito come un progetto con una propria anima, anche se è a tutti gli effetti una naturale conseguenza dell'amicizia che si è venuta a creare fra di noi, durante tutti gli anni passati a suonare insieme. Dal momento che siamo sempre stati in sintonia ci sembrava un peccato non continuare a sviluppare le nostre idee e in questo progetto abbiamo trovato nuova linfa."

Emanuele, pensando a come gli AccabbadorA son terminati, ha anche aggiunto: ".. Avremmo potuto dire ancora qualcosa, avremmo potuto portare il tutto ad un livello superiore, quindi decidemmo di riprendere in mano, non il progetto Accabbadora in se, ma quello che per noi ha rappresentato nei suoi ultimi anni di vita e portarlo avanti in un altra forma."

Un armonia, la loro, che si fa forte di un'appartenenza culturale unica nel suo genere. La Sardegna, terra di giganti, di mare, di montagne, di miti e leggende, unica nelle sue celebrazioni a cavallo spesso tra sacro e profano, ha fortemente influenzato il lato folcloristico ed il sound di LOSA, portando il progetto in se ben oltre le contaminazioni che avevan a suo tempo caratterizzato il precedente progetto in cui militavano i suoi componenti. 

"È stata una combinazione tra la voglia di sperimentare con qualcosa che fa parte della nostra cultura e il nostro apprezzamento verso determinate atmosfere che sono in grado di creare particolari strumenti sardi. Gli strumenti sardi hanno tutti origini antiche che ben si prestano alle sonorità primitive del black metal riuscendo comunque a mantenere una melodia di fondo che colpisce."

Cosi Gabriele ci parla di alcune tra le idee che han marcato "Mastrucatum", un lavoro unico, spesso e coinvolgente che in appena tre traccie, se non contiamo una cover dei Moonspell anch'essa presentata in lingua sarda, mette in mostra venature che riportano ad un sound di vecchia scuola, influenze lontane che richiamano gli Ulver di "Bergtatt", ma anche idee nuove e fresche esplorate in parte da una band come i Vultur (nell'uso appunto della lingua locale) e in una certa vena melodica che mi ha ricordato vagamente i piú recenti Downfall Of Nur.

Parlando dell'immagine e proprio della scelta di proporre una cover in una lingua diversa, ci troviamo davvero davanti ad una marea di idee e tanto da dire sia visivamente che come concept. Cosí Emanuele mi parlava del concept che contraddistingue il progetto: 

"I video trailer che hai potuto vedere sulla nostra pagina Facebook sono una sorta di metafora riguardante la nostra nascita, e colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta Valeria e Natalia per l'aiuto nel realizzarli.  Il concept di Losa (Sepolcro) è legato al simbolo sardo del capovolto rappresentante l'atto del trapasso tra la vita terrena e l'aldilà, la funzione de “sa Losa” quindi è quella di un passaggio, un passaggio verso un nuovo inizio, il volo dell'anima verso qualcosa di più grande. I temi trattati saranno comunque molteplici. Abbiamo scelto di dedicare l'Ep alla figura del Mumutzone, ad esempio, e di inserire una cover, quella dei Moonspell, che con un minimo di rivisitazione a livello lirico potesse rappresentare un legame sacro con la propria terra, quella stessa terra che si aprirà per noi quando sarà il momento."

Come la band ha confermato, un full é già in fase di lavorazione con un ulteriore utilizzo di strumenti tipici e tematiche folcloristiche. Proprio parlando del contrasto tra certe sonorità mi é sembrato opportuno chiedere come mondi diversi abbian interpretato tale connubio. Proprio Gabriele ci diceva qualcosa a riguardo dei pareri che LOSA ha ricevuto in patria: 

"Abbiamo già ricevuto complimenti da gente che non ascolta il genere e che è rimasta impressionata dal risultato generale di alcuni pezzi, apprezzando la ricercatezza di alcuni passaggi quando abbiamo spiegato su che basi sono state costruite (per esempio abbiamo creato dei pezzi partendo dai cori ispirati a quelli tipici di Aritzo e costruito intorno tutto il resto, o altri pensando all'atmosfera che volevano rappresentare in base al testo e ai suoi contenuti). Probabilmente la storia dietro i pezzi aiuta ad assorbire maggiormente l'idea che vogliamo rappresentare e aiuta ad immedesimarsi anche se non si è abituali ascoltatori o conoscitori del genere estremo o della musica folcloristica sarda."

In conclusione, un lavoro che ha davvero un valore unico e che mette in mostra un progetto con le idee ben chiare per quanto riguarda i futuri traguardi da raggiungere. In attesa di un prossimo passo, consiglio a tutti questo buonissimo EP che vi farà conoscere una tra le band piú interessanti del momento con solo un debutto all'attivo di appena tre brani. Le aspettative per un primo full-lenght son davvero alte!

POTETE ASCOLTARE LOSA TRAMITE QUESTO LINK: Mastrucatum EP by LOSA

Terrorizer, la fine di un'era?

Giovedì, 15 Marzo 2018 23:59 Pubblicato in approfondimenti

Questa mattina, tra le varie notizie offerte dal web, mi é capitato sotto mano un articolo di un famoso sito americano che faceva il punto sulla ben conosciuta rivista di musica inglese Terrorizer. 
Il crollo della testata britannica segna la fine di un'era e rappresenta un campanello di allarme ben chiaro per tantissimi magazine la fuori. 

Ormai pochi riescono a sopravvivere. L'avvento del digital, dell'mp3, del "tutto e subito" offerto da internet, non ha marcato la caduta dell'industria discografica solo a livello di produzioni. Tutto ció che satellita la musica - metal e non solo - é stato contaminato e, a distanza di anni, ne paghiamo un po' tutti le conseguenze. 
Il costante aumento di bloggers, youtubers e gente che ha semplicemente voglia di dire la sua, ha portato ad un calo di interesse per quanto riguarda la carta stampata a livello mondiale. Tutto questo non fa novità. Noi in Italia abbiamo visto un giornale dopo l'altro finire nel dimenticatoio già dalla fine dei novanta. Le stesse fanzine ormai son una vestigia del passato e, nonostante alcuni continuino a dar vita ad un supporto purtroppo troppo underground per star al passo con i tempi, il tempo delle "mele marcie" ha raggiunto il suo tramonto. 
Che senso ha stampare un magazine che parla di musica quando chiunque puó ormai scaricare il disco o ascoltarlo online per farsi un'idea? Non ha piú senso neanche l'intervista in cui una band XYZ parlava del suo nuovo lavoro. Basta un click e si trovano cosí tutti i concerti, interviste dal vivo, scene del tour, di qualunque band piú o meno famosa. Il web offre inoltre una miriade di articoli di persone che nella maggior parte dei casi vivono, amano e crescono nell'ambiente musicale di cui parlano. Perché affidarsi ad un magazine che va avanti solo ed esclusivamente grazie agli sponsor? Veri e propri business di stampo mafioso che COMPRANO lo spazio, la recensione, l'intervista ed a cui nessun capo redatore puo dire "No!", dato che quei soldi pagan non solo la stampa di un giornale farlocco ma anche affitto e stipendio dei pochi fortunati che riescon ancora a sopravvivere di questo mestiere d'altri tempi? 
La "concorrenza", se cosí voleva chiamarsi, non esiste e non é mai esistita. 
E cosí, di punto in bianco, arriviamo alla fine della giostra, al momento in cui  gli dei muoiono, venendo schiacciati dal blog di appena 200 utenze che peró si puó permettere il lusso di avere 200 utenze fisse e che son lí presenti ad ogni articolo, ad ogni recensione, ad ogni iniziativa. 
Nasce cosí il fenomeno della premiere, dello streming in diretta, e di chi - come qualcuno ha già iniziato a fare da un paio d'anni in America - propone i gruppi underground, la compilation non piú in CD ma in vinile, il merch, e cerca in tutti i modi di riavvicinarsi a quella fetta di mercato che ormai da tempo ha detto addio alla stampa d'elite. Elite per chi poi? Per quei pochi stolti che continuano a seguire a priori tutte le uscite MetalBlade, Nuclear Blast e Century Media ed a elemosinare dando via, per soli £250 + VAT, un quarto di pagina per pubblicizzare la tua band o label.. Peró, signori cari, anche questi nomi prima o poi arriveranno alla frutta ed una volta morti i mostri sacri, chi andranno a stampare e per chi i pochi magazine sopravvissuti andranno a parlare? Cosa proporranno che non sia già stato scritto o suonato?
Che trend arriverà sul mercato dopo il boom del doom che ormai scoppietta come popcorn nella pentola reduce di un boato che é ormai un miraggio? Ormai e' il tempo del death metal e del black contaminato. Volete sapere quale sarà il nuovo trend? Seguite Profound Lore!
"Ashes to ashes, dust to dust", non rimarranno che rovine di un mondo fatto per wanna-be-rockstar e prime donne dell'ultimo momento. Tutti "junkies and sluts" in quest'ambiente da sfigatelli in cui i grandi nomi ormai fan scalpore solo per il rumore che fanno quando cadono. 
Arriviamo cosí a Terrorizer, il colosso che per un ventennio ha dato visibilità ai vari nomi che han poi "sfondato" a livello metal, ed alle etichette che han creato le scene inglesi. Eran i tempi d'oro di Earache, Peaceville, Music For Nations ed altre che ormai vivon di ricordi. 
I ricordi son sbiaditi, la marea é scesa, le mode son cambiate. Non é bastato promuovere il Damnation Festival per diversi anni. Non é bastato cercare di far pubblicità su un sito che ormai faceva premiere senza neanche spendere una parola sulle band messe online. Il tutto si é ridotto ad una compagnia che ha continuato a rubare soldi dai pochi e fedelissimi abbonati, continuando a rubare dopo mesi dall'ultima uscita che non hai mai raggiunto gli scaffali delle edicole e distributori locali. I tempi cambiano belli miei e cosí é arrivato il tempo anche per l'elite per un cambio netto e radicale. Quest'episodio mette in mostra uno spaccato di realtà da cui nessuno puó scappare nel mondo "fatato" dell'industria discografica, un "warning" per tutti coloro che non han mai pensato che continuare a rubare musica, tramite download illegale, prima o poi porterà all'estinzione della musica estrema. Mi spiace solo per chi ci lavorava con Terrorizer, dato che diversi tra i miei contatti han dato conferma sul fatto che chi mandava avanti il giornale é ormai irraggiungibile da diversi mesi. "Nessun dorma.. nessun dorma..", iniziate a supportare chi é rimasto o evitate di piangere una volta che non ci sarà piú niente da fare. Che poi, meglio piangere  per finta o rimanere apatici davanti ad uno spettacolo che ormai passa inosservato perché a nessuno frega piú niente?

Il mondo metal é stato recentemente scosso per tutta la caciara riguardante quel buffone dei Taake e tutta la storia del movimento antifa in America che ormai ha a cuore la crociata contro i gruppi NS (aka Nazionalsocialisti o wanna-be-true) che non han di meglio da fare se non metter le zampe nel calderone filo nazi e politico non molto distante da cio' che il movimento antifa sta facendo dall'altro lato. Insomma, destra, sinistra, centro, fate voi, la storia non cambia. 

In tutta sincerità, la cosa non mi sorprende. Il mondo metal ha sempre avuto bisogno di quel certo livello di gossip che solo eventi come questi possono alimentare. Se non fosse stata la politica, sarebbe stato il veganismo, e se non fosse stato il veganismo allora sarebbe stato qualcos'altro. A dirla tutta, ci piace parlare e sparlare di chi non la pensa come noi e qui non si tratta solo dei Taake ma si tratta di un atteggiamento da scenetta locale, il classico sabato sera al pub in cui si va a bere una birra ma anche a parlare in maniera quanto piu' divertente/triste possibile del tavolino affianco al nostro.

Per quanto riguarda gli eventi sopracitati, ma chi se ne frega dei Taake? Sinceramente ragazzi, i Taake son un gruppo di buffoni come ce ne son tanti altri. Ancora nel 2018 a fare le crociate contro il gruppo per quanto riguarda l'ideologia? Devo davvero ricordarvi dei vari concerti metal che son stati puntualmente rimandati causa estremisti cristiani? Non vi é mai capitato il gruppo dell'ACR fuori dal palazzetto dove suonava l'ennesimo artista americano collegato a qualche fantomatico culto satanico? Marilyn Manson é uno tra i tanti, ma queste cose son successe anche con tanti altri gruppi locali e non. Ogni citta' italiana ha il suo episodio di intolleranza perché la gente non ha di meglio da fare se non parlare o sparlare dell'ennesima cosa che non si capisce. 

Dobbiamo davvero ricordare l'inquisizione che ha seguito episodi come quello delle leggendarie bestie di Satana e bla bla bla... Insomma, non é che queste cose non sian all'ordine del giorno e non voglio spendere il mio o il vostro tempo per parlare di tantissimi episodi come questi. Ma a voi, per chiudere questa parentesi, non é mai capitato di essere adocchiati o presi in giro per i capelli lunghi, per la maglia del gruppo metal preferito, per le borchie, per il chiodo, per la cresta.. e quanto altro?

Davvero noi metallari abbiamo bisogno di far lo stesso tra di noi? Ok, allora il punto é questo "..il signor Host ha suonato dal vivo con una svastica dipinta sul petto, fa commenti poco carini contro cristiani, musulmani, buddisti e qualunque religione organizzata a livello mondiale". Insomma, non é un signorino simpatico, ha fatto della musica che personalmente non seguo più dal suo terzo lavoro ma alla fine della giornata, é comunque un artista. Ha il suo seguito, il suo perché, la sua spocchia e la sua presenza scenica con o senza svastica. A dirla tutta, non é neanche uno tra gli artisti peggiori - da questo punto di vista - che arrivino dall'ambiente black. 

Eppure, avere una svastica dipinta sul petto e far commenti poco consoni al "perbenismo metal" é a quanto pare reato. Ora, oltre a cosa possa o non possa aver fatto, qual'è il problema? Ci son state band molto piu' "sconosciute" dei Taake che han usato simbologia e quant'altro in ambito NS ben prima. Le crociate però non si facevano come ora. 

A livello locale, bastava una telefonata ai carabinieri e ti trovavi la pattuglia sotto casa o a far le intercettazioni telefoniche per vedere se realmente cercavi di organizzare un attentato ed in tanti nella vecchia scuola han sperimentato questo brivido per essere satanici, nazi o addirittura punk in un paese di mille o meno abitanti. 

La scena, nella sua totalità, ha vissuto un'evoluzione talmente acida che si é passati dall'intolleranza verso il metallaro all'intolleranza tra metallari amplificando in maniera estrema quell'odio/amore che esisteva tra "powerozzi" e "blackettoni", tra punk e metallari. Ideologie, preconcetti e chi più ne ha più ne metta, fan da cornice a questo  mondo di facciata in cui tutti voglion sentirsi parte di un qualcosa di importante, un qualcosa di unico. Che cosa può essere più accattivante di una bella crociata? Una bella caccia alle streghe per estinguere quel sentimento di malinconia che un po' tutti sentiamo nel ricordarci quanto noi metallari siamo stati trattati male da ragazzini, quando anche noi iniziavamo ad affacciarci su un mondo fatto di idee diverse, di scoperte filosofiche, politiche e religiose che non erano l'ABC di quello che ti insegnavano a scuola o al catechismo. 

Va bene, la svastica! La maledetta svastica! Fosse stata la faccia del Che Guevara allora ci saremmo dovuti aspettare l'opposto? Un bel gruppo di nazi che andava a far bordello al concerto dei Taake perché Host aveva suonato con la faccia del Che dipinta sul petto chiamandolo magari "sporco comunista" anziché "sporco nazista"? Ma scusate, quando suonano i Napalm Death, vedete per caso una schiera di macellai che cerca di bloccare l'evento perche' son tutti vegani? Pensa se erano i Botanist!!! Mamma mia!

Ma quando i gruppi nazi cantavano in norvegese o in tedesco e voi, senza capire le parole, ascoltavate solo la musica e vi piaceva.. come avreste visto o vissuto il tutto se aveste saputo che cantavano di Adolfo e delle sue avventure politiche o di quell'idea di supremazia bianca di cui ci fa tanto schifo parlare ma che viviamo puntualmente quando disprezziamo l'ennesimo extracomunitario che ci passa sotto casa? Perché non ricordare qui gli eventi che caratterizzarono il secondo disco dei Type O Negative che, con il brano "Der Untermensch" e le loro idee di "destra", si ritrovaron con gli olandesi arrabbiati e che non li fecero suonare in Olanda nel lontano 1991?

Come vedete, cambian i tempi, cambian i generi ma il discorso di fondo é sempre quello. Che ci fa la politica nella musica? Perche' ci ostiniamo a strumentalizzare una delle cose piu' belle al mondo?

Perché' non iniziare ad accettare il fatto che si parli di musica estrema? Perché non iniziare ad accettare il fatto che l'estremismo purtroppo va in tante direzioni dal punto di vista psicologico e sociologico? In un momento come questo, in cui a livello nazionale ed internazionale i movimenti di destra son alla ribalta, perché ci stupiamo se quel sentimento di potere bianco é presente anche nella musica ed é piu' forte che mai? Pero', anziché fare i leoni da tastiera, la parte della persona ottusa che non ha di meglio da fare se non chiamare i carabinieri per denunciare il ragazzo punk che vive in un paese di mille anime, perché non iniziate a usare la stessa formula per fare la vostra musica o creare la vostra scena? Il movimento NSBM non si é formato in due giorni, perché non iniziare a metter le basi per un qualcosa di diverso e che sopratutto non abbia niente a che vedere con queste idee che non son altro che un'estensione del degrado psicologico dell'essere umano? Ci rendiamo conto che i politici e la politica son il fattore massimo di strumentalizzazione che abbiamo dopo la religione e che siamo talmente ottusi che ci stiamo cascando un'altra volta? 

Oggigiorno si parla tantissimo di antifa, di nazi, di vegani, di cristiani, di pagani e di qualunque cosa possa essere identificata come un movimento ideologico che possa per un momento farci sentir parte di un qualcosa di "grande" ed "importante". Credo sia interessante, da questo punto di vista, conoscere punti di vista differenti e perché no, parlare con esseri umani - non mostri - che hanno idee differenti dalle nostre. E' motivo di confronto e di crescita personale e culturale. 

Nel momento in cui prendiamo le parti di chi giudica, nel momento in cui non abbiamo niente di meglio da fare che giudicare un disgraziato come un nazi quando in realtà il tutto fa parte di un prodotto congegnato per esser venduto ad un pubblico di adolescenti che come noi un tempo "inizia ad affacciarsi su un mondo fatto di idee diverse, di scoperte filosofiche, politiche e religiose che non sono l'ABC di quello che ti insegnano a scuola o al catechismo", allora passiamo dalla parte del torto. 

Ancora? Si, aveva una svastica disegnata sul petto e fa commenti poco sobri! Iol che paura!!!! Iniziamo a distinguere i buffoni di qualunque colore e fazione, smettiamola di fare queste crociate che non servono a nulla. La politica é la brutta faccia di qualunque genere musicale perché spinge le persone a farsi strumenti di un sentimento collettivo che non ha niente a che vedere con la musica in se. Per fare un esempio stupido ma assolutamente sobrio, se domani fosse alla ribalta il comunismo allora si parlerebbe di "red metal"? Suona male solo a pensarlo! Tuttavia, siamo qui a parlare di una cosa tanto stupida quanto attuale. 

Volete fare politica? E fatela fuori dalla musica. Se davvero volete cambiare le cose, non cercate di cambiare la musica ma lavorate per cambiare il mondo in cui vivete. Forse non si arriverebbe a dar la caccia alle streghe e forse avremmo più tempo per ascoltare qualcosa che ci piace davvero anziché propaganda ignorante e poco interessante.

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