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08 Gen

Allaroundmetal.com - Le Top 10 dello Staff per il 2021 In evidenza

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Come ogni inizio anno eccoci a dare una scorsa a quello precedente, tramite l'"occhio" dello staff di Allaroundmetal.com. Uno staff che - ne approfittiamo - si è ulteriormente assottigliato verso fine anno, per cui vi ricordiamo che cerchiamo collaboratori (con una certa urgenza per il Black Metal): chi vuole candidarsi può scriverci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Possiamo passare alle varie Top 10 di tutti i collaboratori, non prima però d'aver decretato quello che, sommando le varie classifiche, è risultato il miglior album per Allaroundmetal.com: si tratta quest'anno di "Where Fear and Weapons Meet", degli ucraini 1914, che, come vedremo ora, hanno "battuto" di pochissimo gli Helloween. Tra tanti nomi di grossissimo calibro, riescono a piazzarsi anche i nostrani Vexillum (ex aequo con i Rhapsody of Fire e persino davanti ad Exodus ed Epica).

1. 1914
2. Helloween
3. Cannibal Corpse
4. Cradle of Filth
5. Iron Maiden
6. At the Gates
7. Rhapsody of Fire
    Vexillum
9. Exodus
10. Epica

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Ninni Cangiano

1. Temperance - Diamanti
2. Blazon Stone - Damnation
3. SkeleToon - The 1.21 Gigawatts Club
4. Rhapsody of Fire - Glory for Salvation
5. Sandstone - Epsilon Sky
6. Marco Garau's Magic Opera - The Golden Pentacle
7. Wings of Destiny - Memento Mori
8. Embrace of Souls - The Number of Destiny
9. Nightshadow - Strike them Dead
10. Dragony - Viribus Unitis

Il 2021 è stato un anno terribile per la vita di tutti quanti, ma è stato un anno estremamente prolifico e pieno zeppo di ottimi dischi! E' stato molto difficile compilare per me una top 10, dato che ho dovuto tenere fuori altri spettacolari dischi come quelli di, in ordine sparso senza una classificazione precisa: Elfsong, Labyrinth, Frozen Crown, Sunrise, My Refuge, Rage of Light, Trend Kill Ghost, Helloween, Tales and Legends, Pharaoh, Rage, Kalah, Agent Steel, Wreck-Defy, Thy Catafalque, Great Master, Artaban's Redemption, Sommo Inquisitore, Edu Falaschi, Silent Winter, Orden Ogan, Detritus, Innasanatorium, Winterage, Marius Danielsen’s Legend Of Valley Doom e sicuramente ne dimentico altri. Il gradino più alto in assoluto credo sia appannaggio dei Temperance e del loro "Diamanti", disco perfetto di un gruppo ormai pronto per l'affermazione a livello internazionale! A ruota, sul secondo gradino, "Damnation" dei pirati Blazon Stone, ormai diventati il gruppo di riferimento per questo genere musicale, surclassando tutti gli altri di gran lunga. Il terzo gradino del podio lo assegno agli SkeleToon ed al loro meraviglioso "The 1.21 Gigawatts Club", disco che conferma il valore assoluto del gruppo ligure, ormai una garanzia assoluta di qualità. Per le altre posizioni della classifica, vi rimando alle recensioni scritte sulle pagine di allaroundmetal.com! Keep the faith alive!!

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Daniele "Ogre"

1. 1914 - Where Fear and Weapons Meet
2. Cannibal Corpse - Violence Unimagined
3. Mortiferum - Preserved in Torment
4. Skepticism - Companion
5. Helloween - Helloween
6. Amenra - De Doorn
7. Harakiri for the Sky - Mære
8. Wormwood - Arkivet
9. Seth - La Morsure du Christ
10. Labÿrinth - Welcome to the Absurd Circus

Anche il secondo anno di pandemia volge al termine con tutte le problematiche del caso, anche se per lo meno sono tornati i concerti (pur con molti tour rinviati al 2022 o addirittura al 2023). Sul piano prettamente musicale sono stante tantissime le uscite degne di nota ed anche quest'anno dispiace lasciar fuori dischi grandiosi, come gli ultimi di Unanimated, Funeral o Gåte. Anyway, come vedete la mia Top10 del 2021 è estremamente eterogenea: si passa dal Black Metal di Harakiri for the Sky, Wormwood (il loro "Arkivet" è un piccolo gioiello) ed il ritorno dei veterani francesi Seth, arrivando poi al maestoso Funeral Doom atmosferico dei maestri Skepticism ed alle litanie catartiche Doom/Sludge/Post-Hardcore degli Amenra, per finire addirittura al Power Metal con "Welcome to the Absurd Circus" dei Labÿrinth e, soprattutto, l'immenso album omonimo degli Helloween. Ma per quanto riguarda le prime tre piazze, si rientra in quel che è più canonico per il sottoscritto, a cominciare dal terzo gradino del podio che va a "Preserved in Torment" dei Mortiferum, ormai sempre più "padroni" di questa nuova ondata di old school Death Metal che arriva dagli States; medaglia d'argento ai Cannibal Corpse con "Violence Unimagined", ennessia prova di forza dei leggendari cannibali con un Erik Rutan in più nel motore; CC che avrebbero "vinto" anche quest'anno in scioltezza se non fosse uscito un capolavoro assoluto come "Where Weapons and Fear Meet" dei 1914, definitiva consacrazione per la band ucraina ai livelli più alti immaginabili. Tanto che sono sicurissimo che questo loro ultimo album - al pari con "Helloween" delle Zucche d'Amburgo - sarà facilmente ricordato come tra i migliori album Metal della storia.
Prepariamoci ora ad affrontare il 2022, anno in cui tra le altre cose ritorneranno i Meshuggah e vedrà l'effettiva nascita della nuova Atomic Fire Records con le sue prime uscite (Helloween e Meshuggah stessi sono tra i gruppi che hanno rotto il sodalizio con Nuclear Blast per restare sotto l'ala di Markus Staiger). E speriamo che ci sia anche finalmente il ritorno alla normalità, ma questo dipende solo da tutti noi (leggete tra le righe cosa bisogna fare).

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Celestial Dream

1. Helloween – Helloween
2. Witherfall - Curse of Autumn
3. Labÿrinth -  Welcome to the Abstract Circus
4. The Night Flight Orchestra - Aeromantic II
5. Blind Golem - A Dream of Fantasy
6. Rhapsody of Fire – Glory for Salvation
7. Vexillum – When Good Men Go to War
8. W.E.T. - Retransmission
9. Nestor – Kids in a Ghost Town
10. Eclipse - Wired

Is Melodic Power Metal back?! Così sembra viste le uscite convincenti ed esaltanti di Helloween, Labÿrinth, Rhapsody of Fire, ma anche di Insania, NorthTale e molti altri, su tutti la super sorpresa firmata Vexillum. Ma anche l'Hard Rock scandinavo continua a colpire grazie a Eclipse, W.E.T., Crazy Lixx ed i new entry Nestor. Un pochino sottotono l'Heavy classico, che ultimamente era tornato alla ribalta: sarà per il 2022?

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Corrado Franceschini

1. Motorhead - No Sleep 'til Hammersmith – Box Set
2. MSG - Immortal
3. Tygers of Pan Tang - Majors & Minors
4. Secret Alliance - Revelation
5. Dee Snider - Leave a Scar
6. Magnum - Dance of the Black Tattoo
7. Varego - Varego
8. Skanners - Greatest Hits
9. Motorhead - Everything Louder Forever
10. Jason Payne & The Black Leather Riders - The Abyss

A dimostrazione del fatto che certi nomi sono insostituibili nella memoria, la mia classifica di fine anno vede i Motorhead presenti al primo e al nono posto. Pur conscio del fatto che poco o nulla di nuovo/inedito è stato fatto uscire riguardo alla band di Lemmy, il packaging dei due lavori e il valore assoluto dei brani contenuti in essi mi hanno soddisfatto. Vecchie glorie come Michael Schenker, Tygers of Pan Tang, Dee Snider e Magnum, hanno dimostrato di non voler ammainare la bandiera e hanno sfornato dei lavori di altissimo livello. Una nuova realtà come Jason Payne & The Black Leather Riders, invece, ha fatto uscire un bel disco "contaminato" che si muove fra tendenze moderne e tradizione. Per ciò che riguarda la scena italiana c'è da registrare il gradito ritorno degli Skanners con un "Greatest Hits" e le ottime prove di Secret Alliance e Varego. A dimostrazione del fatto che il Metal gode di ottima salute a tutte le latitudini e in tutti i sottogeneri aggiungo che moltissimi dei dischi da me recensiti, ma non presenti in classifica, hanno comunque raggiunto un voto sufficiente.

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Gianni Izzo

1. Cradle of Filth - Existence is Futile
2. Vexillum - When Good Men Go to War
3. Hypocrisy - Worship
4. Iron Maiden - Senjutsu
5. Helloween - Helloween
6. Mago de Oz - Bandera Negra
7. Beast in Black - Dark Connection
8. Nanowar of Steel - Italian Folk Metal
9. Powerwolf - Call of the Wild
10. Diablo Swing Orchestra - Swagger & Stroll Down the Rabbit Hole

I "Classici"
Tra i grandi nomi che sono tornati alla ribalta in questo secondo dannato anno pandemico, il disco più riuscito e completo è quello dei Cradle of Filth, il teatrale e oscuro “Existence is Futile” ha tutto quello che si può aspettare da questa band, che pur con qualche oscillazione, continua a vivere una seconda giovinezza a livello di ispirazione, nonostante i costumi sempre più ridicoli. Stessa storia per gli Hypocrisy (costumi a parte che per fortuna non usano), “Worship” ha tutti gli ingredienti che ti aspetti di sentire da Peter Tagtgren, l’intro acustica della title-track mi ha riportato dritto ai meravigliosi anni '90 del Melodic Death europeo. Gli altri tre mastodontici nomi, se la cavano bene, o addirittura meglio di quanto mi aspettassi. Gli Iron Maiden, il cui problema più grande è essere più importanti di qualsiasi fonico, produttore, casa discografica, agenzia e così via, quindi fanno quel che vogliono. Purtroppo questo si traduce spesso in passi falsi, e “Senjutsu” non ne è esente, una produzione pessima, i soliti brani prolissi ingolfati da intro e outro per lo più inutili. Se la caverebbero meglio con meno, ma a loro piace così. Tutto sommato, forse è più il cuore e l’amore per la band a parlare, a me il loro disco è piaciuto e l’ho ascoltato molto, ci sono parecchie chicche, molta epicità, un Bruce più pacato e meno sforzato, un’atmosfera oscura, dalla reunion è il migliore dopo i primi due, o addirittura dopo il solo “Brave New World”.

Auguro agli Helloween di rimanere uniti, la sola “Skyfall” ne vale l’acquisto, ed il loro album omonimo è il migliore dai tempi di “Gambling with the Devil”, hanno voluto fare un po’ i paraculi non riuscendoci a pieno, bello sentire Kiske e Hansen, non altrettanto i troppi rimandi al loro più remoto passato, in una sorta di effetto nostalgia. Ma il santo Deris, e nondimeno Gerstner riescono ad incollarli al 21° secolo, dopotutto il primo è un grande songwriter, il secondo se la cava altrettanto bene e, fatta eccezione per “Skyfall”, i migliori brani sono i loro. Mi aspettavo poco dai Mago de Oz dopo l’ennesimo terremoto in casa, loro ribattono con uno scanzonato “Bandera Negra”, title-track favolosa, e tanto Folk Metal allegro, con inserti che vanno da “Fischia il Vento” a “Bella Ciao”, messi così senza un contesto politico, ma nell’insieme ci stanno. Un po’ di stanchezza si sente, qualche deja-vù di troppo, ma il disco rimane una bella conferma del loro talento. 

Le "Nuove Proposte"
Passiamo ai “giovani”. Sono molto felice dei nostrani Vexillum, li avevo dati per dispersi dopo il buonissimo “Unum”, invece tornano con un ottimo disco, tra i migliori portabandiera del Power/Folk Metal italico, se non fosse per i Cradle, “When Good Men Go to War” avrebbe avuto la medaglia d’oro. Anche i Nanowar sfornano un ennesimo buon dischetto, non all’altezza di “Stairway to Valhalla”, ma la band conferma che nel Metal si può ridere e fare un prodotto musicale eccezionale in ogni caso, un paio di brani sono fini a se stessi, di quelli da un ascolto e via, ma “Italian Folk Metal” merita sicuramente la top ten. I Powerwolf cercano di evitare nuovamente l'autoplagio, rallentano i ritmi e aumentano epicità e goticismo il più possibile, non sono quelli di qualche anno fa, ma sanno fare bene il proprio lavoro, così come i Diablo Swing Orchestra, sempre più sperimentali dal cambio della cantante, forse troppo? Forse come gli Iron Maiden, talvolta con meno se la caverebbero meglio, ma sono dei geniacci in tutta la loro pazzesca, grottesca, oscura, comica proposta musicale. Ed infine i Beast in Black... che vi devo dire? Sarà l’età che avanza, probabilmente qualche anno fa li avrei schifati, ma oggi tutti quei sinth e le sonorità tamarre anni ’80, unite agli amati manga e atmosfere distopiche alla Blade Runner, mi sono piaciute molto, mi mancano però i brani più tirati e Priestiani del debutto.  

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Luigi Macera Mascitelli

1. 1914 - Where Fear and Weapons Meet
2. Cannibal Corpse – Violence Unimaginated
3. At The Gates - The Nightmare Of Being
4. Mare Cognitum - Solar Paroxysm
5. Aborted - Maniacult
6. Portal - Avow/Hagbulbia
7. Drawn And Quartered - Congregation Pestilence
8. Skepticism - Companion
9. Vildhjarta - måsstaden under vatten
10. Suffering Hour - The Cyclic Reckoning

Ed anche questo 2021 ce lo siamo tolto dalle scatole. Come di consueto è giunto il momento di stilare la nostra Top10 con le migliori uscite dell'anno; e fidatevi, ce ne sono veramente tante. La parola d'ordine della lista questa volta è "eterogeneità". Escluse le prime tre posizioni, il resto è un compromesso che cerca di dare spazio a diversi generi: dal Death al Black, fino a toccare il Doom e i lidi più sperimentali. Da parte mia i migliori auguri di buon anno ed un enorme dito medio a questo maledetto Covid. Vediamo insieme il podio. Al terzo posto La band Melodic Death per eccellenza con l’album più complesso, stratificato e difficile della sua carriera: gli At The Gates hanno deciso di esplorare le vette più progressive e sperimentali del genere imbastendo un'opera intrigante che recide definitivamente i ponti con il passato. Che sia l'inizio di una nuova fase? A seguire non potevano che esserci loro, i signori indiscussi del Death americano più feroce ed oltranzista di sempre; con l’ingresso del mitico Erik Rutan, aka "Mr. Death Metal", alla chitarra, gli inossidabili Cannibal Corpse ci presentano il miglior album della loro carriera, secondo solo a "Kill" del 2006. Medaglia d’oro, infine, non poteva non andare agli ucraini 1914 ed al loro capolavoro massimo che supera di gran lunga l’altrettanto discone del 2018. Un’impresa titanica che tuttavia è riuscita al 110%. Quest’opera è la quintessenza della perfezione che ci fa rivivere in pieno gli orrori della Prima Guerra Mondiale. Terrificante, disperato, battagliero, imponente e claustrofobico… Un album che porta il Blackened Death/Doom Metal su un altro piano. Da qui in poi c'è solo da imparare.

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Massimo Giangregorio

1. Trouble - One for the Road/Unplugged
2. U.D.O. - Game Over
3. Acid Mantra - Cold Stare
4. Mammoth WVH - Mammoth WVH
5. Ecclesia - De Ecclesiae Universalis
6. Witch Cross - Angel of Death
7. Wizard of Hazard - End of Time
8. Ramlord - From Dark Waters
9. Hermann Franke - Two for a Lie
10. Apostolica - Haeretica Ecclesia

E' stata senza dubbio una annata interessante, specie se si considerano le difficoltà dovute al Covid-19 ed alle sue varianti. I Trouble hanno confermato (sia pure senza una nuova release e la scomparsa del frontman Eric Wagner, proprio per complicanze dovute al Covid) la loro egemonia nell'ambito Doom; UDO è sempre lui (come del resto il granitico Hermann Franke derivante dallo stesso ceppo), mentre gli italianissimi Acid Mantra sono stati la vera rivelazione del 2021 appena trascorso. Il progetto del figlio dell'immenso Eddy Van Halen (Mammoth) è di tutto rilievo; Ecclesia, Wizard of Hazard e Apostolica sono state le "new Doom sensations", mentre (nel segno della tradizione) salutiamo le chicche di Witch Cross e Ramlord.

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Enzo Prenotto

1. White Void - Anti
2. Iotunn - Access All Worlds
3. Imperia - The Last Horizons 
4. Ricky Warwick - When Life Was Hard And Fast
5. 1914 - Where Fear And Weapons Meet
6. Thunder - All The Right Noises
7. Thyrfing - Vanagandr
8. Helheim - Woduridar
9. Oceana - The Pattern
10. Cradle Of Filth - Existence Is Futile

Ed anche il 2021 è passato, un anno decisamente negativo per il sottoscritto che ha messo a dura prova sia il fisico che la mente. Fortunatamente la musica non è mai mancata e questi 365 giorni hanno visto numerose uscite interessanti oltre che altrettanti concerti che mi hanno fatto scoprire nuovi artisti. Come ogni mia personale classifica, i dischi sono stati messi in ordine casuale e nessuno di questi è meglio di un altro. Ogni album per me è stato speciale e può venire incontro a tutti grazie alla moltitudine di generi che si possono trovare. Fra i tanti ascolti sento il dovere di mettere nella Top Ten tre esordi spettacolari. Il primo è "Anti" dei White Void che vede a capo mr. Lars Are Nedland di Borknagar e Solefald, è un disco superbo dall'anima Prog senza nemmeno esserlo. Come nemesi bisogna citare "Access All Words" degli Iotunn, altro mosaico pregno di dettagli dall'anima fortemente emozionale, anche'esso pregno di sfumature Prog. Il terzo esordio è degli Oceana e si chiama "The Pattern", un mix affascinante di Doom/Death e Prog sulla scia dei mitici Novembre (non a caso c'è Massimiliano Pagliuso nel disco). Seguono poi una bella doppietta più leggera e rock. Il nuovo disco dei Thunder, "All The Right Noises", è pura energia old school e riconferma che anche i "vecchietti" hanno ancora delle cose da dire. Il secondo invece è il nuovo album da solista di Ricky Warwick a nome "When Life Was Hard And Fast", che mostra il musicista scozzese (ha fatto parte anche dei Thin Lizzy) in piena forma e voglioso di divertirsi e far divertire. Non poteva mancare un album con voce femminile ed ecco quindi uno spassionato consiglio ovvero "The Last Horizons" degli Imperia che dimostrano nuovamente di essere una delle migliori formazioni in ambito di metal sinfonico pubblicando un gioiellino da avere assolutamente. Un altro sfizioso album è il nuovo lavoro dei 1914, ovvero "Where Fear And Weapons Meet", violentissimo affresco Blackened Death/Doom nerissimo sulle atrocità della guerra che merita il posto in ogni collezione che si rispetti. Concludo con la tripletta finale del lotto. Gli Helheim con "Woduridar" ed i Thyrfing con "Vanagandr" hanno sfornato due splendidi esempi di Viking/Pagan/Black Metal di notevole classe come pochi sanno fare, mentre i Cradle Of Filth rappresentano una piacevole ondata di Black Metal raffinato e gotico. Il loro nuovo "Existence Is Futile" continua la scia di rinnovata qualità che il gruppo sta vivendo da diversi anni. Mando un caloroso abbraccio ai miei colleghi di redazione, a tutti i lettori con l'augurio che abbiate passato delle serene feste e che il nuovo anno porti felicità a tutti. Continuate a supportare la musica, gli artisti e le etichette indipendenti ed i negozi di dischi. Oggi più che mai hanno estremo bisogno del nostro sostegno!!! 

Long Live Rock'n'Roll!!! 

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Virgilio

1. Helloween - Helloween
2. Liquid Tension Experiment - 3
3. Cyrax - Experiences
4. TDW - The Days the Clock Stopped
5. Ainur - War of the Jewels
6. Benthos - II
7. Dvne - Etemon Aenka
8. Schysma - Schysma
9. Loch Vostok - Opus Ferox: The Great Escape
10. Before & Apace - The Denisovan

Un anno di grandi ritorni con album significativi, tra cui menzioniamo quello degli Helloween, ancora saldamente insieme ai ritrovati Michael Kiske e Kai Hansen, nonchè dei redivivi Liquid Tension Experiment, con un album realizzato dopo tanti anni da Petrucci e Rudess insieme a Portnoy. Tra le band underground mettiamo sul podio i Cyrax, autori di un album davvero particolare ed originale.

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Francesco Noli

1. Exodus - Persona Non Grata
2. Iron Maiden - Senjutsu
3. Smith/Kotzen - Smith/Kotzen
4. Alice Cooper - Detroit Stories
5. Unleashed - No Signs of Life
6. Soen - Imperial
7. Nestor - Kids in a Ghost Town
8. Death SS - Ten
9. Michael Schenker - Immortal
10.Flotsam & Jetsam - Blood in the Water

Exodus: capolavoro hanno raggiunto livelli incredibili di composizione sfoderando coraggio con le canzoni lunghe e soluzioni ottime.
Iron Maiden sempre eleganti, da quando hanno intrapreso da 15 anni almeno questo corso che vede canzoni lunghe e più articolate, i loro dischi sono viaggi onirici.
Smith/Kotzen hanno tirato fuori il disco che mancava, che viene dal sangue del blues e l'anima del rock.
Alice Cooper si riconferma, dopo ben 53 anni dal debutto, l'unico in grado a trasformarsi in sei decadi senza perdere un oncia di credibilità.
Unleashed: macchina da Guerra, il disco non farà prigionieri.
Nestor: il miglior debutto del 2021
Death SS sono ormai una garanzia da quando si sono riformati con "Resurrection"; Michael Schenker non ha bisogno di presentazioni, ogni suo disco è una sicurezza e stessa cosa per i thrashers Flotsam & Jetsam, che forse hanno tirato fuori il più bel disco della loro carriera.
Soen inarrivabili, un prog mescolato a mille altre influenze che ammalia.

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Anthony Weird

1. Epica - Omega 
2. Cradle of Filth - Existence is Futile
3. Keiser - Our Wretched Demise
4. Cannibal Corpse - Violence Unimagined
5. Volbeat- Servant of the Mind
6. Gojira - Fortitude
7. 1914 – Where Fear and Weapons Meet
8. Archgoat – Worship the Eternal Darkness
9. Powerwolf -Call of the Wild
10. Exodus - Persona non Grata

Così come quando un colosso fa un passo lascia un segno indelebile e ricostruisce il paesaggio che attraversa, così gli Epica attraversano le sonorità sinfoniche del Metal e ne riscrivono i parametri, dettando legge sulla scena, album dopo album. "Omega" è senza dubbio un lavoro ispiratissimo, profondo, complesso, tecnicamente ineccepibile, davanti al quale anche chi non ama il genere concede tanto di cappello! Un album enorme, che si piazza a pieno titolo, al primo posto della classifica del 2021!

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Francesco "Yggdrasill" Fallico

(in ordine alfabetico)
1914 - Where Fear and Weapons Meet 
Aborym - Hostile
Abyssian - Godly
At The Gates - The Nightmare Of Being
Baro Prog-Jets - Utopie
Cannibal Corpse - Violence Unimaginated 
Dawn Of A Dark Age - Le Forche Caudine 
Gates Of Doom - Aqvileia Mater Aeterna
Omega - Nebra
Rhapsody Of Fire - Glory For Salvation

Ultima modifica il Sabato, 08 Gennaio 2022 18:45
Daniele Ogre

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