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Asterise, un nuovo interessante gruppo tra Polonia e Grecia Asterise, un nuovo interessante gruppo tra Polonia e Grecia Hot

Asterise, un nuovo interessante gruppo tra Polonia e Grecia

recensioni

gruppo
titolo
"Two worlds"
etichetta
Inverse Records
Anno

TRACKLIST:
1. Intro
2. High above the horizon
3. Eternal flame =ASCOLTA=
4. Frozen lake
5. Promised land
6. Falling stars =ASCOLTA=
7. Masked parade
8. Top of the world
9. Funeral of souls

LINE UP:
Bartlomiej Mezynski – Chitarre, Basso
Dionysis Maniatakos – Tastiere, Orchestrazioni
Slawomir Siwak - Batteria

OSPITI:
Jimmy Hedlund - Chitarra solista (traccia 6)
Andi Kravljaca - Chitarra solista (traccia 5)
Mateusz Karmelita - Chitarra solista (traccia 3)
Lukasz Watroba - Chitarra acustica
Aleksandra Mezynska & Lea Diekmann - Cori
Tristan Harders – Voce
Arnaud Menard – Voce (eccetto traccia 5)
Katharina Stahl – Voce (tracce 2, 4, 5 e 9)

opinioni autore

 
Asterise, un nuovo interessante gruppo tra Polonia e Grecia 2022-12-03 18:44:49 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    03 Dicembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 03 Dicembre, 2022
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Gli Asterise nascono nel 2018 dall’incontro tra il musicista polacco Bartlomiej Mezynski ed il tastierista greco Dionysis Maniatakos che avevano l’intento di creare qualcosa di proprio che fosse ispirato ad Avantasia, Stratovarius e Gamma Ray; a loro si è poi unito il batterista polacco Slawomir Siwak e, con l’ausilio di numerosi ospiti, hanno realizzato grazie alla sempre attenta Inverse Records questo debut album intitolato “Two worlds”. Il disco è composto da otto canzoni, cui si aggiunge la solita inutilissima intro, per una durata totale di circa 52 minuti, segno che i vari pezzi hanno tutti minutaggi “importanti”. Spesso in passato ho sottolineato come la lunga durata potesse essere uno svantaggio, perché è facile cadere nell’errore di essere prolissi o di voler strafare con i virtuosismi; nel caso degli Asterise non è così dato che i vari brani, pur durando parecchio, non hanno mai queste caratteristiche negative, ma sono sempre interessanti e coinvolgenti, il che dimostra come le due menti dietro questo gruppo ci sanno fare. Come è facile intuire dal titolo ed anche dall’artwork, i testi parlano di una persona intrappolata tra due mondi, con l’anima bloccata tra il bene e il male; si racconta quindi di diversi stati d'animo dovuti a questo dualismo. Musicalmente parlando, il paragone con gli Avantasia è calzante, dato che il sound è un Power dalle forti tinte sinfoniche, molto teatrale e melodrammatico; in un certo senso, anche echi dei primi Stratovarius si sentono qua e là, mentre ho trovato poche similitudini ai Gamma Ray, se non a quelli più solenni e maestosi di dischi come “No world order!” e “Power plant”. Non ci troviamo davanti a qualcosa di originale o innovativo (ma non credo sia questo l’obiettivo della band), ma la musica degli Asterise si lascia ascoltare davvero gradevolmente, è ben suonata e cantata decentemente, ben registrata e prodotta, risultando convincente sin dai primi ascolti; con queste caratteristiche, quindi, cosa si vuole di più? Se siete fans del Power sinfonico, questo “Two worlds” potrà sicuramente piacervi… date una chance a questi ragazzi, non ve ne pentirete!

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