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Vinnie Moore: the axeman is back! Vinnie Moore: the axeman is back! Hot

Vinnie Moore: the axeman is back!

recensioni

titolo
Double Exposure
etichetta
Mind's Eye Music
Anno

TRACKLIST:
1. Vertical Horizon (04:03)
2. Rise (04:15)
3. Still Waters Run Deep (05:00)
4. Paid My Dues (03:41)
5. River Flow (04:09)
6. Hummingbird (04:40)

7. Astro Man (04:16)
8. Breaking Through(04:15)
9. In Too Deep (05:00)
10. Rocket (03:35)
11. One Day (04:07)
12. Southern Highway (04:50)

LINE UP:
Vinnie Moore – chitarre
Dave La Rue – basso
Steve Smith – batteria
David Rosenthal - tastiere

opinioni autore

 
Vinnie Moore: the axeman is back! 2022-12-06 09:14:39 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
4.5
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    06 Dicembre, 2022
Ultimo aggiornamento: 06 Dicembre, 2022
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Decimo full-length per Vinnie Moore, ultra virtuoso delle sei corde statunitense accostabile a suoi omologhi come Tony Macapline, David Chastain, Steve Vai, Ritchie Kotzen, Marty Friedman, etc.; insomma, una vera e propria generazione di fenomeni più o meno suoi coetanei, ma rispetto ai quali Vinnie è di più lunga militanza, se si considerano i suoi trascorsi in una band che risponde al nome di Vicious Roumors, una vera e propria cult-band le cui origini risalgono al lontanissimo 1979, nella quale sono transitati una miriade di artisti di assoluto rilievo (uno su tutti, Brad Gillis che molti ricorderanno per le sue performance nella band di Ozzy, specie nell’immortale doppio live “Speak of The Devil” caratterizzato dalle sue reinterpetazioni personalizzatissime degli assoli di Sua Maestà Tony Iommi). Dal 1986 il nostro axeman ci delizia con delle release iperboliche, ma pur sempre inserite in un contesto di songwriting molto accessibile, quasi da classifica Rock, con risultati assolutamente superlativi: questa ultima fatica non fa eccezione alla regola, perché si tratta di una lunga sferzata di energia Hard'n'Heavy molto ben composta e congegnata. Ho ancora nelle orecchie e nella memoria il suo debut album - del 1986, appunto - “Mind’s Eye” (che poi ha dato il nome alla sua personale casa discografica) e, con queste premesse, mi sono accostato all’ascolto di questo CD; ebbene, già con l’attacco della opening track “Vertical Horizons” mi rendo conto come non solo – da un lato - il tempo sembra che si sia fermato per il nostro Vinnie ma – dall’altro – sappia ancora evolversi nella tecnica chitarristica, rendendo le sue performance non già una mera autocelebrazione stagnante, bensì il frutto di una incessante ricerca di soluzioni compositive/esecutive sempre attuali ed al top di gamma! In questa produzione c’è tanta varietà e tanta freschezza unite ad una durezza di impatto e ad una orecchiabilità (nell’accezione più nobile del termine) che ha pochissimi eguali, con buona pace di chi si aspetterebbe solo un interminabile e stucchevolissimo assolo, cosa alla quale – ad onor del vero – taluni talentuosi maestri d’ascia ci avevano abituati. Invece, si fugge via al galoppo, sull’onda di canzoni che si snodano su un livello medio qualitativo altissimo, a mio modesto avviso paragonabile – come release di questi ultimi tempi – a lavori del calibro dell’album del pargoletto di Eddie Van Halen, il polistrumentista Wolfgang, sotto l’egida/pseudonimo di Mammoth. Insomma, un vero “must have”: accaparratevelo a tutti i costi!

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