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Master Dy, una piacevole scoperta dal Portogallo Master Dy, una piacevole scoperta dal Portogallo Hot

Master Dy, una piacevole scoperta dal Portogallo

recensioni

gruppo
titolo
"Legacy of Satan"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1.    Amazonic demon
2.    I just want to kill you
3.    Legacy of Satan =ASCOLTA=
4.    Call me master
5.    Swords against God III
6.    Devil may cry
7.    Mil noites que chorei
8.    Deceived by faith =ASCOLTA=
9.    I know my redemption

LINE UP:
Dy Moob – Voce
Mr Draco – Chitarra solista e cori
Mr Cethus – Chitarra ritmica
Mr Cygnus – Chitarra ritmica
Mr Vella – Tastiere
Mr Perseus – Basso
Mr Hydra - Batteria

opinioni autore

 
Master Dy, una piacevole scoperta dal Portogallo 2023-01-02 17:12:42 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    02 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 02 Gennaio, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Master Dy sono un gruppo portoghese formatosi nel 2019, con all’attivo un primo full-length nel 2021 (“Unknown sound”, a noi sconosciuto e scusate il gioco di parole!) ed un secondo album rilasciato a metà dicembre, autoprodotto in digipack e digitale e che sarà presto disponibile anche in audiocassetta. Il disco si intitola “Legacy of Satan” ed è composto da otto tracce, cui si aggiunge la solita inutilissima intro, per un totale di poco inferiore ai 38 minuti di durata. Brani dunque concisi, brevi ed efficaci, che vanno subito al dunque e che strizzano l’occhio al female fronted Melodic Metal, con qualche accenno di Gothic e qualche digressione nel Black/Death Metal (come in “Swords against God III” o "Devil may cry", ad esempio), soprattutto per i riff serrati di chitarre ed il blast beat della batteria. A contraddistinguere, nel bene e nel male, il disco è la voce della singer Dy Mood che ho trovato poco adatta al Metal e più confacente a sonorità più “morbide” o Pop; non ci troviamo davanti alla classica cantante lirica, ma ad una donna con una voce melodica, forse un po’ nasale, poco aggressiva e decisamente per nulla arrabbiata. Dico “nel bene e nel male” perché da un lato, come detto, sembra poco adatta alla musica Metal in generale ma, da un altro punto di vista, è sicuramente molto più originale delle tante cantanti “copie carbone” che ci sono nello specifico settore musicale, tutte uguali e tutte a caccia del liricismo più sfrenato; Dy Mood, invece, furbamente non va ad avventurarsi sul pentagramma dove madre natura vieta, ma si dimostra versatile ed espressiva, pur nei limiti della sua ugola. Le chitarre sono lo strumento protagonista, con muri di riff davvero tosti e parti soliste di gusto, ben sorrette dal lavoro del basso e della batteria, che spesso impone ritmi veloci e frenetici con un sapiente uso della doppia cassa. La band gioca molto anche sulla teatralità, presentandosi tutti truccati e mascherati (la singer è vestita da suora!), il che aggiunge un alone di mistero che non guasta. Ascoltare e riascoltare questo “Legacy of Satan” è stato piacevole, dato che il disco è trascinante ed in grado di infondere energia; non avrà un artwork esaltante, ma sicuramente è un ottimo lavoro per i Master Dy! Adesso non resta che sperare che qualche attenta label si accorga del loro valore….

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