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Tornano gli Obituary con il loro lavoro più ispirato di questi ultimi anni Tornano gli Obituary con il loro lavoro più ispirato di questi ultimi anni Hot

Tornano gli Obituary con il loro lavoro più ispirato di questi ultimi anni

recensioni

gruppo
titolo
Dying of Everything
etichetta
Relapse Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

LINE UP: 
John Tardy - voce 
Trevor Peres - chitarre 
Kenny Andrews - chitarre 
Terry Butler - basso 
Donald Tardy - batteria 

TRACKLIST: 
1. Barely Alive [03:33] 
2. The Wrong Time [04:25] =VIDEO= 
3. Without a Conscience [04:28] 
4. War [04:26] 
5. Dying of Everything [04:44] =ASCOLTA= 
6. My Will to Live [05:20] =ASCOLTA= 
7. By the Dawn [04:36] 
8. Weaponize the Hate [04:00] 
9. Torn Apart [03:37] 
10. Be Warned [05:49] 

Running time: 44:58 

opinioni autore

 
Tornano gli Obituary con il loro lavoro più ispirato di questi ultimi anni 2023-01-13 16:58:54 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    13 Gennaio, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Sono passati ben sei anni da quando i pionieri e padrini del Death Metal floridiano, i leggendari Obituary, hanno rilasciato quello che fino ad oggi è stato il loro ultimo (ed omonimo) studio album; la band dei fratelli Tardy e del loro fido compagno d'armi Trevor Peres torna oggi con "Dying of Everything", undicesimo full-length per queste leggende viventi del Death Metal rilasciato da Relapse Records e che si presenta con un artwork che, devo dire, mi ha in parte ricordato quello di "Frozen in Time". Senza girarci tanto attorno, "Dying of Everything" è senz'ombra di dubbio la release più riuscita degli Obituary in questo nuovo millennio; parliamoci chiaro, i tempi di assoluta magnificenza di dischi iconici come "Slowly We Rot" e "Cause of Death" sono ormai lontani e non torneranno più, ma dopo anni che - nonostante la formula del loro Death Metal non sia mai mutata di una virgola - i Nostri sembravano sempre un po' più appannati di disco in disco, indovinando qua e là giusto qualche pezzo, con "Dying of Everything" gli Obituary sembrano essere tornati decisamente in carreggiata, con un songwriting molto più accorto ed ispirato rispetto al passato, recente o meno. Viene facilmente da pensare che complice di questo possa essere stata la pandemia: con lo stop forzato ai live, i Tardy e compari si sono potuti maggiormente concentrato nel processo di scrittura ed il risultato è un disco compatto in cui non troviamo alcun momento filler grazie ad un lotto di dieci brani scorrevoli. Certo, la formula base è quella classica degli Obituary, eppure con lo scorrere della tracklist si nota come la leggenda floridiana si sia scrollata di dosso quel lassismo che un po' permeava le scorse uscite, riuscendo a donare ai pezzi di quest'album una verve che mancava da un po'. ed è così che ci ritroviamo canzoni coma la più classica ed arrembante "War", gli ottimi singoli spacca collo "The Wrong Time" - con uno dei riff portanti migliori dell'album e tra i migliori di queste ultime due decadi - e "My Will to Live", arrivando infine a toccare il proprio apice con l'ispiratissima title-track e, soprattutto, la conclusiva "Be Warned", canzone dall'afflato decisamente 'doomeggiante' che ai più potrà far venire in mente i migliori Asphyx - da sempre i "fratelli europei" del colosso di Tampa -. Forse possiamo trovare giusto un po' di ripetitività in certi frangenti con pezzi che girano su sé stessi (ad esempio proprio "The Wrong Time"), ma in una visione generale dell'album è qualcosa su cui ci si può tranquillamente passare sopra: per 3/4 d'ora esatti gli Obituary ci portano nel loro mondo in un viaggio che questa volta lascerà alla fine decisamente soddisfatti. In conclusione: grazie ad una ritrovata ispirazione gli Obituary ci regalano - come dicevamo - la loro miglior performance da un po' di tempo a questa parte. ed i tanti fans della creatura dei Tardy Brothers - incluso il sottoscritto - non potranno che gioirne e godersi quest'album da cima a fondo.

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