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Gli Atrocity chiudono la trilogia "Okkult" con un buon ultimo capitolo Gli Atrocity chiudono la trilogia "Okkult" con un buon ultimo capitolo

Gli Atrocity chiudono la trilogia "Okkult" con un buon ultimo capitolo

recensioni

gruppo
titolo
Okkult III
etichetta
Massacre Records
Anno

PROVENIENZA: Germania 

GENERE: Death Metal 

FFO (now): Kataklysm, Hypocrisy, Pestiilence, Morgoth, Septicflesh, Fleshgod Apocalypse 

LINE UP: 
Alexander Krull - voce 
Micki Richter - chitarre 
Luc Gebhardt - chitarre 
Andre Nasso - basso 
Joris Nijenhuis - batteria 

OSPITI: 
Elina Siirala (Leaves' Eyes) & Zoë Marie Federoff (Catalyst Crime, Cradle Of Filth) - voci su "Malicious Sukkubus" 
Jonah Weingarten (Catalyst Crime, Pyramaze) - orchestrazioni su "Malicious Sukkubus" 
Robse Dahn (Equilibrium) - voce su "Teufelsmarsch" 
Misstiq - orechestrazioni su "Teufelsmarsch" 
Igor Górewicz - voci su "Cypka" 

TRACKLIST: 
1. Desecration of God [05:09] =VIDEO= 
2. Fire Ignites [03:54] =VIDEO= 
3. Born to Kill [03:19] =VIDEO= 
4. Bleeding for Blasphemy [05:17] 
5. Priest of Plague [03:16] 
6. Malicious Sukkubus [06:35] =VIDEO= 
7. Lycanthropia [03:37] 
8. Faces from Beyond [05:02] =VIDEO= 
9. Cypka [04:37] 
10. Teufelsmarsch [04:38] 

Running time: 45:24 

opinioni autore

 
Gli Atrocity chiudono la trilogia "Okkult" con un buon ultimo capitolo 2023-01-21 15:38:24 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Gennaio, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' un po' da perderci la bussola allo star dietro ai cambi di genere degli Atrocity, nati nel 1985 col nome Instigator - divenendo Atrocity nel 1988 - come una Death Metal band e tornata al genere originario con il primo capitolo di "Okkult", trilogia di album che si conclude oggi con "Okkult III". Nel mezzo, per l'appunto, tanti cambi di line up ed anche di genere: io ad esempio li ho visto live qui a Napoli nel loro periodo gotico, per mia sfortuna (non erano male, ma dopo sette anni su AAM credo conosciate i miei gusti, no?). Comunque sia, Massacre Records ha rilasciato questo fine settimana "Okkult III", come dicevamo capitolo finale della trilogia che ha riportato gli Atrocity sui binari del Death Metal che arriva a cinque anni di distanza da "Okkult II", un po' per la pandemia, ma anche per altri cambi in formazione con gli ingressi dei chitarristi Micki Richter e Luc Gebhardt e del bassista Andre Nasso, il che porta 5/5 degli Atrocity ad essere anche membri dei Leaves' Eyes. Ed in tutto questo c'è la costante: il leader e mastermind Alexander Krull, con la sua voce che può ricordare quella di Patrick Mameli (Pestilence) o Marc Grewe (ex-Morgoth, Leper Colony). E proprio il Death/Thrash centroeuropeo di Pestilence e Morgoth è uno dei tre tronconi in cui possiamo suddividere le sonorità degli Atrocity attuali, grazie a certi pattern ed al groove tipico del sound di quell'area geografica. Oltre questo, c'è una forte componente che rimanda al più roccioso Melodic Death di gruppi come Kataklysm e Hypocrisy, oltre che velleità sinfoniche che vorrebbero richiamare - due nomi a caso - Septicflesh e Fleshgod Apocalypse, senza che però ci sia la magniloquenza dei due colossi del Death Metal sinfonico. In generale, "Okkult III" è un lavoro compatto in cui si nota sin da subito come ci sia un grande affiatamento tra i cinque musicisti; melodie e groove sono i primari fulcri su cui ruota tutto il meccanismo sonoro dell'act teutonico: basta ascoltare uno qualsiasi dei singoli rilasciati, anche se probabilmente gli Atrocity riescono a dare il meglio in questo loro nuovo album in pezzi come "Priest of Plague" e "Lycanthropia", pezzo quest'ultimo in cui i Nostri si lanciano a briglia sciolta con patterns più marcatamente Death/Thrash. O ancora "Cypka", canzone in cui gli Atrocity sembrano maggiormente ispirati. Chi segue gli Atrocity da tempo probabilmente sentirà che un qualcosina manca, cosa dovuta alla dipartita dello storico chitarrista Thorsten Bauer, ma a parte questa piccolezza "Okkult III" è, in un'ultima analisi, un lavoro pienamente soddisfacente che si lascia ascoltare piacevolmente dall'inizio alla fine.

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