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Mortifero, gelido e frenetico: il nuovo capitolo degli ucraini Hate Forest Mortifero, gelido e frenetico: il nuovo capitolo degli ucraini Hate Forest Hot

Mortifero, gelido e frenetico: il nuovo capitolo degli ucraini Hate Forest

recensioni

titolo
Innermost
etichetta
Osmose Productions
Anno

PROVENIENZA: Ucraina

GENERE: Black Metal

TRACKLIST:
1. Those Who Howl Inside The Snowstorm
2. By Full Moon's Light Alone The Steppe Throne Can Be Seen
3. Ice-Cold Bloodless Veins
4. Temple Of The Great Eternal Night
5. Whiteout Silence
6. Solitude In Starry December

LINE-UP:
Roman Saenko - Voce, tutti gli strumenti

opinioni autore

 
Mortifero, gelido e frenetico: il nuovo capitolo degli ucraini Hate Forest 2023-01-22 17:24:52 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    22 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 22 Gennaio, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Il ritorno degli Hate Forest, ad oggi probabilmente la Black Metal band ucraina più famosa ed importante, è sempre cosa gradita - per non dire graditissima -. Dopo un lunghissimo silenzio di quindici anni ed il ritorno nel 2020, per la band di Roman Saenko, già ampiamente noto per la sua militanza nei Drudkh, giunge l'attesissimo sesto capitolo: il qui presente "Innermost" targato Osmose Productions, label che, come al solito, non delude mai. Un disco che porta con sé alcune novità, ma che al contempo si incastra perfettamente all'interno del solco tracciato ben 28 anni fa dalla one man band ucraina. Innanzitutto il marchio di fabbrica degli Hate Forest è sempre ben presente: Black Metal crudo, gelido, atavico, scarno e caratterizzato da un muro sonoro praticamente impenetrabile per quanto risulta frenetico e feroce. In poco più di mezz'ora - sei tracce totali - Saenko ci butta addosso un vero e proprio esercito proveniente dalle foreste più gelide e sperdute: non c'è un brano che non sia un assalto all'arma bianca, ciascuno dei quali caratterizzato da un drumming al limite della follia, voce cavernosa simil Death che si alterna con scream cadaverici e a dir poco colossali. Insomma, tutti gli ingredienti che ci hanno fatto amare fin da subito gli Hate Forest e che hanno tracciato le linee guida della scuola Black ucraina. Eppure in tutta questa ferocia e morte trova spazio l'eleganza e, se vogliamo, le struggenti atmosfere date dai riff, che non di rado si colorano di spennellate melodice o - ed ecco la novità di cui sopra - addirittura si interrompono per lasciare spazio a dei bellissimi innesti acustici che non fanno altro che evocare una sorta di intimità sonora mai sentita in un disco degli Hate Forest. Ed è forse questa dimensione più introspettiva e sognante che rende "Innermost" un album semplicemente stupendo dall'inizio alla fine. Se da un lato i brani rievocano antichi istinti e la crudezza di tempi remoti ed atavici, dall'altra riesce comunque a trasportarci su una dimensione più eterea e riflessiva. Probabilmente è proprio questa commistione di cambi di tensione che rendono il nuovo capitolo di Saenko veramente degno di nota: costantemente presenti ma l'uno non può prescindere dall'altro in una sorta di mix impossibile. Da qui nasce la magia di questo capolavoro, perché solo di capolavoro possiamo parlare di fronte a tanta magnificenza - a tal proposito segnaliamo come traccia la meravigliosa "By Full Moon's Light Alone the Steppe Throne Can Be Seen" che probabilmente racchiude un po' l'anima della produzione -. Insomma, non potete non recuperare un album di siffatta caratura che, da parte nostra, conferma ancora di più quanto gli Hate Forest siano oggigiorno tra le più importanti realtà Black di tutta Europa. Chapeau!

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