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White Skies: al momento, con questo debutto, si beccano una buona sufficienza, nulla di più White Skies: al momento, con questo debutto, si beccano una buona sufficienza, nulla di più Hot

White Skies: al momento, con questo debutto, si beccano una buona sufficienza, nulla di più

recensioni

titolo
Black Tide
etichetta
Pride & Joy Music
Anno

TRACKLIST:
1. What You Know About Love? =VIDEO=
2. Emily =VIDEO=
3. Midnight Rendezvous
4. Kiss Me As I Say Goodbye
5. One Step Forward =VIDEO=
6. Two Worlds Collide
7. A Love Unjustified
8. Bring It on Back
9. Black Tide
10. Leave A Light On
11. Takin A Ride
12. Sleeping In The Fire

LINE UP:
Mick White - Voce
Ray Callcut – Chitarre
Pete Lakin - Tastiera
Rob Naylor – Basso
Daz Lamberton – Batteria

opinioni autore

 
White Skies: al momento, con questo debutto, si beccano una buona sufficienza, nulla di più 2023-01-23 10:48:42 Celestial Dream
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Celestial Dream    23 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La voce roca di Mick e un sound quadrato in cui le chitarre sono protagoniste con riff muscolosi e melodie piuttosto semplici ma d'impatto; ecco gli ingredienti del Melodic Rock firmato White Skies, nuovo act in arrivo dall'Inghilterra e formato da alcune conoscenze tutt'altro che nuove all'interno della scena Rock e Metal. Al microfono Mick White (ex-Samson e First Strike), alle chitarre Ray Callcut degli Ya Ya ed alle tastiere Pete Lakin, già visto nei Dante Fox. “Black Tide” è un lavoro piacevole che parte con la diretta “What You Know About Love?” prima di lasciare spazio a melodie più ariose e di stampo AOR con “Emily”, in cui trovano spazio alcuni coretti e qualche tastiera più evidente. Le influenze - che anche i musicisti coinvolti non nascondono affatto - sono sempre le solite: Journey, Foreigner e Toto. Lo dimostra forse maggiormente “Midnight Rendezvous”, tra i brani migliori del lotto con la sua andatura elegante anche se – un po' come durante l'intero ascolto – la sensazione di avere tra le mani qualcosa di già sentito è evidente. Manca un pizzico di personalità ed intensità a questi brani che però scorrono con piacere: dopotutto l'esperienza dei musicisti è tale da riuscire a sopperire a qualche problemino di songwriting qua e là.
L'immancabile ballata arriva puntuale con “Kiss Me As I Say Goodbye”, brano però piuttosto scontato, mentre con la raffinata e a tratti quasi progressiva “Two Worlds Collide” incontriamo certamente uno dei momenti migliori del disco. Un lavoro che però fatica ad accendersi; “Black Tide” ad esempio è un brano fin troppo lineare, in cui nessun passaggio riesce ad attirare l'attenzione di noi ascoltatori ed è così anche per una manciata di altri pezzi, soprattutto verso il finale come dimostra anche “Takin A Ride”. L'esperimento White Skies al momento è rimandato a Settembre; il quintetto inglese dovrà seguire con attenzione i corsi di recupero se vorrà in futuro ripresentarsi con un prodotto in grado di competere ai livelli alti dello stile. Al momento, con questo debutto, si beccano solamente una buona sufficienza.

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