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Si alza notevolmente il livello qualitativo dei Conjureth in questo loro secondo album Si alza notevolmente il livello qualitativo dei Conjureth in questo loro secondo album

Si alza notevolmente il livello qualitativo dei Conjureth in questo loro secondo album

recensioni

gruppo
titolo
The Parasitic Chambers
etichetta
Memento Mori
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: primi Deicide, Monstrosity, Morbid Angel, Corpsessed, Demigod 

LINE UP: 
Wayne Sarantopoulos - voce, chitarre, basso 
Ian Mann - chitarre 
Frankie Saenz - batteria, basso 

TRACKLIST: 
1. Smothering Psalms [03:51] =ASCOLTA= 
2. Dimensional Ascendancy [03:07] 
3. Devastating Cataclysmic Unearthing [03:04] 
4. Cremated Dominion [03:29] =ASCOLTA= 
5. Deathless Sway of Torsos Calm [03:56] 
6. A Blood Romance [03:27] 
7. The Ancient Presence [04:04] 
8. In Mortal Thresholds [04:09] 
9. From Ceremonies Past [02:35] 
10. The Unworshipped II [06:17] 

Running time: 37:59 

opinioni autore

 
Si alza notevolmente il livello qualitativo dei Conjureth in questo loro secondo album 2023-01-23 15:07:33 Daniele Ogre
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Gennaio, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

A poco meno di un anno e mezzo dal debut album "Majestic Dissolve", tornano i californiani Conjureth, che sempre sotto la salda mano di Memento Mori tornano alla carica con "The Parasitic Chambers", secondo studio album per l'act di San Diego. Ed anche se è passato abbastanza poco tempo dal debut album, qualcosa è decisamente cambiato in casa Conjureth, a cominciare da un sound che si è fatto più ruvido rispetto al predecessore e con un approccio maggiormente brutale: rimangono ben salde le radici nel classico Death Metal floridiano - soprattutto i Deicide dei primi album ed i primi Monsotrosity -, ma ora consci di quale sia il loro potenziale i Conjureth ampliano il loro spettro di soluzioni con elementi che subito rimandano alla spietata vecchia scuola finlandese (Demigod, Adramelech e compagnia). Insomma, dove "Majestic Dissolve" aveva quell'impronta Death/Thrash di fine anni '80, con questa nuova uscita la band guidata da Wayne Sarantopoulos (Encoffination, ex-Father Befouled) si getta cuore ed anima in un più puro Death Metal novantiano, che va a ripercuotersi in un lotto di brani diretti e quanto mai brutali. Uno di quegli assalti all'arma bianca che lascia ben pochi momenti di pausa - nessuno, a dirla tutta -: "The Parasitic Chambers" è una frenetica corsa sfrenata dal primo all'ultimo secondo... o quasi, dato che la conclusiva "The Unworshipped II" vira decisa verso un Death/Doom à la Mortiferum/Spectral Voice. Ed è anche uno dei migliori episodi dell'album, per quanto ci riguarda, insieme a pezzi decisamente più frenetici come il tellurico singolo "Cremated Dominion" o la brutale "Devastating Cataclysmic Unearthing". Per una sezione ritmica arrembante ed adrenalinica, abbiamo un riffingwork crudo e spietato, un'eruzione di riff feroci e taglienti - ricordano nemmeno tanto vagamente i primi lavori di Deicide e Monstrosity, per l'appunto - che sono il vero motore di un disco che non presenta pause lungo i suoi quasi 40 minuti di durata. Col passare del tempo crescono per i Conjureth esperienza ed affiatamento; se già solo dopo più di un anno possiamo registrare con "The Parasitic Chambers" un disco molto più solido ed ispirato del già buonissimo debut album, possiamo benissimo aspettarci nel prossimo futuro lavori vieppiù superiori ancora.Si a

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