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Gli statunitensi Nothingness ed un secondo album semplicemente magistrale Gli statunitensi Nothingness ed un secondo album semplicemente magistrale

Gli statunitensi Nothingness ed un secondo album semplicemente magistrale

recensioni

titolo
Supraliminal
etichetta
Everlasting Spew Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Morbid Angel, Gorguts, Portal, Aeviterne, Tomb Mold, Blood Incantation 

LINE UP: 
Barclay Olson - voce 
Alex Walstad - chitarre 
Jon Grandel - chitarre 
Xen Hartzell - basso 
Erik Christianson - batteria 

TRACKLIST: 
1. Curse of Creation [04:31] =VIDEO= 
2. Horrendous Incantation [04:19] 
3. Catapulted into Hyperspace [04:37] =ASCOLTA= 
4. Temple of Broken Swords [06:35] 
5. Festering Abstraction [05:09] 
6. Inviolate Viscera [02:37] =ASCOLTA= 
7. Beacon of Loss [07:11] 
8. The Anvil [03:42] 
9. Decimation Mechanism [04:43] 

Running time: 43:24 

opinioni autore

 
Gli statunitensi Nothingness ed un secondo album semplicemente magistrale 2023-01-23 16:55:43 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    23 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Dopo un ottimo debut album datato 2019 ("The Hollow Gaze of Death") licenziato da Memento Mori, tornano a quasi quattro anni di distanza gli americani Nothingness, quintetto di Minneapolis che nel frattempo è andato ad infoltire il già nutrito roster della nostrana Everlasting Spew Records. E sembra sia diventata un'abitudine quella della della label bresciana di cominciare l'anno lanciando un lavoro semplicemente grandioso: è successo l'anno scorso con gli Altars, quest'anno sembra andare ancor meglio con "Supraliminal": se avete avuto modo di ascoltare il loro debut album sarete già rimasti impressionati dall'operato dei Nostri, ma potete crederci se vi dicessimo che "The Hollow Gaze of Death" non vi ha affatto preparato a quello che i cinque ragazzi del Minnesota pubblicano oggi. senza che ci si giri attorno tanto con le parole, "Supraliminal" è un album semplicemente sensazionale, un disco in cui i Nothingness prendono a piene mani dagli insegnamenti dei primi lavori dei Gorguts e dei Morbid Angel del medio periodo, lo infarciscono di una vena sperimentale (Portal e compagnia), sublimando il tutto con patterns avanguardisti e di tecnica pura (Blood Incantation, Timeghoul, Tomb Mold). Durante il procedere della tracklist è uno solo l'aggettivo che viene in mente: denso. Ecco, "Supraliminal" è un lavoro denso, un disco che dà l'impressione di attraversare un luogo dall'aria talmente rarefatta da tagliare con un coltello. Ed oltre questo, a colpire è il carattere nevrotico dell'opera, che nel suo mortifero incedere vive dell'ampio respiro dato ai pezzi dal continuo cambio di registro: prendete uno qualsiasi dei grandiosi pezzi che troviamo qui ed in pochi secondi vi ritroverete con un'accelerazione furiosa che pochi attimi dopo viene sostituita da fraseggi psicotici e dal livello tecnico eccelso prima che i Nostri colpiscano tra capo e collo con pesanti rallentamenti dall'immane groove. Questo è un po' il leitmotiv di "Supraliminal", ma ognuno delle nove gemme sanguinanti che compongono l'album ha in sé il proprio punto di forza rendendo questo secondo album dei "Nothingness" un lavoro privo di qualsivoglia difetto o anche di un minimo momento filler. Discorso che quindi può valere per i tre singoli apripista - tra i quali spicca "Catapulted in Hyperspace" con le sue atmosfere psichedeliche (à la Wharflurch, per chi conosce questa band) - o la dinamica "Horrendous Incantation", che sarebbe stato il miglior brano dell'album non ci fosse stata l'intensa "Temple of Broken Swords", pezzo che insieme all'altra lunga traccia del lotto, "Beacon of Loss", rappresenta un po' la summa di tutti gli elementi che rendono "Supraliminal" il lavoro mastodontico che è, tra atmosfere alienanti, mood schizofrenici ed un gran lavoro di melodie che rende il tutto ancora più sinistro ed oscuro. Noi possiamo solo concludere nel raccomandarvi di andare immediatamente sugli store di Everlasting Spew e prendere a scatola chiusa "Supraliminal": i Nothingness con quest'album hanno davvero fatto centro pieno.

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