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Un altro nome che i deathsters dovrebbero segnarsi: quello degli americani Re-Buried Un altro nome che i deathsters dovrebbero segnarsi: quello degli americani Re-Buried Hot

Un altro nome che i deathsters dovrebbero segnarsi: quello degli americani Re-Buried

recensioni

gruppo
titolo
Repulsive Nature
etichetta
Translation Loss Records
Anno

PROVENIENZA: USA 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Undergang, Tomb Mold, Cerebral Rot, Fetid 

LINE UP: 
Chris Pinto - voce 
Paul Richards - chitarre 
Eddie Bingaman - chitarre 
Clayton Wolff - basso 
Alex Bytnar - batteria 

TRACKLIST: 
1. From Beneath [04:09] 
2. Repulsive Nature [02:11] 
3. Planetary Obliteration [02:08] =ASCOLTA= 
4. Infinite Suffering [03:09] 
5. Hypocrisy Incarnate [03:39] =VIDEO= 
6. Dismal Hallucinations [01:20] 
7. Sepulchral Stench [03:19] 
8. Smoldering Remnants [03:04] 
9. Throne of Asmodeus [03:21] 
10. Rancid Womb [04:34] 

Running time: 30:54 

opinioni autore

 
Un altro nome che i deathsters dovrebbero segnarsi: quello degli americani Re-Buried 2023-01-26 18:10:42 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    26 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Continua a ribollire senza sosta il sottobosco Death Metal americano, con nuovi gruppi che spuntano uno via l'altro... e quasi tutti di un livello qualitativo quanto meno soddisfacente. Da est ad Ovest ci sono diversi punti maggiormente nevralgici, tra California, Oregon (Portland soprattutto), Ohio (Cleveland)... e lo stato di Washington, con la città di Seattle che ha dato i natali ad alcuni dei gruppi più in vista della nuova ondata Death Metal americana come Mortiferum, Cerebral Rot e Fetid. A questi, accostiamo il quintetto in esame oggi: i Re-Buried, band proveniente per l'appunto da Seattle che con "Repulsive Nature" arriva alla pubblicazione del primo full-length per Transtlation Loss Records. Per quanto il genere suonato dai Nostri sia un Death Metal della vecchia scuola cui ormai siamo ben più che abituati, rispetto ai colleghi succitati (e molti altri, se è per questo) c'è una differenza non poco sostanziale: i Re-Buried badano maggiormente al sodo. La proposta dei Re-Buried è sì rocciosa, dai toni foschi ed arie melmose, ma ad esempio solo nella prima ("From Beneath") e nell'ultima ("Rancid Womb") traccia i Nostri superano i 4 minuti di durata, quando per il resto della solida tracklist si aggirano tra i 2 ed i 3 minuti, che siano bordate di violenza inumana ("Planetary Obliteration", "Repulsive Nature"), pezzi dall'anima fortemente Doom ("Infinite Suffering") o altri con groove ed incedere claustrofobico à la Morbid Angel ("Hypocrisy Incarnate"). A dare poi una maggiore ariosità alle granitiche composizioni troviamo delle taglienti melodie - specie nelle soliste di chitarra -, che non fanno altro che rendere le atmosfere che pervadono "Repulsive Nature" ancora più sinistre. Questi cinque ragazzi non sfigurano anche comparati a colleghi che già si sono fatti un certo nome; certo, per quanto questo loro debut album sia in tutto e per tutto un lavoro soddisfacente, manca quel guizzo in più che possa rendere l'operato dei Re-Buried memorabile. Ma appunto, siamo solo al primo full-length: seguiremo con estremo interesse gli sviluppi futuri di questa band.

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