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Phoebus The Knight, un buon debut album Phoebus The Knight, un buon debut album Hot

Phoebus The Knight, un buon debut album

recensioni

titolo
“Ferrum, fero, ferro, feror”
etichetta
Renaissance Records
Anno

TRACKLIST:
1. Ante Lux
2. The beast within
3. The iron queen
4. The scarlet dance =VIDEO=
5. Semen pessimorum
6. Darkness will prevail
7. Children of the night =VIDEO=
8. The Queen of the black sun
9. Para bellum
10. Massacre de septembre
11. Ferrum fero ferro feror
12. The sword of justice

LINE-UP:
Phoebus (Axel de Montalembert) - Voce
Oswald Croll (Adrien Djouadou) - Chitarre, seconda voce
Hadrian (Adrien Guingal) - Chitarre, seconda voce
Arkeuid (Noémie Allet) - Basso, voce
Robin of Locksley (Guillaume Remih) - Batteria

opinioni autore

 
Phoebus The Knight, un buon debut album 2023-01-28 09:31:17 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    28 Gennaio, 2023
Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 2023
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Mi ero imbattuto nei francesi Phoebus The Knight l’estate scorsa, all’epoca del primo EP “The last guardian” che, pur non essendo malaccio, non mi aveva entusiasmato, dato che sostanzialmente stentava a decollare; a distanza di cinque mesi, ritrovo il progetto di Axel de Montalembert alias Phoebus che, con i suoi fidi musicisti (fra cui il duo Hartlight, composto dalla bassista Noémie Allet e dal chitarrista Adrien Djouadou, che in questo caso usano gli pseudonimi rispettivamente di Arkeuid ed Oswald Croll), rilascia il debut album “Ferrum, fero, ferro, feror”. Il disco è dotato di piacevole artwork realizzato dall’artista Mohamed Aouamri ed è composto da dodici tracce per una durata totale di poco più di 57 minuti. Diciamo subito che, rispetto al precedente disco, le composizioni sono più scorrevoli e convincenti, grazie anche ad un minutaggio spesso non esagerato, ma comunque sempre efficace. Rimane il problema dell’uso esagerato del growling (come in “Children of the night”) che andrebbe ridimensionato; a mio parere, infatti, ci starebbe ottimamente, ma andrebbe limitato a pochi momenti, magari collegati al climax del singolo pezzo, mentre il gruppo francese tende ad abusarne (fortunatamente non sempre). Il sound è contraddistinto nel bene e nel male dalla voce baritonale del leader; nel bene perché è raro ascoltare nel metal voci così particolari e poco acute, nel male invece perché alla lunga sembra quasi che sia una sorta di limite per la band. Cerco di spiegarmi meglio: se in canzoni teatrali e solenni come può essere la lunga “The Queen of the black sun” o la struggente “Massacre de septembre”, una voce così profonda sicuramente rende molto meglio; quando però le note salgono sul pentagramma (come nella conclusiva “The sword of justice”, ad esempio), ci vorrebbe un’ugola più potente e con una maggiore estensione, cosa che Madre Natura ha vietato al buon Phoebus. Per il resto abbiamo ottime parti strumentali, soprattutto delle due chitarre del già citato Oswald Croll e Hadrian (al secolo Adrien Guingal), ben supportate dalla sezione ritmica composta dalla predetta Arkeuid al basso e da Robin of Locksley (alias Guillaume Remih) alla batteria; altro strumento protagonista è il pianoforte, anche se non ne è stato reso noto l’autore (immagino sia Adrien Djouadou, che se ne occupa nei suoi Hartlight). Canzoni convincenti ce ne sono diverse, anche se la mia preferita, unitamente alla title-track “Ferrum, fero, ferro, feror”, resta la strumentale “Para bellum”, in cui sentiamo persino un pezzo dell’inno nazionale francese alla tromba. Questo debut album dei Phoebus the Knight è un buon disco di Symphonic Power, adatto sia ai fans di gente come i Nightwish, ma anche per chi apprezza Rhapsody et similia, si lascia ascoltare sicuramente in maniera gradevole ed alla fine è ciò che conta!

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