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Nuovo disco per i Pyramid: US Power/Prog Metal per palati molto fini Nuovo disco per i Pyramid: US Power/Prog Metal per palati molto fini Hot

Nuovo disco per i Pyramid: US Power/Prog Metal per palati molto fini

recensioni

gruppo
titolo
Rage
etichetta
Sleaszy Rider Records
Anno

TRACKLIST:
1. Greed =ASCOLTA=
2. Empty Roads =VIDEO=
3. Rage =ASCOLTA=
4. Beast
5. Control
6. Magic
7. Tyranny
8. Slayer
9. Dungeons And Dragons

LINE UP:
Tim Ripper Owens - voce (session)
Andry Lagiou - voce (session)
Harry Conklin - voce (session)
Mike Abdow - chitarre (session)
Chris Quirarte - batteria
Joey Izzo - tastiere
Perrine Missemer - violino (session)
Adam Bentley - chitarre
Lance Sawyer - basso

opinioni autore

 
Nuovo disco per i Pyramid: US Power/Prog Metal per palati molto fini 2023-03-13 18:31:42 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.5
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    13 Marzo, 2023
Ultimo aggiornamento: 13 Marzo, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Parlare di Prog/Power metal può portare ad accese discussioni sull’effettiva importanza del genere e sulla qualità artistica altalenante di chi ha cercato di portare avanti queste sonorità. In questo caso si parla di un progetto di nome Pyramid che coinvolge parecchi musicisti e guests speciali diretto dal mastermind Lance Sawyer. La lista è parecchio appetitosa e vede Tim Ripper Owens (ex-Judas Priest, ex-Iced Earth), Andry Lagiou (The Harps) e Harry Conklin "The Tyrant" (Jag Panzer) alle voci, Mike Abdow (Fates Warning) alla chitarra e Chris Quirarte (Redemption) alla batteria, Joey Izzo (Arch Echo) alle tastiere, Perrine Missemer al violino, mentre Adam Bentley (Arch Echo) si occupa sia di missaggio che di chitarra. L’album di cui si parlerà in questa sede è il quinto ed è intitolato "Rage", e non si discosta molto dai predecessori. La componente strumentale tende nuovamente ad essere molto tecnica e cerebrale, con continui cambi di tempo che prendono spunto dalla scena americana (Elegy, Dream Theater e Crimson Glory in parte, primi Fates Warning). L’approccio old school dei pezzi è radicale sia nella costruzione che nello stile classico US Power/Prog utilizzato, oltre che nella scelta della produzione molto grezza e ruvida (l’opener “Greed”). Se però nel precedente album "Validity" la band si teneva a freno nelle sbrodolate strumentali, qui le cose si fanno diverse stile treno in corsa. I brani sono gonfi di tecnicismi esasperati che rendono l’ascolto arduo per chi non mastica un certo tipo di metallo, però la situazione è a livelli fin troppo eccessivi. La complessità crea una corazza intorno alle tracce rendendole iper stratificate e confusionarie (“Empty Roads”, la title-track “Rage” o la masturbatoria “Tyranny”) e a poco serve la presenza di pezzi da novanta come Owens e Conklin alle voci per salvare il lavoro. I brani sono spesso lunghi, alcuni più riusciti come le sinfonie di “Control” e “Magic” o gli squarci epici di “Beast” (che ricorda qualcosa dei Symphony X) ed altri meno come quelli citati in precedenza, oppure le forzature di “Slayer”. A sorpresa la traccia più interessante è quella più lunga (circa venti minuti): “Dungeons and Dragons”, che riesce ad intrecciare tutti gli elementi del combo senza che l’ascoltatore si annoi eccessivamente. Il disco - come pure questa sorta di super band - sono ostici e concedono rarissimi momenti di immediatezza. Consigliato solo ai patiti della tecnica. Agli altri si consigliano gruppi più fruibili e raffinati di matrice europea come Vanden Plas, Anubis Gate, Shadow Gallery o Manticora, ma anche i nostrani DGM o Vision Divine.

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