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Recite The Cynic, non sempre l'originalità paga... Recite The Cynic, non sempre l'originalità paga... Hot

Recite The Cynic, non sempre l'originalità paga...

recensioni

titolo
"Recite The Cynic"
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Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Taunting the jesters
2. Parasites and leeches
3. Never question
4. Take the bullet
5. Valentine
6. Verbal whore
7. Global money Gods
8. Constant discontentment
9. O sweet seclusion

LINE UP:
Mathias Gyllengahm – Voce
Stefan Weinerhall – Tutti gli strumenti

opinioni autore

 
Recite The Cynic, non sempre l'originalità paga... 2023-08-16 14:57:21 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    16 Agosto, 2023
Ultimo aggiornamento: 19 Agosto, 2023
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I Recite The Cynic nascono dall’incontro nel 2021 tra il polistrumentista Stefan Weinerhall (ex-Falconer e Mythotyn, tra gli altri) ed il cantante Mathias Gyllengahm (Norrsinnt ed Utmarken, tra gli altri); in particolare Weinerhall, dopo l’uscita dai Falconer, ha voluto reinventarsi, dando vita ad un progetto ardito come questo che vuole fondere il Metal e la musica elettronica con largo uso dei synth. Il risultato è un qualcosa di sicuramente originale (pochissime bands in passato ci hanno provato; ricordo, ad esempio, i mitici e fin troppo sottovalutati Synthphonia Suprema) e non per tutti; la contaminazione dell’Heavy Metal con ritmiche care alla musica da discoteca è un qualcosa che i puristi del Metal farebbero estrema fatica a “digerire”. Ed effettivamente è proprio la batteria elettronica quella che “disturba” maggiormente; mentre, infatti, un po’ di groove sulla chitarra si sente ogni tanto e qualche parte solista Weinerhall ce la regala, è la batteria lo strumento che viene maggiormente stravolto. Il basso ogni tanto emerge dall’impasto sonoro, ma l’ampio uso del synth (piuttosto che “uso”, forse sarebbe giusto scrivere “abuso”) connota in maniera importante il sound dei Recite The Cynic, nel bene e nel male. Nel bene perché sicuramente rende la musica originale ed innovativa, degna di saziare le smanie dei maniaci delle novità; nel male, perché è persino difficile poterla definire musica Metal. Tutte le caratteristiche che ci hanno fatto amare questo genere di musica, dai muri di riff di chitarra alle corse in doppia cassa della batteria, qui non ci sono o, se ci sono, risultano letteralmente sommersi dal synth. Spesso e volentieri, inoltre, Weinerhall si dimentica di dare ritmo al suo songwriting ed ecco che parecchie canzoni difettano anche da questo punto di vista. Ho sempre amato le innovazioni e le bands particolari (addirittura dal nome speravo in qualche riferimento ai mitici Cynic!), ma questi Recite The Cynic sono un po’ troppo oltre per i miei gusti, troppo elettronici e troppo poco Metal. Mi dispiace ma questo debut album omonimo, seppur dotato di splendido artwork, non riesce a convincermi e, pur riconoscendo al duo svedese passione e fantasia, non riesco ad arrivare alla sufficienza. Non sempre essere originali ed innovativi funziona...

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