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Si fa forte la componente Death Metal nel nuovo album degli Helfró Si fa forte la componente Death Metal nel nuovo album degli Helfró Hot

Si fa forte la componente Death Metal nel nuovo album degli Helfró

recensioni

gruppo
titolo
Tálgröf
etichetta
Season Of Mist Underground Activists
Anno

PROVENIENZA: Islanda 

GENERE: Blackened Death Metal 

FFO: Incantation, Morbid Angel, Dead Congregation, Behemoth, Belphegor, Zyklon 

LINE UP: 
Ragnar Sverrisson - voce, batteria 
Simon Thorolfsson - chitarre, basso, voce 

TRACKLIST: 
1. Jarteikn [03:30] 
2. Fláráð Fræði [04:02] =VIDEO UFFICIALE= 
3. Fangelsaður í Tilvist að Eilífu [03:48] 
4. Þögnin Ytra, Kyrrðin Innra [04:43] 
5. Guðlegt Réttlæti [05:14] 
6. Sindur [02:58] 
7. Ildi Óhreins Anda [03:59] =AUDIO UFFICIALE= 
8. Traðkandi Blómin í Eigin Hjartagarði [03:21] =AUDIO UFFICIALE= 
9. Minning um Morðingja [04:19] 

Running time: 35:51 

opinioni autore

 
Si fa forte la componente Death Metal nel nuovo album degli Helfró 2023-11-30 18:08:16 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Novembre, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Quando si parla di Islanda, subito salta alla mente quel Black Metal ferino, glaciale ed atmosferico di gruppi come Misþyrming o Svartidauði; cinque anni or sono il duo di Reykjavík Helfró debuttò con l'album omonimo su Season of Mist Underground Activist, un disco che ci presentava sì una band Black Metal, ma con sonorità maggiormente legate alla scena svedese (Dark Funeral, Marduk) ed ai Mayhem di primi anni 2000, con anche qualche venatura Death qua e là. Passato un lustro, la componente Death Metal ha preso decisamente il sopravvento nelle sonorità dei due musicisti islandesi in questo loro ritorno dal titolo "Tálgröf", pubblicato come il predecessore dalla divisione underground ed estrema della celebre label francese. Per gli Helfró odierni il termine Blackened Death Metal è quanto mai preciso, dato che per quanto possiamo ascoltare in questa loro nuova fatica abbiamo davanti una band che suona un Death Metal furioso con però una spiccatissima attitudine Black, in un groviglio intrecciato di sonorità che vorticano tra loro dando un gran senso di varietà alle composizioni. Basta vedere le differenze che intercorrono tra diversi passaggi all'interno anche di un solo singolo pezzo, come ad esempio "Fangelsaður í Tilvist að Eilífu", il cui incipit richiama tanto i Dark Funeral quanto gli Emperor, salvo poi dilatarsi in un empio Death/Black di matrice Behemoth/Belphegor, stessi gruppi chiamati in causa nella precedente "Fláráð Fræði", canzone in cui è semplice trovare patterns à la Morbid Angel. C'è poi anche "Þögnin Ytra, Kyrrðin Innra", brano in cui c'è letteralmente tantissima carne al fuoco, tra una rabbia ferina guidata da blast beat decisamente di scuola Dark Funeral che sfocia in una parte centrale groovy con un mid-tempo sorretto da un tappeto di doppia cassa. Insomma, per i 35 minuti di "Tálgröf" non sentirete quella ricercatezza di altri loro colleghi e connazionali, nessun mood glaciale venato di malinconia: gli Helfró si presentano qui con un lavoro tutto sudore ed adrenalina, una prova muscolare che palesa una voglia manifesta del duo di allontanarsi dalle sonorità più classiche provenienti dalle loro terre, con risultati a nostro avviso egregi. L'album è pervaso da una rigidità che troviamo spesso nell'operato dei Behemoth, ma riesce al contempo ad essere vario e decisamente ben strutturato. A dirla tutta, non ci aspettavamo chissà che quando il promo è arrivato in redazione, ma dobbiamo essere onesti nell'ammettere che questa seconda fatica su lunga distanza degli Helfró è stata di certo una piacevolissima sorpresa, anche in pezzi dall'incedere epico-orchestrale à la Septicflesh come "Sindur".

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