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Sorprende in maniera positiva il primo studio album dei Progeny of Sun Sorprende in maniera positiva il primo studio album dei Progeny of Sun Hot

Sorprende in maniera positiva il primo studio album dei Progeny of Sun

recensioni

titolo
Throne of Desolation
etichetta
Inverse Records
Anno

PROVENIENZA: Finlandia 

GENERE: Melodic/Blackened Death Metal 

FFO: Necrophobic, Watain, Hypocrisy, Behemoth, Dawn, Naglfar 

LINE UP: 
Niko Aromaa - voce 
Jaakko Hautamäki - chitarre 
Joni Kiviniemi - chitarre 
Tuomo Tolkki - basso 
Juha Peura – batteria 

TRACKLIST: 
1. Forged by the Devil [01:31] 
2. Damsel [03:23] =VIDEO UFFICIALE= 
3. Heartless Dome [02:51] 
4. Caldera [02:27] 
5. False Radiance [03:45] =LYRIC VIDEO= 
6. Dweller [04:37] =VIDEO UFFICIALE= 
7. Coward [03:10] 
8. Invasion [04:14] 
9. Courier [04:18] =LYRIC VIDEO= 
10. Restoration [03:35] 
11. Human Disposal Site [03:38] 
12. War of the Ages [09:38] 

Running time: 47:01 

opinioni autore

 
Sorprende in maniera positiva il primo studio album dei Progeny of Sun 2023-12-10 17:33:15 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    10 Dicembre, 2023
Ultimo aggiornamento: 10 Dicembre, 2023
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Si formano nel 2017 per mano del chitarrista Jaakko Hautamäki e del cantante Niko Aromaa i Progeny of Sun, Melodic/Blackened Death Metal band finlandese che dopo un periodo di gavetta con un paio di EP e diversi singoli arriva alla pubblicazione tramite la connazionale Inverse records del proprio debut album a titolo "Throne of Desolation". I due fondatori rappresentano il cuore pulsante ed il motore che spingono avanti una band che incorpora nelle proprie sonorità diverse anime con una certa fluidità. Tutto in quest'opera è costruito per seguire il range vocale nient'affatto male di Niko, capace di passare in continuazione tra scream ferali ed acidi e growl profondi: il comparto strumentale accompagna fedelmente l'operato del proprio vocalist tra furiose accelerazioni, passaggi più ariosi ed atmosferici ricchi di melodie, fraseggi dal flavour epico e battagliero ("Caldera" l'esempio più lampante in quest'ultimo senso). Si può benissimo notare come certa scuola Black Metal svedese (Watain, Naglfar, Dawn) giochi un ruolo importante nelle sonorità dei Nostri, così come il furioso Death/Black melodico dei Necrophobic; ma un ruolo altrettanto importante nella crescita dei Progeny of Sun lo gioca anche il roccioso Melodic Death degli Hypocrisy ("False Radiance"), così come le sacrileghe, diaboliche atmosfere di behemothiana memoria. Tutto questo si traduce in un album decisamente solido e vario che scorre via di traccia in traccia, sorprendendo anche, per certi versi, per la già alta qualità delle composizioni, pensando ovviamente che siamo innanzi ad un debut album. Tra l'altro non fosse per i quasi dieci minuti della conclusiva "War of the Ages", la durata non sarebbe nemmeno così elevata. I quattro singoli rilasciati dall'etichetta finnica sono un perfetto esempio dell'ampio spettro di soluzioni adottate dai Progeny of Sun e possono essere visti come un buon biglietto da visita per cominciare a rendersi conto delle loro potenzialità (in tal senso a colpire maggiormente sono le atmosfere cupe e le ferali melodie dell'ottima "Dweller); al contempo solo acquistando "Throne of Desolation" si potranno ascoltare altri pezzi sicuramente degni di nota come la già citata "Caldera" piuttosto che una "Invasion" o una "Human Disposal Site" (pezzo quest'ultimo dove addirittura sentiamo echi di My Dying Bride/Anathema!). Pur essendo solamente al primo full-length, i Progeny of Sun appaiono immediatamente come una band pronta a scalare le gerarchie del genere; anzi siamo pronti a scommettere che in nemmeno tanto tempo potranno essere tranquillamente messi sullo stesso livello - se non addirittura superiore - di colleghi oggi ben più blasonati, tipo i Thulcandra, tanto per fare un nome. Insomma, in due parole: appuntatevi il loro nome.

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