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Da veterani dell'underground Death Metal arriva il demo di debutto degli Unholy Redeemer Da veterani dell'underground Death Metal arriva il demo di debutto degli Unholy Redeemer Hot

Da veterani dell'underground Death Metal arriva il demo di debutto degli Unholy Redeemer

recensioni

titolo
A Fever to Dethrone All Kings
etichetta
Autoproduzione
Anno

PROVENIENZA: Australia/Danimarca 

GENERE: Death Metal 

FFO: Incantation, Morbid Angel, Sadistic Intent, Cruciamentum, Undergang 

LINE UP: 
Jens Pedersen - voce 
Steven Hull - chitarre 
Jarro Raphael - basso, batteria 

TRACKLIST: 
1. A Fever to Dethrone All Kings [05:49] =AUDIO UFFICIALE= 
2. Revere the Slaughter [04:07] 
3. Halo of Flies [03:26] 

Running time: 13:21 

opinioni autore

 
Da veterani dell'underground Death Metal arriva il demo di debutto degli Unholy Redeemer 2024-01-09 17:52:54 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Gennaio, 2024
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Come ogni anno di questi periodi, oltre alle nuove uscite ci ritroviamo a recuperare qualche disco lasciato per strada durante l'anno appena concluso. Tra questi, c'è il demo d'esordio degli Unholy Redeemer, band che si divideva tra Australia e Danimarca - almeno all'uscita la scorsa estate di questo "A Fever to Dethrone All Kings". Fanno parte della truppa infatti l'ex-Undergang Jens Pedersen alla voce, l'ex-Crucifire Steven Hall alle chitarre, mentre l'intera sessione ritmica è ad appannaggio di Jarro Raphael (Nocturnal Graves, Coffin Lust, ex-Deströyer 666); a loro si è in seguito unito, come bassista, il finlandese Tommi Grönqvist (Desecresy). Uscito autoprodotto in digitale per poi essere stampato su cassetta da Extremely Rotten Production e su CD da Sphere Of Apparition Records, "A Fever to Dethrone All Kings" è un concentrato di Death Metal della vecchia scuola maligno e sulfureo: un breve lavoro di poco meno d'un quarto d'ora dall'incedere spietato; i Nostri sembrano prediligere sin da subito mid/up-tempo ricchi di groove, con chitarre taglienti ed un drumming di precisione chirurgica... peccato solo per il basso relegato ad un ruolo decisamente secondario (o a dirla tutta, si sente appena). Sul piano prettamente stilistico, abbiamo per le mani un lavoro pregno delle lisergiche sonorità di Incantation e Morbid Angel del medio periodo, unite a quel sound sulfureo e malevolo "sporcato" di Goregrind degli Undergang, con il cavernoso e gretto growl di Jens Pedersen protagonista assoluto sul pesante tappeto sonoro creato da Hull e Raphael. Data comunque la natura dell'opera, questo primo ruggito degli Unholy Redeemer è indicato principalmente ai collezionisti incalliti di Death Metal underground, ma è comunque in ogni caso un debutto di cui tenere conto, vuoi per la tanta esperienza dei musicisti coinvolti, vuoi perché è il buonissimo biglietto da visita di un progetto che potrebbe nel prossimo futuro togliersi diverse soddisfazioni. Insomma: segnatevi questo nome!

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