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Metal melodico: debutto per gli Attractive Chaos Metal melodico: debutto per gli Attractive Chaos Hot

Metal melodico: debutto per gli Attractive Chaos

recensioni

titolo
The Fire Between Us
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Before You Hit The Ground
2. Won & Lost =VIDEO UFFICIALE=
3. Come To Me =LYRIC VIDEO=
4. Still Here
5. As You Are =VIDEO UFFICIALE=
6. The Storm =LYRIC VIDEO=

LINE UP:
Emma Elvaston - voce
Clément Botz - chitarre, voce
Pietro Paolo Lunesu - basso, cori
Thomas Calegari - batteria

opinioni autore

 
Metal melodico: debutto per gli Attractive Chaos 2024-02-05 13:46:02 ENZO PRENOTTO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da ENZO PRENOTTO    05 Febbraio, 2024
Ultimo aggiornamento: 05 Febbraio, 2024
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Gli Attractive Chaos sono una sorta di alleanza fra musicisti di diversa provenienza (principalmente Italia e Francia) nata nel 2022 che arriva dopo circa un anno all’EP di debutto "The Fire Between Us", che ricalca in maniera abbastanza netta le orme di gruppi più conosciuti sia nell’ambito del Metal melodico sia nel campo del Progressive/Symphonic Metal. Il nucleo principale della band è composto dal bassista Pietro Paolo Lunesu (Even Flow), dal chitarrista Clément Botz (Beneath My Sins) e la cantante Emma Elvaston (Beneath My Sins), più il session alla batteria Thomas Calegari. Le sei tracce dell’opera non si allontanano particolarmente dagli stilemi tipici del Melodic Metal, ma cercano in compenso di bilanciare la situazione sfruttando le doti individuali dei musicisti coinvolti. Partendo da una produzione bombastica pregna di suoni limpidi e cristallini, i Nostri attaccano a suon di atmosfere orientaleggianti con l’opener “Before You Hit The Ground” (metodo invero decisamente abusato). Viene subito fuori la propensione al tecnicismo che, se da un lato dona valore aggiunto (le ritmiche di basso e batteria hanno un loro perché), dall’altro rischia di diventare mero autoerotismo strumentale. La chitarra di Clément finisce purtroppo nel tranello nonostante cerchi di contenersi puntando inizialmente su un riffing tutto sommato basilare e scontato. A far da cuscinetto ci pensano le vocals della brava Emma, che donano un mood che fa saltare all’orecchio gli Epica ma in maniera meno pomposa. Dalla seconda traccia “Won & Lost” cominciano i veri problemi. Il sound si fa sempre più cervellotico e compresso, stridendo con le buone intenzioni del brano e soprattutto con la meravigliosa performance vocale. In particolare si nota un fastidioso piglio nervoso da metà brano che sfocia in parti eccessivamente compresse e violente che stonano clamorosamente. Non va meglio con l’esagerata semi-ballad “Come To Me”, che sforna dei cori enormi nonostante si noti una buona cura per dettagli e giochi strumentali non ingombranti. Il gruppo fa fatica a far convivere l’anima melodica e quella “pirotecnica” creando un ibrido troppo scombinato. Non è un caso che quando si punta verso un’unica strada venga fuori una perla celestiale come la magnifica “Still Here”, colma di di dolcezza notturna e di un crescendo toccante. “As You Are” ricade nella trappola e mette in mostra inutili manie di protagonismo nel lavoro dei musicisti - soprattutto la chitarra -, rovinando il pathos eroico iniziale (qui i rimandi agli Amaranthe sono oggettivi), mentre la finale “The Storm” pare una pallida copia dell’opener ma in versione più fiacca, nonostante l’ospite Mario Del Rio Escobedo (Erszebeth, The Dark Star Calling, Alia Tempora) che non riesce a salvare le sorti del pezzo. Un lavoro troppo curato nell’aspetto esteriore ma che pecca dal lato compositivo. Non bastano tecnica e cura minuziosa per un buon album.

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