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In Vain, ancora un ottimo disco! In Vain, ancora un ottimo disco! Hot

In Vain, ancora un ottimo disco!

recensioni

gruppo
titolo
"Back to nowhere"
etichetta
Fighter Records
Anno

TRACKLIST:
1. Story of a lie
2. For the fallen
3. The force of thunder =LYRIC VIDEO=
4. Never live again
5. The blind man
6. Metal enlightenment =AUDIO UFFICIALE=
7. Days of glory
8. Back to nowhere
9. The last breath of freedom
10. Dreaming awake
11. Sacred bond

LINE UP:
Daniel Cordón – Voce, Chitarre
Julio Abadía – Chitarre
Mario Arredondo - Basso
Teo Seoane – Batteria

opinioni autore

 
In Vain, ancora un ottimo disco! 2024-02-08 21:32:17 Ninni Cangiano
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    08 Febbraio, 2024
Ultimo aggiornamento: 08 Febbraio, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo conosciuto gli spagnoli In Vain all’epoca del loro quarto album, appunto intitolato “IV”, uscito nel 2017 (ma a noi pervenuto nel 2018), rimanendone colpito molto favorevolmente, così tanto che mi ero meravigliato come una band di simile talento fosse costretta all’autoproduzione; sono passati un po’ di anni e gli In Vain si ripresentano forti di un contratto con la madrilena Fighter Records - sub-label di Xtreem Music - con questo “Back to nowhere” che è il loro sesto album (nel 2021 era uscito il quinto LP, “All hope is gone”, per un’etichetta minore spagnola che non ci è mai arrivato). Il disco è composto da undici tracce per la durata totale di circa 3/4 d’ora ed ha un bell’artwork che rappresenta un monatto tra la nebbia. Lo stile è sostanzialmente rimasto invariato rispetto al passato: un Thrash molto ritmato con qualche lontano richiamo al Power Metal di scuola teutonica (Orden Ogan su tutti); naturalmente le chitarre di Julio Abadía (solista) e Daniel Cordón sono protagoniste nel sound, ma anche la batteria dell’ottimo Teo Seoane ha la sua importanza fondamentale; il basso di Mario Arredondo, invece, dà spessore al wall of sound con un lavoro egregio in sottofondo, facendosi comunque sentire ed apprezzare. Lo stesso Daniel Cordón si occupa anche di cantare ed il suo vocione sporco e roco (che ricorda vagamente quello di Gabriele Bruno degli Spellblast) è aggressivo al punto giusto, ma è anche estremamente versatile ed espressivo, dimostrandosi uno dei migliori cantanti Thrash che ci sono attualmente in giro! Ho ascoltato e riascoltato più e più volte questo disco, rimanendone sempre estasiato, grazie ad un gusto raffinato, sia per la parte melodica che per quella più carica di groove e ricca di energia. Il songwriting poi è estremamente convincente ed efficace ed i brani hanno quasi tutti durate contenute, badando dritto al sodo; anche quando il minutaggio sale (“The last breath of freedom” e “Dreaming awake”, in cui ci sono chiari richiami agli Iron Maiden nelle parti strumentali), comunque, i pezzi rimangono ugualmente incisivi e non si perdono mai in inutili ammennicoli. La produzione è pressoché perfetta, bella pompata e carica, con un impatto che è letteralmente una mazzata sulle gengive e goduria per i padiglioni auricolari di ogni thrashers che si rispetti! Siamo solo all’inizio del 2024, ma ritengo che quest’anno, in campo Thrash Metal, sarà molto difficile per chiunque, anche per i cosiddetti “Big”, far meglio di questo “Back to nowhere” degli In Vain, un gruppo che è ormai garanzia di qualità assoluta!

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