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Metal De Facto, la prima parte di un concept sul Giappone Metal De Facto, la prima parte di un concept sul Giappone Hot

Metal De Facto, la prima parte di un concept sul Giappone

recensioni

titolo
“Land of the Rising Sun – Pt. 1”
etichetta
Rockshots Records
Anno

TRACKLIST:
1. Rise Amaterasu =VISUALIZER VIDEO=
2. Code of the samurai
3. Heavier than a mountain
4. Slave to the power
5. Divine wind
6. Tame the steel =VISUALIZER VIDEO=
7. Superstars
8. 47 Ronin

LINE UP:
Aitor Arrastia - Voce
Esa Orjatsalo – Chitarre
Mikko Salovaara - Chitarre
Sami Hinkka - Basso
Benji Klint-Connelly – Tastiere
Atte Marttinen – Batteria

opinioni autore

 
Metal De Facto, la prima parte di un concept sul Giappone 2024-02-09 13:03:24 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    09 Febbraio, 2024
Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio, 2024
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A ben cinque anni di distanza dal loro debut album “Imperium Romanum”, tornano a farsi sentire i finlandesi Metal De Facto con un nuovo full-length dedicato al Giappone ed alla sua cultura e storia, intitolato “Land of the Rising Sun – Pt. 1” (dal che si deduce che ci sarà anche un seguito prima o poi). La prima differenza con il passato, oltre alla tematica differente, è la presenza del nuovo cantante, lo spagnolo Aitor Arrastia che ha preso il posto di Mikael Salo. A livello di sound non ci sono particolari cambiamenti, dato che la band suona sempre un Power Metal di scuola scandinava della cui rinascita si fanno promotori sin dai loro esordi, quindi melodie azzeccate, parti soliste di gusto e voce acuta ed espressiva (in questo Arrastia non fa rimpiangere il suo predecessore). Ciò che non torna è che questo disco è ondivago e poco compatto; cerco di spiegarmi meglio: accanto a gemme di Power Metal, come ad esempio l’accoppiata iniziale “Rise Amaterasu” e “Code of the samurai”, ci sono pezzi che funzionano meno bene e che, guarda caso, hanno anche il minutaggio maggiore; mi riferisco, ad esempio, alla ripetitiva “Heavier than a mountain” (in cui si perde il conto delle volte in cui si ripete la parola “I”) ed alla lunga conclusiva “47 Ronin”. Fortunatamente i brani migliori sono la maggioranza ed ecco che una canzone come “Slave to the power”, aperta alla grandissima dal basso di Sami Hinkka, ti si ficca in testa immediatamente; altrettanto valide anche “Divine wind” e “Superstars”. Sembra insomma quasi che la band abbia al suo interno due anime differenti, una che è più solare e positiva ed un’altra meno orecchiabile e più contorta; non so se dipenda dalle tematiche affrontate nei testi, fatto sta che alcune tracce sono meno convincenti ed efficaci di altre, cosa che non era invece successa con il debut album. Ciò non toglie, comunque, che i Metal De Facto abbiano realizzato comunque un buon disco con questo “Land of the Rising Sun – Pt. 1” ma, se vogliono davvero far rinascere il Power Metal (a patto che non sia sempre vivo e vegeto!), per la seconda parte di questa serie dovranno far meglio.

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