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Un secondo album denso e ricco di dettagli per gli Spectral Voice Un secondo album denso e ricco di dettagli per gli Spectral Voice Hot

Un secondo album denso e ricco di dettagli per gli Spectral Voice

recensioni

titolo
Sparagmos
etichetta
Dark Descent Records
Anno

PROVENIENZA: Stati Uniti 

GENERE: Death/Doom Metal 

FFO: Mortiferum, Disembowelment, Rippikoulu, Krypts, Hooded Menace 

LINE UP: 
E. Wendler - voce, batteria 
M. Kolontyrsky - chitarre 
P. Riedl - chitarre 
J. Barrett - basso 

TRACKLIST: 
1. Be Cadaver [11:53] 
2. Red Feasts Condensed into One [13:17] =VISUALIZER VIDEO= 
3. Sinew Censer [07:40] =AUDIO UFFICIALE= 
4. Death's Knell Rings in Eternity [12:51] 

Running time: 45:39 

opinioni autore

 
Un secondo album denso e ricco di dettagli per gli Spectral Voice 2024-02-09 17:33:58 Daniele Ogre
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    09 Febbraio, 2024
Ultimo aggiornamento: 09 Febbraio, 2024
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ci sono gruppi che in certi ambiti hanno bisogno di ben poche presentazioni; è il caso degli Spectral Voice, gruppo che già dagli esordi con l'EP "Necrotic Doom" e con il grandioso primo full-length "Eroded Corridors of Unbeing" - uscito ormai quasi sette anni fa - diede il via ad una nuova poderosa ondata Death/Doom che col tempo ci ha portato gruppi come Bloodsoaked Necrovoid e Mortiferum. Proprio questi ultimi, sono da annoverarsi con gli stessi Spectral Voice, Tomb Mold e Blood Incantation come i principali gruppi dell'ondata old school Death Metal che imperversa da qualche anno, e per quanto riguarda i Nostri, oltre che per le buonissime pubblicazioni ed i mefitici live, è anche volenti o nolenti per la 'parentela' con i Blood Incantation, in cui militano 3/4 degli Spectral Voice. Ed è anche per questo il tempo dilatato tra una pubblicazione e l'altra della Death/Doom band di Denver - non contando qualche split, l'ultimo dei quali è quello maestoso con gli Undergang -; ma per quanto la genesi di questo secondo album a titolo "Sparagmos" - licenziato da Dark Descent Records - sia stata alquanto complicata, il tempo passato è servito agli Spectral Voice per donare ancor più maggiore maturità alle proprie composizioni. Nei quattro lunghissimi pezzi che compongono quest'album è ovviamente sempre presente quella "componente Disembowelment" che da sempre è le fondamenta di quanto gli Spectral Voice offrono, ma il quartetto oggi riesce a guardare con sguardo fermo e dritto anche verso altre direzioni, giocando ad esempio con le atmosfere funeree - invadendo i territori del Funeral Doom à la Bell Witch - come nella parte finale dell'opener "Be Cadaver", o triturando l'ascoltatore con accelerazioni assassine Blackened Death che rimandano ad Incantation e Dead Congregation, o ancora dimostrando che in questo nuovo lavoro ci sia il preciso intento di esplorare dando ai propri pezzi contorni ancor più lugubri e caliginosi rispetto al meraviglioso album d'esordio. Il tutto è però ammantato da un'aura sinistra e spettrale - in nomen omen - con arpeggi luciferini ed empi cori ("Red Feasts Condensed into One", "Sinew Censer"). Dopo diversi ascolti in più condizioni, il nostro consiglio principale è quello di ascoltare "Sparagmos" in cuffia: questo secondo album degli Spectral Voice è infatti un lavoro estremamente denso - se non proprio uno dei più densi dell'ultima decina d'anni - e ricco di particolari che ad un ascolto meno attento potrebbero sfuggire, soprattutto per quanto riguarda la struttura dei pezzi che si fa vieppiù labirintica con lo scorrere dei minuti. Ok, probabilmente ormai gli spectral Voice saranno sempre sacrificati sull'altare dei Blood Incantation, ma se le lunghe attese portano ad un lavoro come "Sparagmos", allora è qualcosa a cui possiamo starci. Soprattutto perché con questa loro nuova opera gli Spectral Voice dimostrano di non desiderare affatto sedersi sugli allori, quanto sperimentare nuove soluzioni che ne accrescano ulteriormente il lato compositivo. Anche se siamo solo a febbraio, possiamo già essere certi che questo sarà uno dei migliori dischi Death Metal dell'anno. e non che ci aspettassimo qualcosa di diverso.

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