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Ember Belladonna, un debutto fin troppo poco Metal Ember Belladonna, un debutto fin troppo poco Metal Hot

Ember Belladonna, un debutto fin troppo poco Metal

recensioni

titolo
"The grove"
etichetta
Autoproduzione
Anno

TRACKLIST:
1. Tenelach =VIDEO UFFICIALE=
2. Heart of the grove
3. The wild hunt
4. Ruination
5. The grove
6. Spirit woman
7. Unnamed
8. Heart of the grove (intrumental)

LINE UP:
Ember Belladonna – Flauto
Justin Bender – Chitarre
Saint Zapp – Batteria

Ospiti:
Laura Inferno (The Inferno Doll) – su "Spirit Woman"
The Darkeyed Musician – su "The Grove"
James Delbridge (Lycanthro) - su "Ruination"

opinioni autore

 
Ember Belladonna, un debutto fin troppo poco Metal 2024-02-23 12:55:57 Ninni Cangiano
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    23 Febbraio, 2024
Ultimo aggiornamento: 24 Febbraio, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ember Belladonna (all’anagrafe Emma Kramer-Rodger) è una musicista canadese che, sin da quando aveva 9 anni, suona il flauto; ispirata da gente come Myrkur, Heilung ed Eluveitie, suona una specie di Folk Metal, molto melodico e poco ritmato con il suo flauto naturalmente quale strumento principale, mentre chitarra e batteria fanno sostanzialmente solo da accompagnamento. Arriva in questo mese di febbraio ad autoprodurre il proprio debut album intitolato “The grove”, dotato di copertina che non esalta granché; il disco è composto da otto tracce per una durata molto breve, quasi quanto un mini-album, di circa 28 minuti. La parte strumentale è preponderante e ci sono parti vocali solo su alcuni pezzi, a cura di vari ospiti non proprio noti alle masse. Bisogna essere del giusto spirito per mettersi all’ascolto di questi componimenti, dato che il sound è decisamente particolare, molto oscuro ed onirico, decisamente poco ritmato e “poco Metal” e sicuramente non orecchiabile; se quindi cercate qualcosa che possa darvi energia o essere easy listening, siete sul disco sbagliato. Se, invece, vi piacciono questi ritmi alienanti e queste musiche tutt’altro che scontate, ecco che Ember Belladonna potrebbe fare al caso vostro. A livello di tematiche ci troviamo davanti ad una sorta di concept album che racconta la storia di una donna che ha subito torti da parte degli uomini nella vita; dopo la sua morte, risorge dalla tomba e dà la caccia alle persone che le hanno fatto del male prosciugandone il sangue. I vari ascolti dati a questo disco non sono mai stati semplici, sia per la pressoché totale mancanza di elettricità, ma anche perché il flauto è uno strumento decisamente particolare che, in questo sound, dona quasi un’aura di tristezza e decadentismo al tutto (proprio per questo facevo riferimento in precedenza al giusto spirito per apprezzare queste sonorità). Qui di musica Metal c’è davvero poco e diventa perfino difficile far rientrare Ember Belladonna nel calderone del Folk Metal con questo suo “The grove”, debut album che avrebbe bisogno di un po’ più di energia per poter essere apprezzato dai più; a questa maniera, infatti, si finisce in una ristretta nicchia per pochi eletti.

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