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Suffer: un buon secondo album indicato in primis per i fans dei Carcass Suffer: un buon secondo album indicato in primis per i fans dei Carcass Hot

Suffer: un buon secondo album indicato in primis per i fans dei Carcass

recensioni

gruppo
titolo
Grand Canvas of the Aesthete
etichetta
Wise Blood Records
Anno

PROVENIENZA: Stati Uniti 

GENERE: Death Metal 

FFO: Carcass, Asphyx, Undeath, Immolation, Exhumed 

LINE UP: 
C.R. Petit - voce, chitarre 
Justin Aeschliman - chitarre 
Jason Ellsworth - basso 
René Gerbrandij - batteria (session) 

TRACKLIST: 
1. Grand Canvas of the Aesthete [05:26] 
2. Ashened Frolic; The Exquisite Promenade [05:38] =TRACK STREAM= 
3. Plentiful • Copious • Bountiful [05:39] 
4. Inhalent Caustic Foray [05:07] 
5. The Fetching Cranley Gardens [05:56] 
6. Carnal Flesh Parade [05:05] 
7. Pernicious Precarious Mess [05:18] 
8. Human Primal Cuts [05:59] =TRACK STREAM= 

Running time: 44:05 

opinioni autore

 
Suffer: un buon secondo album indicato in primis per i fans dei Carcass 2024-03-30 15:32:28 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    30 Marzo, 2024
#1 recensione  -   Guarda tutte le mie opinioni

E' stata una carriera purtroppo un po' troppo a singhiozzo quella degli statunitensi Suffer: i deathsters di Sioux Falls si formano negli anni '90, periodo in cui - fino al '99 - rilasciano diversi demo, prima di fermarsi e riprendere dal 201 al 2018 - anni in cui arrivano il primo album "konQbine" e l'EP "Instruments of Grace" -; nel 2022 ci riprovano ed ecco quindi tornare C.R. Petit, Justin Aeschliman e Jason Ellsworth: l'anno scoros pubblicano l'EP "Gristle, Bruised Spots, & Trimmed Fat" e oggi tramite Wise Blood Records arriva il secondo studio album "Grand Canvas of the Aesthete", in cui si avvalgono della collaborazione dietro le pelli di René Gerbrandij e per gli assoli del loro ex membro Daron Petit. Per chi non è familiare con l'operato dei Suffer, possiamo farvi capire le coordinate stilistiche dei Nostri facilmente: Carcass ed Exhumed sono le principali fonti d'ispirazione della band del South Dakota, soprattutto la leggenda britannica, vuoi per l'incessante groove che permea l'intera opera, vuoi anche perché la voce di C.R. ricorda molto da vicino quella di mr. Jeff Walker. I Suffer cercano comunque di dare qualche variazione al solito tema nelle loro composizioni: possiamo qui trovare diverse divagazioni melodiche - specie nelle chitarre soliste -, rocciose accelerazioni di stampo US Death Metal o anche patterns decisamente vicini al Death/Doom degli Asphyx ("Ashened Frolic; The Exquisite Promenade" ne è un esempio). Tutto ciò comporta che nonostante le otto tracce di "Grand Canvas of the Aesthete" si attestino tutte tra i 5 ed i 6 minuti, i Suffer riescono sempre a tenere alta la tensione grazie a buoni cambi di registro che permettono a chi ascolta di non venir meno in quanto ad attenzione. Ecco, magari la durata è un po' un'arma a doppio taglio, visto che se non ascoltato col giusto mood si può provare un senso di stanchezza verso la fine dell'opera, ma in generale possiamo dire che questo secondo album dei Suffer è un disco solido che, per quanto non brilli per originalità, si lascia ascoltare, anche grazie ad un paio di pezzi come "Plentiful • Copious • Bountiful" e "Carnal Flesh Parade" qualitativamente leggermente superiori agli altri. Dal canto nostro, per i Suffer arriva una sufficienza piena, raggiunta dai Nostri in tutta scioltezza.

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