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I Rage ci regalano un mastodontico doppio album I Rage ci regalano un mastodontico doppio album

I Rage ci regalano un mastodontico doppio album

recensioni

gruppo
titolo
"Afterlifelines"
etichetta
Steamhammer/SPV
Anno

TRACKLIST:
CD 1
1. In the beginning
2. End of illusions
3. Under a black crown =VIDEO UFFICIALE=
4. Afterlife
5. Dead man's eyes
6. Mortal
7. Toxic waves
8. Waterwar
9. Justice will be mine
10. Shadow world
11. Life among the ruins
CD 2
1. Cold desire =VIDEO UFFICIALE=
2. Root of our evil
3. Curse the night
4. One world
5. It's all too much
6. Dying to live =VIDEO UFFICIALE=
7. The flood
8. Lifelines
9. Interlude
10. In the end

LINE UP:
Peter “Peavy” Wagner - voce, basso
Jean Borman - chitarre
Vassilios “Lucky” Maniatopoulos - batteria

opinioni autore

 
I Rage ci regalano un mastodontico doppio album 2024-03-30 16:29:31 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    30 Marzo, 2024
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Per festeggiare i quarant'anni di carriera, arrivati nel 2023 (i primi demo degli Avenger, precedente incarnazione dei Rage, risalgono appunto al 1983), Peavy Wagner ha pensato di fare le cose in grande, regalando ai propri fans addirittura un doppio album, intitolato “Afterlifelines”, composto da ventuno tracce, per circa un’ora e mezza di musica in cui il marchio “Rage” è impresso a fuoco. Ventuno tracce una più bella dell’altra, in cui i Rage hanno spaziato nel loro tipico sound, ma con riferimenti a ciò che hanno fatto in tutta la loro carriera, dai momenti più duri quasi Thrash a quelli più leggeri e melodici, in cui si sente anche qualche parte orchestrale, chiaro riferimento al periodo in cui i Rage collaborarono con la Lingua Mortis Orchestra. Parlare di così tanti brani comporterebbe la classica recensione fiume a cui sono da sempre refrattario, basti sapere che i due CD sono pieni zeppi di canzoni di ottima fattura e che comunque il livello qualitativo è sempre costantemente superiore alla media, come i Rage ci hanno da sempre abituati. Chi, come il sottoscritto, è fan della band tedesca, non rimarrà deluso, ma anzi tenderà ad esaltarsi con splendide tracce come la durissima opener “End of illusions” (dopo l’intro “In the beginning”) o la successiva “Under a black crown” (che non sfigurerebbe in capolavori come “Trapped!” o “The missing link”!), ma anche in “Toxic waves” (che ricorda i periodi di Smolski), per arrivare alla fantastica “Justice will be mine” (forse tra le migliori canzoni mai scritte dai Rage) e chiudere il primo CD con l’ottima “Life among the ruins”. Sul secondo disco, quello leggermente più melodico (con ospiti un quartetto di archi, alcuni fiati e le tastiere di Marco Grasshoff), colpisce l’incedere di “Root of our evil”, la sinfonica “One world”, ma anche l’acustica “Dying to live” (in cui Peavy mette in mostra inattese capacità canore!), la melodica “The flood”, fino alla mastodontica “Lifelines”, lunga suite dalle molteplici sfaccettature che evidenzia la notevole capacità nel songwriting del buon vecchio leader. A discapito dei detrattori, i Rage sono ancora qui, a quarant'anni suonati dal loro esordio come Avenger, regalando ai propri fans un disco come al solito di qualità superiore alla media; questo “Afterlifelines” non potrà infatti mancare nella collezione dei fans della band tedesca e del Power Metal in genere!

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