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Abhor, ancora una volta! Abhor, ancora una volta!

Abhor, ancora una volta!

recensioni

gruppo
titolo
Sex Sex Sex (Ceremonia Daemonis Anticristi)
etichetta
Iron Bonehead Productions
Anno

LINE UP: 
Ulfhedhnir - voce
Domine Saevum Graven - chitarre, basso, voce
Kvasir - basso, chitarre
Juuso Peltola - tastiere (session)
Emanuele Collato - batteria (session)

TRACKLIST: 
1. The Curse of the Twins
2. Ceremonia Daemonis Anticristi =VIDEO UFFICIALE=
3. At the Edge of the Circle
4. Ode to the Snake
5. Ritual Satanism
6. Evil Mentor =TRACK VIDEO=
7. Beelzebuth (Mystifier cover)
8. October 31st, 2010
9. The Call (Forti Animo Sum)
10. Violet Coven

opinioni autore

 
Abhor, ancora una volta! 2024-03-30 18:22:24 Anthony Weird
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Anthony Weird    30 Marzo, 2024
Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 2024
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Black Metal grezzo come piace a me. Gli Abhor, band storica di Padova, non si smentiscono e, per l’ottava volta in studio, sfornano un lavoro in linea con la loro proposta di sempre. Black Metal con tanta atmosfera pregna di orrori ed erotismo già dal titolo, un po’ tamarro ma di sicuro effetto, e l’inquietantissima “The Curse of the Twins”! Pezzi magnifici come “Ode to the Snake” e “Violet Coven” da soli valgono l’intero album, espliciti, malefici, pregni di una cattiveria controllata e dosata, in modo da essere ancora più tremenda! Non mancano riferimenti al Black di inizio anni '90, con organi sinistri (ricordate i primi Dimmu Borgir?). Inneggiamenti deliranti in vortici senza speranza e un sacco di sesso! Tutte cose che ci piacciono e ci fanno apprezzare questo lavoro sapiente e competente, è chiaro fin da subito che i padovani sanno di cosa parlano, studiano le oscure arti e conoscono benissimo i loro strumenti e la storia dell’arte che propongono, un ennesimo grande tassello che si aggiunge alla tradizione del Black italiano underground, che non ha niente da invidiare al più blasonato Black norvegese. Chiariamo, non ci troviamo di fronte ad un capolavoro, ci mancherebbe, è un disco che piacerà agli appassionati del genere e difficilmente raggiungerà il cuore e persino le orecchie di altri, ma chi sa apprezzarlo, non resterà deluso!

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