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Ironbound, nella tradizione dell'Heavy Metal Ironbound, nella tradizione dell'Heavy Metal Hot

Ironbound, nella tradizione dell'Heavy Metal

recensioni

gruppo
titolo
"Serpent's kiss"
etichetta
Ossuary Records
Anno

TRACKLIST:
1. Doomsday to come
2. Holy sinners =LYRIC VIDEO=
3. Serpent’s kiss
4. The destroyer of worlds
5. The new dawn
6. Forefathers’ rites
7. Vale of tears
8. The healer of souls

LINE UP:
Łukasz Krauze – voce
Michał Halamoda – chitarra solista
Krzysztof Całka – chitarra ritmica
Zbigniew Bizoń – basso
Adam Całka - batteria

opinioni autore

 
Ironbound, nella tradizione dell'Heavy Metal 2024-04-01 08:51:52 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    01 Aprile, 2024
Ultimo aggiornamento: 01 Aprile, 2024
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Avevo conosciuto i polacchi Ironbound nel 2021, all’epoca del loro debut album ”The Lightbringer”; li ritrovo tre anni dopo con il loro secondo full-length intitolato “Serpent’s kiss”, uscito ancora una volta per la polacca Ossuary Records. Il disco è composto da otto pezzi (inutile strafare ed “allungare il brodo”!) per una durata totale di circa 46 minuti e mezzo ed ha in copertina lo stesso personaggio che avevamo trovato sul debut album, come una sorta di mascotte della band. Il sound sostanzialmente non è cambiato, grazie anche al fatto che la formazione è rimasta intatta; abbiamo quindi davanti il classico Heavy Metal di cui sono da sempre maestri gli Iron Maiden. E proprio la band di Steve Harris credo sia la principale fonte d’ispirazione degli Ironbound, dato che lo strumento protagonista, assieme alla chitarra solista di Michał Halamoda, è il basso dell’ottimo Zbigniew Bizoń che si fa sentire in maniera strepitosa (ascoltatelo nell’attacco della meravigliosa “The destroyer of worlds” per capire), connotando tutto il sound del gruppo. Aggiungete che il singer Łukasz Krauze è evidentemente cresciuto a pane e Bruce Dickinson e le similitudini sono al completo! Ecco forse il ritmo, dettato dall’ottimo batterista Adam Całka, è leggermente differente, nel senso che il gruppo polacco è più brillante e veloce di quanto gli Iron Maiden facciano normalmente (ci sono sempre le eccezioni, come “Gangland”, “Flash of the blade” e pochi altri vecchi pezzi), grazie anche ad un maggiore uso della doppia cassa. Evitiamo discorsi su originalità ed innovazione, vocaboli credo sconosciuti agli Ironbound, perché non è questo il terreno adatto, perché qui si omaggia la tradizione e poco ce ne importa se in tanti hanno suonato come questo gruppo in oltre quarant'anni! I vari ascolti dati a questo disco sono sempre stati estremamente gradevoli, soprattutto per un vecchietto come il sottoscritto che ha avuto la fortuna di vivere la propria gioventù nei meravigliosi anni ’80. Già, non so quanto queste sonorità old style, sia pure registrate perfettamente con tecnologia al passo coi tempi, possano affascinare le giovani leve di metallari, ma questo, lasciatemelo dire, è l’Heavy Metal, è come deve essere suonato e cantato e non ci sono storie, né niente altro da aggiungere! Se siete fans del vero Heavy Metal, questo “Serpent’s kiss” degli Ironbound farà sicuramente al caso vostro.

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