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Skyconqueror: Heavy Metal che guarda rigorosamente al passato! Skyconqueror: Heavy Metal che guarda rigorosamente al passato! Hot

Skyconqueror: Heavy Metal che guarda rigorosamente al passato!

recensioni

titolo
Under The Pentagram
etichetta
Autoproduzione
Anno

Tracklist:

1 Monolith 

2 Demon 

3 The Sanctuary of '83 

4 Horsemen of the Grail 

5 The Dusk 

6 Under the Pentagram 

7 Fallen Rainbow Warrior 

8 Bells of Fate 

9 Through Different Eyes 

10 Running High 

11 Blade of Black

 

Line-up:

Carsten Stiens - Drums 

Jan Tappert - Guitars 

Mirko Jankord - Bass 

Daniel Hiller - Vocals 

opinioni autore

 
Skyconqueror: Heavy Metal che guarda rigorosamente al passato! 2014-08-17 10:00:39 Pietro La Barbera
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Pietro La Barbera    17 Agosto, 2014
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

"Under The Pentagram" è il secondo album per i tedeschi Skyconqueror, fautori di un rovente Heavy Metal rigorosamente old school. Il quartetto proveniente dalla Vestfalia, ci propone una sequenza di tracce forgiate nella lezione di maestri quali: Accept, Running Wild, Heavy Load, senza dimenticare l'ombra minacciosa dell'US Metal e l'immancabile NWOBHM. Come da buona tradizione dell'Heavy Metal teutonico, ogni pezzo possiede forti connotazioni anthemiche, ovviamente si tratta di un trionfo del già sentito, ma i ragazzi dimostrano di avere delle buone capacità compositive, elemento fondamentale per chi affronta un percorso stilistico di questo tipo. L'opener "Monolith" è un anthem che mi ha fatto subito venire in mente gli Shok Paris di "Go For The Throat", con una serie di riff abrasivi e buone linee melodiche. La successiva "Demon" è una bella cavalcata che, difficilmente non potrà non ricordare i primissimi Running Wild: ascoltare per credere! "The Sanctuary of '83" ha un sentore epico memore degli Heavy Load, mentre la successiva "Horsemen of the Grail" è una poderosa cavalcata costituita da riff incisivi, rifinita da un refrain ideale per essere proposto in sede live. "The Dusk" avanza lenta e maestosa, introdotta da un delicato arpeggio acustico, mettendo in bella mostra un bel lavoro di chitarra ed un ottima interpretazione vocale. La title-track è una tempesta d'acciaio che riesce a far convivere tentazioni US Metal ad un riffing targato Saxon, mentre "Fallen Rainbow Warrior" è una cavalcata che trae linfa dalla NWOBHM, venendo rifinita da una parte strumentale dove le chitarre si sfidano a duello. Le smitragliate chitarristiche tornano protagoniste in "Bells of Fate", pezzo costituito da un refrain di buon impatto. Un arpeggio in cui chitarra e basso si intrecciano, costituiscono la base dello strumentale "Through Different Eyes", pezzo carico di atmosfere dal sapore antico. L'assalto riprende con la terremotante "Running High", pezzo che nel riffing, fonde mirabilmente AC/DC ed Accept. L'album si chiude con "Blade of Black", traccia che mette in bella mostra la capacità di creare dei refrain di buon impatto, venendo rifinita da un buon assolo di chitarra. Al termine dell'ascolto posso affermare che, "Under The Pentagram" è un album che diverte, proponendo una miscela di Heavy Metal abrasivo e coinvolgente nelle sue diramazioni; non inventano nulla i nostri, ma la sensazione è che al quartetto tedesco questo non importi minimamente. L'album non è privo di difetti, uno dei quali è la mancanza di assoli più ispirati ed incisivi che, senza dubbio, avrebbero completato al meglio un lavoro comunque molto piacevole.

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