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E.P. dei Grave Digger in attesa del nuovo album E.P. dei Grave Digger in attesa del nuovo album Hot

E.P. dei Grave Digger in attesa del nuovo album

recensioni

titolo
Home at last
etichetta
Napalm Records
Anno

 

Track-list:

 

01. Home at last

02. Rage of the savage beast

03. Metal will never die

04. Ballad of a hangman (Live)

05. Excalibur (Live)

06. Heavy metal breakdown (Live)

 

opinioni autore

 
E.P. dei Grave Digger in attesa del nuovo album 2012-08-06 20:07:47 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    06 Agosto, 2012
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In attesa dell’uscita del nuovo album “Clash of the Gods” (che dovrebbe essere un concept basato sull’Odissea di Omero), prevista per fine agosto, i tedeschi Grave Digger pubblicano un interessante E.P. di 6 pezzi intitolato “Home at last” (dotato, tra l’altro, di una splendida copertina!!), in cui la sola title-track andrà a far parte dell’album. Accanto a questo brano, troviamo 3 registrazioni dal Wacken Festival del 2010 rispettivamente di “Ballad of a hangman” e le intramontabili “Excalibur” ed “Heavy metal breakdown”, per le quali ritengo inutile aggiungere altre parole. Ci sono anche due pezzi inediti ed esclusivi, intitolati “Rage of the savage beast” e “Metal will never die”. Ma andiamo in ordine e partiamo dalla title-track in apertura di cd; si tratta di una power-song alquanto cadenzata, con le classiche atmosfere a cui ci hanno abituato i Grave Digger; devo dire che il coretto mi ha ricordato un po’ “Over the hills and far away” nella versione portata al successo dai Nightwish, ma è solo una certa somiglianza di note musicali. Il secondo pezzo si mantiene sempre sullo stesso ritmo cadenzato, scandito alla grande dalla voce roca del leader Chris Boltendahl; fortunatamente per me dura solo 4 minuti, altrimenti avrei faticato alquanto a sopportare certi ritmi poco veloci. L’ultimo inedito “Metal will never die” ha un testo degno dei Manowar più oltranzisti e musicalmente non dispiace lasciandosi ascoltare piacevolmente; il coretto, poi, è alquanto orecchiabile, quindi non meravigliatevi se sotto la doccia vi troverete a canticchiare “All for one and all for metal, metal will never die”...
Un discreto antipasto, insomma, questo “Home at last”; mi auguro di trovare un po’ più di ritmo e velocità nell’album, perché i Grave Digger li preferisco quando sono più frizzanti... un po’ come nei tre brani live che chiudono questo mini-cd dal prezzo giustamente economico.

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