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Il periodo più oscuro dei canadesi Anvil. Il periodo più oscuro dei canadesi Anvil. Hot

Il periodo più oscuro dei canadesi Anvil.

recensioni

gruppo
titolo
Plugged in Permanent - Absolutely No Alternative
etichetta
SPV/Steamhammer
Anno

SPV/Steamhammer ci conduce in un viaggio nei quattro dischi "oscuri" dei leggendari Anvil. Dopo i fortunati anni 80', come molte altre band, anche la loro stella sembrava calare...

 

Plugged In Permanent:

Racial Hostility
Doctor Kevorkian
Smokin' Green
Destined For Doom
Killer Hill
Face Pull
I'm Trying To Sleep
Stolen
Five Knuckle Shuffle
Truth Or Consequence
Guilty

Absolutely No Alternative:

Old School
Green Jesus
Show Me Your Tits
No One To Follow
Hair Pie
Rubber Neck
Piss Test
Red Light
Black Or White
Hero By Death

opinioni autore

 
Il periodo più oscuro dei canadesi Anvil. 2012-08-07 11:56:34 Dario Onofrio
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Dario Onofrio    07 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 07 Agosto, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Se dovessimo motivare la scelta di pubblicare una raccolta di dischi, non lo faremmo solo per il vil denaro. È esattamente ciò che penso di questa operazione made in SPV/Steamhammer, che ha deciso di fotografare il periodo probabilmente più buio della carriera degli Anvil. Più buio non per scarsità di idee compositive o poca voglia di suonare heavy metal come si deve, ma semplicemente per una freddezza particolarmente evidenziata a partire da Plugged In Permanent e Absolutely no Alternative. Mi sembra doveroso, più che parlarvi della musica (a cui comunque dedicherò spazio in questa recensione), parlarvi di come andarono le cose per il terzetto canadese a quell'epoca. Anzitutto, nel 95' la storica formazione subisce il primo cambio di formazione: al posto di Sebastian Marino alla chitarra subentra Ivan Hurd, massiccio e grezzo sconosciuto, che diventerà famoso per i suoi riffoni, mentre al posto di Mike Duncan al basso entra Glenn Five. Grandi cambiamenti per la leggendaria band di Steve Lips, dunque, ma mai radicali come il passaggio alla Hypnotic Records. Eppure non si può accusare nessuno del declino che questi quattro album rappresentano agli occhi di critica e pubblico. Tante belle idee, musica tecnicamente perfetta, suoni a posto... Ma sin da Plugged in Permanent c'è qualcosa di strano, un'atmosfera non pregna di metallo fuso come i vecchi dischi... Anzi, se vogliamo proseguire la recensione sulla strada dei paragoni direi che è come sentire due pezzi di metallo freddo che si scontrano. Andiamo alle influenze (perché ce ne sono, e si sentono): Steve & co. sembrano guardare al thrash tecnico degli anni 90' rispetto alle scelte fatte da altre band, restando sulla rozzezza, sia per quanto riguarda musica che testi (vedere per esempio Face Pull per la durezza e Piss Test per i testi), non c'è una gran varietà. Sparare riff a manetta, possibilmente pesantissimi, diventa l'obiettivo di questi due dischi, peraltro usciti in due anni conseguenti! Forse fu l'etichetta a spingere così sui canadesi? O furono altre ragioni che portarono a questo songwriting un po' banalotto e poco trascinante? Sarà una domanda che continuerete a porvi riscoprendo questo periodo degli Anvil. Plugged in Permanent e Absolutely No Alternative, chiusi in questa edizione particolare, saranno un appetitoso boccone per i collezionisti, ma non per chi ha intenzione di scoprire così la leggendaria band di Steve Lips. Se riuscirono a riprendersi con i lavori successivi, ve lo spiegherò nella prossima recensione proprio su quei dischi.

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