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Che bomba il nuovo album dei Testament! Che bomba il nuovo album dei Testament! Hot

Che bomba il nuovo album dei Testament!

recensioni

gruppo
titolo
Dark roots of Earth
etichetta
Nuclear Blast
Anno

 

1) Rise up

2) Native blood

3) Dark roots of Earth

4) True american hate

5) A day in the death

6) Cold embrace

7) Man kills mankind

8) Throne of thornes

9) Last stand for independence

 

opinioni autore

 
Che bomba il nuovo album dei Testament! 2012-08-10 20:55:40 Ninni Cangiano
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    10 Agosto, 2012
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Lo ammetto: i Testament sono la mia thrash band preferita in assoluto da sempre, sin dai tempi d’oro di “The legacy” e “The new order” (ero un ragazzetto allora!) seguo la band del mitico Chuck Billy ed ogni volta attendo con trepidazione l’uscita di un nuovo lavoro. Questa volta, a distanza di 4 anni dal meraviglioso “The formation of damnation”, l’album si intitola “Dark roots of Earth” e presenta una copertina a dir poco strepitosa, opera di Eliran Kantor. Questo è anche l’album che segna il ritorno nella band alla batteria di quel mostro di musicista che risponde al nome di Gene Hoglan (subentrato ad un altro maestro come Paul Bostaph). Erano i tempi di “Demonic”, infatti, quando il corpulento batterista ex-Dark Angel suonava in questa band ma, rispetto ad allora, il sound dei Testament è decisamente più classicamente thrash, ascoltarlo adesso ad esempio nella tellurica “True american hate” è da goduria per ogni batterista! Nel settore sono poche le bands il cui nome è sinonimo di garanzia assoluta e costante e sicuramente i Testament sono in questa ristretta elite; anche “Dark roots of Earth”, quindi, non delude assolutamente, nonostante una certa lunghezza di fondo di tutti i brani, per la quasi totalità ben oltre i 5 minuti, il che a mio parere non aiuta molto, vista la particolare ruvidità del sound. Ci sono, comunque, sempre due grandissimi chitarristi come Eric Peterson ed Alex Skolnick a rendere immediatamente riconoscibile la musica dei Testament, oltre che ad impreziosirla con parti di chitarra semplicemente deliziose che, in alcuni momenti, hanno chiari richiami al loro stile dei primissimi album. Anche pezzi come “Cold embrace” e “Throne of thornes”, lunghi oltre i 7 minuti, scorrono via che è un piacere e si ascoltano gradevolmente, soprattutto grazie alla maestria di questi due chitarristi! C’è poi il vocione del grande Chuck Billy che, per l’occasione, oltre ad essere aggressivo come sempre, riesce anche a modulare la sua voce verso tonalità più calde e pacate (ascoltare la già citata “Cold embrace”, ad esempio). Non mi addentro nell’analisi di ogni singolo pezzo per non tediare, ma non posso non citare un pezzo come l’opener “Rise up” o come la successiva “Native blood” a titolo di esempio per le giovani leve, al fine che possano comprendere cosa significa “thrash metal”. Molto bella anche la title-track “Dark roots of Earth”, nonché la violenta conclusiva “Last stand for independance”; è, comunque, tutto l’album a convincere per robustezza e compattezza, un vero monolite thrash metal da gustare dalla prima all’ultima nota. “Dark roots of Earth” forse non sarà il disco thrash dell’anno (credo che gli album di Kreator ed Overkill siano un filino migliori), ma sicuramente è thrash con la “T” maiuscola come da sempre i Testament sanno fare. Prevista anche una “De-luxe edition” con 4 bonus tracks (tra cui la cover di “Powerslave” degli Iron Maiden) ed un bonus-dvd.

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