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And One - S.T.O.P. And One - S.T.O.P. Hot

And One - S.T.O.P.

recensioni

gruppo
titolo
S.T.O.P.
etichetta
Synthetic Symphony
Anno

Shouts Of Joy
Killing The Mercy
Memory
You Without A Me
Don't Get Me Wrong
Aigua
S.T.O.P. The Sun
The 4
Back Home
Everybody Dies Tonight
The End Of Your Life (feat.
Douglas McCarthy)
No Words

opinioni autore

 
And One - S.T.O.P. 2012-08-11 16:11:49 Cristian Lasorsa
voto 
 
2.5
Opinione inserita da Cristian Lasorsa    11 Agosto, 2012
Ultimo aggiornamento: 11 Agosto, 2012
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Quando eravamo ancora "Powermetal.it", avevo recensito l'E.P. di "Back Home", primo singolo estratto da questo album, e vi avevo evidenziato (per chi non conoscesse la band) come gli And One si accostassero facilmente ai Depeche Mode. Paragoni a parte, va però riconosciuto a questa band di aver scritto una pagina importante del synthpop e scritto album come "I.S.T" o "Bodypop". La band tedesca è tornata con il nuovo album "S.T.O.P." a un anno di distanza da "Tanzomat" e questo può far capire come la vena creativa di Steve Naghavi (leader della band) sia in fermento; ma è veramente così?
L'album si apre con "Shout of Joy", dove la potenza dei synth e un ritornello dal facile impatto, lo rendono una delle hit da dancefloor (attendo di vederli live all'Amphi Festival) e riporta alla mente anche quello che è stato "Bodypop". "Killing the Mercy" (in puro stile And One), lascia spazio a "Memory" (fra le mie preferite), fatta di synth maestosi e dal refrain incalzante. "You without a Me" è l'ormai classico "tributo involontario" ai loro padri Depeche Mode (provate ad ascoltare le tastiere), ma ne vede anche un mood quasi romantico, i quale cambia in "Don't Get Me Wrong", dove si ritorna a quello energetico della prima traccia e si ritrova, ancora una volta (spesso la loro forza), un ritornello molto orecchiabile. "S.T.O.P the Sun!" è un brano di splendido synthpop contaminato dal tempo che fu (vi ricorda qualcosa?), ma che sicuramente conquisterà i fan più fedeli, così come "The 4", ovvero il momento di calma del disco, un brano quasi marziale e dal ritmo cadenzato. "Back Home" (brano semplicissimo), lascia spazio a "The End Of Your Life" che vanta una inattesa collaborazione: quella con Douglas McCarthy (voce dei Nitzer Ebb). Senza se e senza ma, possiamo dire che è sicuramente il momento più alto del disco, dove i suoni vellutati dei synth degli And One accompagnano la voce di Douglas con la sua timbrica cupa. Dopo il momento cult, il disco si chiude con "No Words", un brano strumentale, quasi a lasciare l'ascoltatore ancora esterrefatto dalla precedente collaborazione.
Di certo la band non apporta tantissime novità e riesce solo ad assestare ulteriori brani per la fase live; ci troviamo quindi dinanzi a un disco che non brilla di luce propria e che contiene pochissime perle. Forse bisognava aspettare un attimo per poter regalare qualcosa in più ai fans esigenti, come me. Ovviamente l'ascolto del disco è riservato a chi non ne può fare a meno.

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