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I tormenti underground dei Prime Evil I tormenti underground dei Prime Evil Hot

I tormenti underground dei Prime Evil

recensioni

titolo
Blood Curse Resurrection
etichetta
Inferno Records
Anno

LINE-UP

Mike Usifer - Guitars 

Andy Eichhorn - Vocals 

Billy Wassweiler - Drums

Rob Broderick - Bass 

 

TRACKLIST

1 - Blood Curse

2 - Plague of Humanity

3 - Soul Shattered

4 - Cannibal God

5 - Horns of Rapture

6 - Homicidal Assault

7 - In Defiance

8 - Mark of the Dead

9 - Blacken the Sun

10 - Strangulated Decapitation

opinioni autore

 
I tormenti underground dei Prime Evil 2015-07-21 09:29:08 Chiara
voto 
 
4.0
Opinione inserita da Chiara    21 Luglio, 2015
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I Prime Evil sono dei veterani dell’underground newyorchese. Il loro status di cult se lo sono guadagnato a partire dalla metà degli anni ’80 suonando nei club più malfamati della Grande Mela e non rilasciando mai un solo full length nel corso di quasi trent’anni, ma limitandosi alla registrazione di diversi demo tape (che oggi sono dei veri e propri pezzi da collezione) e alla pubblicazione nel 2002 di una compilation, “Unearthed”, che raccoglie la maggior parte dei loro EP. Dopo una pausa di riflessione fino al 2010, i nostri tornano più cattivi che mai con il loro primo album di inediti ufficiale, “Blood Curse Resurrection”, rilasciato in CD e in una tiratura limitata di cento cassette, per la gioia di tutti i nostalgici.

Il mix corrosivo di death e thrash metal si percepisce già dal primo brano di “Blood Curse Resurrection”, “Blood Curse” appunto, dal suono sporco e malvagio, complice anche un growl profondo, raschiato e crudele, la voce di un demone dall’Inferno. “Soul Shattered” è pura disperazione death, sulle note della batteria impazzita e di riff brevi e incalzanti. I riflettori rimangono ben fissi sulle pelli anche in “Cannibal God”, una blasfemia lunga circa tre minuti urlata a pieni polmoni, e nella successiva “In Defiance”. “Horns of Rapture” cambia leggermente rotta, con un ritmo più tormentato così come il growl che si fa ancora più sofferto, se possibile. L’opera trova la sua degna conclusione in “Strangulated Decapitation”, rimarcando il concetto espresso nel titolo stesso del brano: in un modo o nell’altro, non c’è scampo, di sicuro non per le nostre orecchie dopo l’ascolto di “Blood Curse Resurrection”.

Band emergenti (e non solo) prendete nota: i Prime Evil sono dei maestri, in primis di modestia e di autenticità, avendo sempre voluto rimanere nella cerchia dell’underground, evitando di svendersi al primo offerente. In secondo luogo, ma non da ultimo, il sound, la tecnica, l’energia e la passione sono assolutamente quattro caratteristiche che ogni formazione che si rispetti deve almeno prendere in considerazione prima di lanciarsi in un determinato ambito musicale.

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