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DieVanity: elegante gothic con voce maschile DieVanity: elegante gothic con voce maschile Hot

DieVanity: elegante gothic con voce maschile

recensioni

gruppo
titolo
Ordinary death of something beautiful
etichetta
Logic(il)logic Records
Anno

 

Track-list:

1) Insert coin

2) Curtain fall

3) Soldiers

4) Promise in words

5) Deadline

6) Kill vanity

7) The flag

8) Something wrong

9) What we call love

10) A chance to the night

11) Ordinary death of something beautiful

opinioni autore

 
DieVanity: elegante gothic con voce maschile 2012-09-11 12:56:36 Ninni Cangiano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 2012
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Fa un certo effetto avere da recensire il debut album dei DieVanity, band che seguo fin dagli esordi come cover band degli H.I.M.; ricordo ancora quando Federico "CapitanFede" Cardinale, anni addietro, nel periodo in cui assieme collaboravamo a powermetal.it, mi confidò di aver dato vita ad una band, diventandone il singer. Assieme a lui c’è anche il batterista Anselmo Zoccali, altro personaggio che, dietro un nickname che non ricordo, frequentava il forum di powermetal.it. E’, quindi, con molto piacere che posso testimoniare quanta strada abbiano percorso questi ragazzi, dagli esordi del 2006, fino a questo debut album dal lungo titolo “Ordinary death of something beautiful”, uscito per Logic(il)logic Records. Nonostante il rapporto che mi lega quindi ai DieVanity, il mio compito è essere imparziale e cercherò di esserlo in questa recensione. Il sound della band è un gothic metal molto orecchiabile e gradevole, ispirato naturalmente alla band di Ville Valo, ma anche a quanto proposto dalla band di un altro Ville (Laihiala) nell’ultima fase della carriera, quei Sentenced (di cui sento tanto la mancanza!) di album come “Frozen”, “Crimson” e “The cold white light”, passando anche per quanto proposto dallo stesso Laihiala con la sua nuova band Poisonblack. Un gothic quindi dalle atmosfere romantico-decadenti, scandito ottimamente dalla voce calda di Federico Cardinale che sarà pure un gradino sotto ai predetti due singers finlandesi, ma sa destreggiarsi molto abilmente ed è dotato di un’espressività non comune. E’ indubbio che la voce di Federico è l’arma vincente dei DieVanity per distinguersi dalla folla di band del genere, soprattutto considerando la notevole inflazione di voci femminili più o meno valide, più o meno liriche che attanaglia ultimamente il movimento gothic. A voler essere pignoli, nella seconda metà dell’album, forse avrei gradito maggiore ritmo e velocità e qualche distorsione di chitarra in più (sono un po’ troppi per me i pezzi lenti e ruffiani) ma, visto il genere particolare, si può tranquillamente chiudere un occhio. Si poteva, semmai, distribuire meglio la scaletta, alternando magari pezzi lenti ad altri più robusti, ma sono particolari che non inficiano la qualità generale di questo lavoro, ben superiore alla media. “Ordinary death of something beautiful” è composto da 10 canzoni + intro dal titolo curioso (“Insert coin” richiama il luna park della copertina), fra cui mi sento di citare le robuste “Curtain fall”, “Soldiers”, “Kill vanity” (che mi ha ricordato un po’ di Billy Idol) e “Something wrong”, nonché la dolcissima “What we call love”, un titolo che è tutto un programma! Il debut dei DieVanity è un disco che incontrerà i favori degli appassionati di gothic, tutte quelle anime oscure e notturne che, come il sottoscritto, cominciano a stancarsi delle female vocals.

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