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Dopo quasi tre decadi di carriera, gli Incantation continuano a non sbagliare un colpo Dopo quasi tre decadi di carriera, gli Incantation continuano a non sbagliare un colpo Hot

Dopo quasi tre decadi di carriera, gli Incantation continuano a non sbagliare un colpo

recensioni

titolo
Profane Nexus
etichetta
Relapse Records
Anno

Line Up: 
John McEntee - vocals, guitars 
Chuck Sherwood - bass 
Kyle Severn - drums 

Tracklist: 
1. Muse [05:11] 
2. Rites of the Locust [03:06] 
3. Visceral Hexahedron [05:15] 
4. The Horns of Gefrin [03:46] 
5. Incorporeal Despair [03:20] 
6. Xipe Totec [01:01] 
7. Lus Sepulcri [04:25] 
8. Stormgate Convulsions from the Thunderous Shores of Infernal Realms Beyond the Grace of God [02:12] 
9. Messiah Nostrum [04:20] 
10. Omens to the Altar of Onyx [03:56] 
11. Ancients Arise [06:00] 

Running time: 42:32

opinioni autore

 
Dopo quasi tre decadi di carriera, gli Incantation continuano a non sbagliare un colpo 2017-09-18 17:49:08 Daniele Ogre
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    18 Settembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Non è da tutti riuscire a restare sulla cresta dell'onda per quasi trent'anni, assurgendo alla status di leggenda di un genere, continuando a sfornare ottimi album dietro ottimi album. Gli Incantation ci riescono, invece, e con una facilità disarmante tra l'altro. Il merito maggiore della band americana è quella di sapersi sempre rinnovare, all'occorrenza: a partire dal sound oltraggioso e seminale degli inizi, ancora visto come influenza principale da molti gruppi underground, passando per un approccio più ferocemente veloce degli inizi anni 2000, fino ad arrivare al Death/Doom che ci propongono oggi, gli Incantation non sono mai restati fermi sulle proprie posizioni, sapendosi per l'appunto rinnovare prima che il sound proposto potesse risultare in qualche modo stantio.

Incantation che tornano oggi - più precisamente agli inizi dello scorso agosto - con la loro undicesima fatica in studio sulla lunga distanza, "Profane Nexus"; un album che ha il difficile compito di succedere all'ottimo "Dirges of Elysium" e che riesce, pur non raggiungendone i picchi, a non farlo rimpiangere. Anche con quest'album i nostri dimostrano come stiano continuando a vivere uno stato di grazia in fase compositiva, visto che tutti i pezzi che compongono quest'album riescono ad essere pienamente sufficienti. Pezzi come l'opening "Muse" e "Lus Sepulcri" riescono forse a colpire maggiormente rispetto agli altri, ma comunque, credetemi, con "Profane Nexus" abbiamo tra le mani un disco che non ha praticamente mai momenti di stanca. Un aggettivo che verrebbe in mente scorrendo la tracklist è "efficace": pezzi di durata media - con la sola eccezione di "Ancients Arise" -, nei quali gli Incantation flirtano sovente con ritmiche più lente ed opprimenti, pur senza calare di un punto in quanto ad aggressività sonora.

Che gli incantation siano riusciti infine a trovare la quadratura del cerchio? Il Death/Doom che McEntee e soci propongono ora sembra sempre più essere la loro dimensione ideale, un sound che calza a pennello con quanto la band di Johnstown (Pennsylvania) scrive. Ventotto anni di carriera, undici studio album, ed ancora è impossibile trovare un passo falso da parte di questa band, che si merita una volta di più l'appellativo di Leggenda del Death Metal.

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