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"E" sono 14 gli album per gli Enslaved "E" sono 14 gli album per gli Enslaved Hot

"E" sono 14 gli album per gli Enslaved

recensioni

gruppo
titolo
E
etichetta
Nuclear Blast
Anno

Line Up: 
Grutle Kjelsson - vocals, bass 
Arve Isdal - guitars 
Ivar Bjørnson - guitars, keyboards, vocals 
Håkon Vinje - keyboards 
Cato Bekkevold - drums 

Tracklist: 
1. Storm Son [10:54] 
2. The River's Mouth [05:12] 
3. Sacred Horse [08:12] 
4. Axis of the Worlds [07:49] 
5. Feathers of Eolh [08:06] 
6. Hiindsiight [09:32] 

Running time: 49:45 

opinioni autore

 
"E" sono 14 gli album per gli Enslaved 2017-11-21 22:22:43 Daniele Ogre
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Daniele Ogre    21 Novembre, 2017
Ultimo aggiornamento: 21 Novembre, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Con un ritardo siderale (oltre un mese) eccoci a parlare di "E", quattordicesimo album in studio dei norvegesi Enslaved. Ne è passata d'acqua sotto i ponti da quel lontanissimo 1991, anno che vedeva la fondazione di questa leggendaria formazione scandinava, da sempre una delle migliori, a mio avviso, della scena Black nordica, ma che ha raccolto meno di colleghi altrettanto illustri (e per quanto storici, inferiori alla band di Bjørnson e Kjelsson).

Non c'è più la furia degli esordi, nel sound degli Enslaved: pur mantenendo la matrice Viking nelle tematiche e in certe atmosfere, la band norvegese è ormai portabandiera di sonorità che vertono verso il Progressive/Avantgarde, cosa che se da un lato mostra tutta l'innata classe di questa storica formazione, dall'altro potrebbe rendere indigesto questo lavoro. Un esempio? La tecnicissima parte centrale dell'opener "Storm Son", forse un po' troppo "allungata", come se gli Enslaved quasi si specchiassero nelle loro doti tecniche e compositive. Questo sarà un po' il leit motiv di "E", un disco che alla fine possiamo tranquillamente definire bello, ma che se snellito in alcuni punti avrebbe di certo guadagnato ulteriori punti di merito. Non è per nulla un caso, credo, che la canzone che mi ha maggiormente colpito è anche la più corta del disco, "The River's Mouth": più diretta, più vicina al classico Viking che siamo sempre stati abituati a sentir da loro, con un uso più sapiente tanto dei cori che della voce pulita. I restanti pezzi, comunque, così come il disco in toto, hanno i loro punti interessanti anche se, come detto, accorciando giusto un po' alcune parti il lavoro sarebbe potuto essere più fruibile.

Non abbiamo tra le mani il miglior lavoro della carriera degli Enslaved, ma va comunque dato atto alla band norvegese di non aver mai tirato fuori un lavoro brutto (opinione personale, sia chiaro). "E" non fa eccezione: è un disco che potrà piacere molto a chi non cerca nell'Extreme Metal l'estremismo a tutti i costi.

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