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Un'opera metal fiabesca in due parti: il mondo degli Xanthochroid (parte I) Un'opera metal fiabesca in due parti: il mondo degli Xanthochroid (parte I) Hot

Un'opera metal fiabesca in due parti: il mondo degli Xanthochroid (parte I)

recensioni

titolo
Of Erthe and Axen Act I
etichetta
Erthe and Axen Records
Anno

TRACKLIST: 

1.Open the Gates, O Forest Keeper

2.To Lost and Ancient Gardens

3.To Higher Climes Where Few Might Stand

4.To Souls Distant and Dreaming

5.In Deep and Wooded Forests of My Youth

6.The Sound of Hunger Rises

7.The Sound of a Glinting Blade

8.The Sound Which Has No Name


FORMAZIONE: 

Sam Meador - Vocals, Piano, Keyboards, Guitars (acoustic), Bass, Accordion, Irish Flute, Mandolin

Matthew Earl - Vocals, Drums, Keyboards, Flute, Recorder, Mandolin, Percussion, Irish Flute

Brent Vallefuoco - Guitars, Vocals 

Ali Meador - Vocals


DISCOGRAFIA:

Blessed He with Boils - 2012

Of Erthe and Axen Act I - 2017 

Of Erthe and Axen Act II - 2017

opinioni autore

 
Un'opera metal fiabesca in due parti: il mondo degli Xanthochroid (parte I) 2018-05-30 20:41:25 Danilo Dardano
voto 
 
3.5
Opinione inserita da Danilo Dardano    30 Mag, 2018
Ultimo aggiornamento: 31 Mag, 2018
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

I californiani Xanthochroid nel 2017 pubblicano Of Erthe and Axen Act I, un lavoro con un sound ricercato e ricco di dettagli vari ed ispirati. Questo disco così eterogeneo, è una proposta di metal sinfonico con inserti che ricordano talvolta gli Opeth e, più frequentemente, i Wintersun.
"Open The Gates, O Forest Keeper", brano di apertura interamente strumentale e dalla spiccata vena folk, introduce l'ascoltatore ad un'esperienza sonora evocativa, mistica. La qualità dei riff, ma soprattutto dei passaggi tra una sezione e l'altra è notevole, così come quella degli assoli: appassionanti nonostante la loro semplicità. Le voci sono prevalentemente pulite, e a tratti lasciano l'impressione che si stia ascoltando un disco dei Porcupine Tree; tuttavia, si rivela una decisione coerente con l'estetica generale del disco, dalla spiccata vena "fantasy". Gli harsh vocals sono invece marginali, ma sempre di grande effetto. Lo stile adottato è moderno e maturo, a tratti teatrale, che si evolve in un continuo fondersi di molteplici generi, che sicuramente si discostano dal metal estremo, ma senza mai dare l'impressione di essere fuori contesto. Le voci femminili sono il vero punto debole del disco: pur fornendo un ulteriore elemento di varietà alla proposta musicale, sono prive di espressività e appaiono piuttosto spente e banali. Un'altra caratteristica che fa storcere il naso, invece, è l'inizio del disco un po' sottotono: per ascoltare una chitarra distorta bisogna aspettare il terzo brano.
Of Erthe and Axen Act I è un disco che alterna delicatezza e potenza, che potrebbe all'apparenza sembrare una grande opera di citazione di altri gruppi più blasonati, ma è ricco di originalità e personalità.
Consigliato agli amanti del power, symphonic e progressive metal, oltre che ai nostalgici dei Katatonia dei primi 2000. Sconsigliato, chiaramente, a chi non è interessato a sonorità ricercate e ad atmosfere fiabesche tipiche del power.

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