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"Okkult II": un discreto album per gli Atrocity, nonostante i fin troppo pesanti cori 'epici' "Okkult II": un discreto album per gli Atrocity, nonostante i fin troppo pesanti cori 'epici' Hot

"Okkult II": un discreto album per gli Atrocity, nonostante i fin troppo pesanti cori 'epici'

recensioni

gruppo
titolo
Okkult II
etichetta
Massacre Records
Anno

LINE UP: 
Alexander Krull - vocals 
Thorsten Bauer - guitars, bass 
Pete Streit - guitars 
Joris Nijenhuis - drums 

TRACKLIST: 
1. Masters of Darkness [04:03] 
2. Shadowtaker [04:35] 
3. Bloodshed and Triumph [03:50] 
4. Spell of Blood [03:43] 
5. Menschenschlachthaus [04:29] 
6. Gates to Oblivion (feat. Marc Grewe) [04:21] 
7. Infernal Sabbath [04:36] 
8. All Men Must Die [03:21] 
9. Phantom Ghost [03:43] 
10. Devil's Covenant (feat. LG Petrov) [04:11] 
11. The Golden Dawn [03:57] 

Running time: 44:49 

opinioni autore

 
"Okkult II": un discreto album per gli Atrocity, nonostante i fin troppo pesanti cori 'epici' 2018-07-05 17:11:15 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    05 Luglio, 2018
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

La carriera (più che) trentennale dei tedeschi Atrocity è costellata di continui cambi, di ricerche accurate del sound che rappresentasse la band in quel dato momento... Ma è un dato di fatto, almeno per me, che il meglio Alexander Krull e soci lo han sempre dato quando si son dati all'Extreme Metal. Mi riferisco dunque ai primissimi lavori della band teutonica, che ha recentemente mollato definitivamente ogni velleità Symphonic/Gothic per tornare ad un più consono Death Metal, in cui non mancano comunque strizzate d'occhio al Symphonic.

Ad un comparto musicale massiccio e, potremmo dire, muscolare, fanno da contraltare i numerosi momenti orchestrali e gli epici cori che cercano di dare pathos alle composizioni del quartetto tedesco. In verità ci riescono anche, ma il problema è che dopo un po' cominciano ad essere anche un filo fastidiose, come accade in "Masters of Darkness" e "Bloodshed and Triumph". Una cosa che quindi risultava essere un buon 'bonus' nell'EP da noi precedentemente recensito ("Masters of Darkness", i cui quattro pezzi sono qui riproposti per intero), sulla lunga distanza di questo "Okkult II" diventa insomma un'arma a doppio taglio: gli Atrocity dimostrano sì di sapere decisamente il fatto loro, ma forse esagerando un pochino. Non è un caso che il meglio che ascoltiamo in "Okkult II" lo abbiamo con il furente Melodic Thrash/Death di "Spell of Blood" (nemmeno mezzo coro manco a pagarlo) e "Devil's Covenant", brano (e singolo) in cui compare come ospite LG Petrov (Entombed/Entombed AD). Dell'altra buonissima "Menschenschlachthaus" ne abbiamo già parlato nella recensione dell'EP (riassumendo: gran bel pezzo, ma quei cori, pur su di UNA sola parola, smosciano il tutto.. un peccato perché il pezzo è una bordata micidiale).

"Okkult II" è la naturale continuazione di "Okkult" (e lo dimostra anche la scelta del titolo); un percorso che ha portato gli Atrocity ad estremizzare di nuovo la loro proposta, pur mantenendo coordinate che mantengano vivi i momenti Symphonic/Gothic della loro carriera. Che sono però i punti deboli del sound degli Atrocity: quando spingono sull'acceleratore o comunque si lasciano andare ad un puro e semplice Melodic Death (o Melodic Thrash/Death, meglio) dimostrano ancora di poter avere pochi rivali nel campo. Ma ascoltare l'intro e il refrain di "Gates of Oblivion", ad esempio, fa letteralmente cascare le palle.

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