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Witchsorrow: una fatica di Sisifo Witchsorrow: una fatica di Sisifo Hot

Witchsorrow: una fatica di Sisifo

recensioni

titolo
Hexenhammer
etichetta
Candlelight Records
Anno

LINE UP:

Necroskull – vocals – guitars

Emily Witch – bass

Wilbrahammer – drums

 

TRACKING LIST:

1.      Maleficus

2.      Hexenhammer

3.      The Devil’s Throne

4.      Demons of the Mind

5.      Eternal

6.      The Parish

7.      Like Sysiphus

opinioni autore

 
Witchsorrow: una fatica di Sisifo 2018-12-22 11:32:20 MASSIMO GIANGREGORIO
voto 
 
3.0
Opinione inserita da MASSIMO GIANGREGORIO    22 Dicembre, 2018
Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 2018
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Il brand Wichsorrow sorge in quel di Terra d’Albione intorno al 2005 (più precisamente nel New Hampshire, a Farnborough) ad opera dei due fondatori Necroskull ed Emily Witch, i quali chiamarono a pestar le pelli tale Morrelhammer, rimpiazzato nel 2011 da Wilbrahammer.
Sono alla quarta fatica in studio, dopo l’omonimo esordio nel 2010, “God Curse Us” (2012), l’EP “De Misteriis doom Sabbathas” (2013) ed il successivo full-lenght “No light, only fire” (2015).
Ora si ripropongono con questo album il cui titolo già lascia poco all’immaginazione: Hexen, in tedesco, significa strega; hammer, in inglese, significa martello, per cui il leit motiv di questa doom-opera è il famoso “Malleus Maleficarum” (ergo, il Martello delle Streghe) dei due inquisitori Sprenger ed Institoris, lettura leggera leggera per il relax pre-dormita e per agevolare gli incubi notturni.
Diciamo subito che non si può certo gridare al capolavoro, ma comunque il trio ha partorito qualcosa di non molto diverso da ciò a cui ci aveva abituato: un doom sapientemente incrociato con thrash ed una spruzzatina di N.W.O.B.H.M. composto e suonato onestamente, ma niente di più.
La voce vagamente hetfieldiana di Necroskull domina sui pezzi che compongono il cd, tutti alquanto lunghetti (nella miglior tradizione oscura) ma che scivolano via senza particolari sussulti, eccezion fatta per un’ascia più votata alle vibrazioni tanto care a Sua Maestà Tony Iommi (nella title-track), una breve “accelerazione” (si fa per dire..) in “Eternal” ed una piece finale con intro un po’ misterica e cambi di tempo (Like Sysiphus) rievocheggiante la nota figura mitologica dell’antica Grecia, ovverossia quel Sisifo che (scomodando nientepopòdimenoche la Treccani) era ritenuto “il più astuto dei mortali e uno dei più noti dannati dell'oltretomba, protagonista di varie vicende che ne pongono in evidenza la capacità di ordire trame e tranelli (e che..) appare nell'oltretomba condannato a rotolare eternamente sulla china di una collina un macigno che, una volta spinto sulla cima, ricade sempre giù in basso (di qui la locuzione “fatica di Sisifo” per indicare un'impresa che richiede grande sforzo senza alcun risultato)” .
Ebbene, proprio quest’ultima annotazione ci rende l’idea di questo cd dei Witchsorrow: un grande sforzo profuso per proporre qualcosa di nuovo e diverso, senza risultato apprezzabile.
Max “Thunder” Giangregorio


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