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Sfuriate Death/Grind e pesantezza Death/Doom: sa colpire il sound dei lituani Stranguliatorius Sfuriate Death/Grind e pesantezza Death/Doom: sa colpire il sound dei lituani Stranguliatorius Hot

Sfuriate Death/Grind e pesantezza Death/Doom: sa colpire il sound dei lituani Stranguliatorius

recensioni

titolo
Rope, Soap, Tabouret
etichetta
Horror Pain Gore Death Productions
Anno

PROVENIENZA: Lituania 

GENERE: Death Metal/Grind 

FFO: Coffins, Haemorrhage, Impetigo, Autopsy, Bolt Thrower 

LINE UP: 
Iggy - vocals 
Kunigas - guitars 
Švedas - bass 
Kaplerezas - drums 

TRACKLIST: 
1. Nine Nursemaids [03:02] 
2. Morgue Surgeons [04:48] 
3. Foretime Saints [02:51] 
4. Executioner's Lament [04:47] 
5. Dream of Anthropologist [04:20] 
6. Architect of Anger [03:33] 
7. The Performance of a Sociopath [03:31] 
8. Happy Mother's Day [03:42] 
9. Unrepeatable Ritual of Death [11:22] 

Running time: 41:56 

opinioni autore

 
Sfuriate Death/Grind e pesantezza Death/Doom: sa colpire il sound dei lituani Stranguliatorius 2019-01-01 18:23:25 Daniele Ogre
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Daniele Ogre    01 Gennaio, 2019
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Nati come band Thrash intorno al 2012 o giù di lì, è solo col cambio stilistico che i lituani Stranguliatorius trovano una certa continuità. E' nel 2017 infatti che esce l'album "Išlikimo vadovas" - seguito pochissimo dopo dall'EP "Praeities šventieji" -, con la band balcanica che ha drasticamente cambiato genere, portandosi verso lidi Death/Grind à la primi Carcass ed Impetigo, non disdegnando nemmeno influenze Death/Doom (Autopsy, Bolt Thrower). Con "Rope Soap, Tabouret", dunque, gli Strangoliatorius pubblicano il secondo album - e terza uscita - in un anno, spostandosi dalla Volcanic Slut Records alla Horror Pain Gore Death Productions. Non so dirvi nemmeno precisamente perché, ma date le premesse (genere, influenze) non m'aspettavo granché da questo disco... ed invece sono stato piacevolmente smentito. Non che "Rope, Soap, Tabouret" non presenti qualcosa che non abbiamo sentito e risentito già una ventina d'anni fa o più, ma bisogna dare atto al quartetto lituano di saperci fare nel loro piccolo. L'ascolto dell'album procede spedito e si può ben apprezzare quanto fornito dalla band, grazie anche ad una buonissima produzione, potente quanto il giusto. Offrono poi una discreta varietà, i nostri: chi si aspetta una furia cieca per tutta la durata dell'album rimarrà spiazzato ad esempio dalla più lenta (ma non di meno pesantissima) "Executioner's Lament", pur non mancando bordate Grind come "Foretime Saints"; ma anche nei momenti più violenti, possiamo trovare sempre di fondo le influenze di Autopsy e Bolt Thrower a dare all'album quella sensazione di "violenza ragionata".

Lungi da me asserire che siamo di fronte ad un album memorabile, ma bisogna sinceramente ammettere che quello degli Stranguliatorius è un disco onesto, che potrà senz'altro piacere agli amanti di queste sonorità più 'vintage'.

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