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Thrash furioso per il debut album dei cileni Cabrio Thrash furioso per il debut album dei cileni Cabrio Hot

Thrash furioso per il debut album dei cileni Cabrio

recensioni

gruppo
titolo
"Devotion and hate"
etichetta
Toxic/Mechanix
Anno

TRACKLIST:
1. Twenty thousand tons
2. I have become
3. Arzamas
4. Seed of deception
5. Man made God
6. The rapture
7. Violence & solitude
8. Dios sin fé

LINE-UP:
Andrés Marchant - Vocals
Alberto Arenas - Guitars & Backing Vocals
Julio Constanzo - Guitars
Mauricio Peña - Bass Guitar
Rod Leiva - Drums

opinioni autore

 
Thrash furioso per il debut album dei cileni Cabrio 2020-04-11 07:37:25 Ninni Cangiano
voto 
 
3.0
Opinione inserita da Ninni Cangiano    11 Aprile, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Stavo mettendo ordine tra le tantissime richieste di recensione inevase che arrivano in redazione, quando mi sono imbattuto casualmente in questo “Devotion and hate”, debut album dei cileni Cabrio, uscito ad aprile 2019. Attirato dalla splendida copertina opera di Néstor Ávalos (all’opera anche con Hex, Execrator, Hecate Enthroned, ecc.), nonché dal nome stesso della band che ricorda uno dei modelli di auto da me preferiti, ma anche da un look inusuale (quasi tutti in camicia nera e capelli corti), mi sono incuriosito e messo all’ascolto di questi 8 pezzi, per poco più di 40 minuti di furiosissimo thrash metal. Già, perchè il thrash suonato da questi cileni è a dir poco arrabbiato, una sorta di assalto alla baionetta dall’inizio alla fine, con pochissime concessioni alla melodia (giusto qualcosa qua e là, come in “Man made God” o in “The rapture”). In alcuni frangenti, mi sono venuti in mente gli Slayer o gli Onslaught più recenti, o qualcosa dei Testament più duri (quelli di “The gathering” o “Demonic”), tanto per rendere l’idea di quanto sia cattiva e tosta la musica dei Cabrio. Purtroppo quello che guasta è lo screamer che hanno in formazione, tale Andrés Marchant, già membro di una delle tantissime bands in giro per il mondo chiamate Necrosis (ne ricordo circa una decina, ma sono molte di più). Lo screamer in questione andrebbe benissimo per l’hardcore o il metalcore, ma non mi sembra particolarmente adeguato al thrash; il suo stile, infatti, mi sembra semplicemente “esagerato”, urla la sua rabbia senza soluzione di continuità (il che ci potrebbe anche stare), ma alla lunga diventa semplicemente noioso, dato che non cambia approccio sostanzialmente mai, è uguale dall’inizio alla fine e questo zavorra i vari brani del disco che, di conseguenza, ad un ascolto disattento rischiano di sembrare troppo simili tra loro (cosa che non è esatta). Se siete appassionati della frangia più dura ed estrema del thrash, avete tanta rabbia dentro di voi da sfogare, allora questo “Devotion and hate” dei Cabrio potrà fare al caso vostro; se invece dal thrash cercate qualcosa in più, sicuramente c’è di meglio in giro.

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