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Il Metal ha bisogno di band come i Katatonia. Il nuovo lavoro "City Burials". Il Metal ha bisogno di band come i Katatonia. Il nuovo lavoro "City Burials". Hot

Il Metal ha bisogno di band come i Katatonia. Il nuovo lavoro "City Burials".

recensioni

gruppo
titolo
City Burials
etichetta
Peaceville Records
Anno

Tracklist:
1. Heart Set To Divide
2. Behind The Blood
3. Lacquer
4. Rein
5. The Winter Of Our Passing
6. Vanishers
7. City Glaciers
8. Flicker
9. Lachesis
10. Neon Epitaph
11. Untrodden

Line-up:
Jonas Renske (Voce)
Anders Nystrom (Chitarra, tastiere)
Roger Ojersson (Chitarra)
Niklas Sandin (Basso)
Daniel Moilanen (Batteria)

opinioni autore

 
Il Metal ha bisogno di band come i Katatonia. Il nuovo lavoro "City Burials". 2020-04-18 15:47:53 Sonia Giomarelli
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Sonia Giomarelli    18 Aprile, 2020
Ultimo aggiornamento: 18 Aprile, 2020
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Trattare i Katatonia in sede di recensione come una delle tante band doom presenti sulla scena risulta alquanto irrispettoso e non rende giustizia a quella che è la vera anima di una band originalissima, la quale negli anni si è fatta valere, grazie ad un modo di comporre a dir poco stupefacente.
I Katatonia sono e rimangono la quintessenza di un modo di fare Metal che punta molto all'atmosfera e ai testi delle canzoni, le quali trattano temi importanti come il lato più oscuro della nostra esistenza, le nostre paure e sofferenze.
Il tutto in un contesto sonoro che, a partire da "Dead End Kings" (2012) e da "The Fall Of Hearts" (2016) ha toccato sonorità vicine all'elettronica e al progressive, attraverso una maniacale ricerca sonora. Avendo di fatto dato vita ad un genere oltre venti anni fa, la band svedese non ha sentito il peso di questo fardello e si è mossa su circuiti propri, mantenendo sempre un livello di qualità decisamente alto.
Dopo l'acclamato e il già sopra citato "The Fall Of Hearts", la band di Renske/Nystrom ritorna sulle scene con questo attesissimo "City Burials", in uscita il 24 aprile sempre per la Peaceville Records. Introdotto da un'iconica copertina realizzata da Lasse Hoile (il quale ha collaborato con la band anche in "Dead End Kings" e "City Burials"), si compone di undici tracks di cui due, "Behind The Blood e "Laquer", sono servite da singoli promozionali per l'uscita del disco.

Cosa offre "City...."? Innanzitutto un sound pregno di malinconia, coerente con il passato musicale della prima produzione della band. I due singoli "Behind The Blood" e "Lacquer", presentati in anteprima, ci mostrano due anime sonore dello stesso disco, una più Metal e l'altra più introspettiva; su queste basi si strutturano gli altri pezzi del lotto. Dall'iniziale "Heart Set To Divide", caratterizzata da innesti quasi doom e stacchi più movimentati, a "Vanishers", ballata sognante in cui fa capolino nel ritornello la voce femminile di Anni Bernhard (Full Of Keys). La ritmica dispari di "City Of Glaciers", uno dei migliori pezzi del disco, scandisce il timbro inconfondibile di Jonas Renske ed ascoltando il brano non possono non venire in mente gli A Perfect Circle. Con "Flicker" e "Neon Epitaph" i nostri abbracciano il sound del post/prog metal senza esagerare. Il lavoro in fase di arrangiamento ha fatto sì che si percepisse un senso di pace nei brani, i quali, carichi di quella vena sperimentale, non peccano di grandiosità. Tutto è ben bilanciato nel proprio contesto, dalle linee vocali di Renske, fino al lavoro di chitarra del duo Nystrom/Orjensson. Si va alla ricerca di soluzioni semplici ma di impatto, sulla scia del miglior Maynard James Keenan, ma in puro stile Katatonia.

Quante bands possono permettersi di fare ciò che vogliono, pur rimanendo su alti livelli di qualità? Poche. Il Metal ha ancora bisogno di realtà come i Katatonia e questo "City Burials" rappresenta una ventata di freschezza in un genere ormai saturo, pieno di cloni e povero di pionieri. "City..." è un lavoro intimista, personale, il quale strizza l'occhio ad un passato ormai remoto della band e si affaccia a questo ventennio con buoni propositi. "City Burials" rappresenta la piena maturità di un percorso stilistico intrapreso nel 2012 con "Dead End Kings" prima e "The Fall Of Hearts" poi.
L'ascolto dovrebbe essere obbligatorio a tutti gli amanti della buona musica e di chi crede che il Metal non sia solo urla e corna in su, ma un qualcosa di molto più vero che appartiene a noi mortali.

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