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I The Black Dahlia Murder proseguono senza sosta con un nuovo quanto colossale album I The Black Dahlia Murder proseguono senza sosta con un nuovo quanto colossale album Hot

I The Black Dahlia Murder proseguono senza sosta con un nuovo quanto colossale album

recensioni

titolo
Verminous
etichetta
Metal Blade Records
Anno

PROVENIENZA: USA

GENERE: Technical Melodic Death Metal

TRACKLIST:
1. Verminous =LYRIC VIDEO=
2. Godlessly
3. Removal of the Oaken Stake =OFFICIAL VIDEO=
4. Child of Night =OFFICIAL VIDEO=
5. Sunless Empire
6. The Leather Apron's Scorn
7. How Very Dead
8. The Wereworm's Feast
9. A Womb in Dark Chrysalis (Interlude)
10. Dawn of Rats

LINE-UP:
Trevor Strnad - Vocals
Brian Eschbach - Guitars
Max Lavelle - Bass
Alan Cassidy - Drums
Brandon Ellis - Guitars

opinioni autore

 
I The Black Dahlia Murder proseguono senza sosta con un nuovo quanto colossale album 2020-04-20 16:36:44 Luigi Macera Mascitelli
voto 
 
4.5
Opinione inserita da Luigi Macera Mascitelli    20 Aprile, 2020
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Questo che sto recensendo è uno degli album che più aspettavo, e finalmente ora posso parlarvene. Senza fare troppi giri di parole o inutili presentazioni, il nuovo lavoro degli americani The Black Dahlia Murder, "Verminous", è semplicemente una bomba atomica. Punto.
Uscito a tre anni di distanza dal magistrale "Nightbringers" -a mio avviso il loro fiore all'occhiello- la creaturina partorita sotto mamma Metal Blade Records continua il suo lavoro di rinnovo del sound, proponendo una formula che non sminuisce minimamente il quintetto, regalandoci una carneficina di melodic death metal per i fan della frangia più incazzata ed estrema del genere.
Impreziosito da riffoni taglienti come lame arrugginite ed un muro sonoro da far impallidire, "Verminous" riesce perfettamente nell'intento di mostrarci una band in formissima e ben amalgamata, con una coppia Eschbach-Ellis alle asce in grado di pistare come un fabbro e un Trevor alla voce a dir poco sensazionale. Quest'ultimo, a mio avviso, è uno dei vocalist migliori in circolazione e con un ampio spettro di modulazione delle proprie corde vocali (l'opener omonima o "Child Of Night" ve ne daranno un esempio). Complice di questo bingo è sicuramente l'approccio stilistico e musicale, questa volta -tra un milione e mezzo di virgolette, sia chiaro- meno corrosivo rispetto al lavoro precedente e più impegnato sul lavoro di groove, per un risultato a dir poco sorprendente e maturo: se in "Nightbringers" e "Abysmal" (2015) il sound era più secco e tagliente, qui si è deciso di dare un tocco più caldo e corposo e aggiungendo qualche passaggio progressive davvero notevole, dando al complesso un sapore death/thrash notevolmente marcato. Pur mantenendo la loro inconfondibile firma e la loro energia ineguagliabile, il quintetto di Detroit ha deciso di tirare leggermente il freno alla componente melodica -ripeto, prendere tutto quello che dico con la dovuta tara- e scatenarsi come bestie assetate di sangue sul lato più violento del genere proposto.
Tutto ciò non va letto come un chissà quale stravolgimento completo del proprio essere, ma semplicemente come una prospettiva di approccio diversa e, per certi aspetti, quasi tendente al back-to-origins. Potrei dire che il punto di forza di "Verminous" è la capacità di saper scorrere liscissimo come l'olio nonostante la complessità insita in ciascun brano. Come fanno non lo so, ma sta di fatto che ogni pezzo si regge da solo con la sua potenza evocativa travolgente, l'atmosfera che si respira è disperata come un lamento straziante e, soprattutto, l'ascolto è di una semplicità disarmante a scapito della struttura arzigogolata e difficilissima da suonare -chi suona la chitarra si potrà tranquillamente rendere conto di come i riff siano davvero notevoli-. Insomma, saper rendere facile il difficile non è roba da tutti, ancor di più se si considera che da vent'anni non abbiamo mai ricevuto delusioni dai TBDM. Una garanzia, c'è poco da dire, e una delle migliori uscite di quest'anno.

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