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Il Gjallarhorn ci richiama alla battaglia dei Kurgan Il Gjallarhorn ci richiama alla battaglia dei Kurgan Hot

Il Gjallarhorn ci richiama alla battaglia dei Kurgan

recensioni

gruppo
titolo
Yggdrasil Burns
etichetta
Massacre Records
Anno

Tracklist:
1. Hellstorm
2. The Fall of Asgard
3. Yggdrasill Burns
4. Send Me a Raven
5. Kill the Enemy
6. Rise
7. Für Lise
8. Evil Dead
9. Regicide (The King Has Fallen)
10. Over the Lands, Into the Sea...  

Line Up:
Charlie Selvig : Drums
Thor Holmen : Bass / Backing Vocals
Jesper Myrup : Guitars
Thomas Hvisel : Lead Guitar
Brian Petersen : Vocals

opinioni autore

 
Il Gjallarhorn ci richiama alla battaglia dei Kurgan 2020-05-01 11:47:26 Francesco Yggdrasill Fallico
voto 
 
5.0
Opinione inserita da Francesco Yggdrasill Fallico    01 Mag, 2020
Ultimo aggiornamento: 01 Mag, 2020
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A tre anni di distanza dal 4-tracks demo che portava il loro nome (interamente rivisitato e riproposto in questo album), debuttano i deathsters danesi Kurgan. L’album, che in copertina vede una realizzazione dell’artista Dragan Paunović, presenta, sin dal titolo, un tributo alla cultura scandinava e a tutta la mitologia norrena, con riferimenti però all'attualità e alla distruzione verso la quale andiamo incontro. La ferocia sonora dei nostri danesi, ben si adatta alle tematiche presenti nei testi (che nella versione digitale in mio possesso purtroppo non sono inclusi), ma tracce come “Hellstorm”, “The Fall of Asgard” e la title-track non lasciano spazio ad equivoci.
Non è certamente la prima band a tributare la magnificenza dell’albero cosmico, ma a differenza delle altre che ne hanno sempre esaltato le doti e le virtù, qui i nostri ci mettono davanti al fatto compiuto, a quel Ragnarǫk, che come descritto nell’Apocalisse, nel caso del cristianesimo, porterà ad uno scontro tra forze della Luce e delle Tenebre e alla distruzione del mondo. E quindi siamo proprio nella fase in cui ad Heimdallr spetta l’arduo compito di far risuonare il Gjallarhorn e ogni divinità si appresta a scontrarsi e a soccombere uccidendo il proprio nemico… Il frassino Yggdrasil (o Yggdrasill, in alcune trascrizioni) è così in preda alle fiamme, ma non è una morte definitiva, in quanto, il fuoco è solo simbolo di rinascita; ma ogni cosa, per tornare a nuova vita, deve esser prima distrutta e purificata e, come l’Arca protesse Noè ed ogni animale generatore di vita, sotto l’Yggdrasil troveranno riparo un uomo ed una donna, pronti a far rifiorire ogni cosa.
Musicalmente, queste tematiche trovano riscontro in un alternarsi di suoni forti e cupi da una parte, e di armonie dall’altra, ad accompagnare questo continuo scontro tra realtà contrapposte, ma necessarie. La furia del death e del black scandinavo si fonde quindi alla grazia di un certo power e soprattutto del classic tipico degli anni d’oro ed il lavoro di Tue Madsen al mixer rende questo amalgama ben fatto, dando ampio respiro e spazio alle chitarre di Myrup e del solista Hvisel, ma non celando l’egregio lavoro svolto in sezione ritmica dal bassista Holmen, che si occupa anche dei cori, e dal martellare incessante di Charlie Selvig. Un plauso alla prova vocale di Brian Petersen che offre una prestazione in grado di rendere chiari i testi, anche nelle parti più furiose e ben si amalgama alla band, sia nelle parti thrasheggianti, che nei viking moments, alternando anche screaming e growling ben eseguiti.
Veramente una prova egregia, in un calderone spesso noioso e privo di creatività, questi ragazzi sono riusciti ad emozionarmi e a coinvolgermi totalmente!
“…into the night we march
a thousand miles from home
into battle over the lands…”

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